Amici di Democrazia Sovrana e Popolare - DSP Lecce

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Amici di DSP – Democrazia Sovrana e Popolare nasce dalla sezione di Lecce per far conoscere i valori di DSP sul territorio, ascoltare i bisogni reali della comunità e promuovere partecipazione, informazione e impegno civico.

18/05/2026
02/05/2026

Tutta la nostra solidarietà e la nostra ammirazione ai componenti della Global Sumud Flotilla
Grazie per averci provato, grazie per aver ricordato a tutti noi il martirio del Popolo Palestinese.

Casarano non è destinata a rassegnarsi. Casarano può tornare a crescere, a essere viva, sicura, ascoltata.Da questo nasc...
01/05/2026

Casarano non è destinata a rassegnarsi. Casarano può tornare a crescere, a essere viva, sicura, ascoltata.

Da questo nasce la candidatura di Luigi Anastasia, avvocato, padre di famiglia, classe 1983, per la prima volta impegnato in politica. Una scelta che non arriva da ambizioni personali, ma da un sentimento condiviso da tanti cittadini: fermare il lento declino che da troppo tempo segna il nostro paese.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo impoverimento economico, a servizi sempre meno efficienti, a una distanza crescente tra amministrazione e cittadini. Un distacco che ha colpito soprattutto i giovani, spesso ignorati da un sistema chiuso, ancorato alle stesse figure e agli stessi equilibri di sempre.

La visione di Anastasia parte proprio da qui: ridare centralità alle persone, creare opportunità per le nuove generazioni, costruire un dialogo continuo con la cittadinanza.

I punti cardine sono chiari:

• rilancio concreto dell’economia locale, sostenendo attività e lavoro
• maggiore sicurezza urbana, per contrastare una criminalità sempre più opprimente
• gestione pubblica più attenta, trasparente e presente
• ascolto costante dei cittadini, per raccogliere esigenze, proposte e criticità

Un progetto che non si chiude nei palazzi, ma vive nelle strade, tra la gente.

Accanto a lui, Davide Memmi, lavoratore e cittadino che rappresenta una storia comune a molti: quella di chi, deluso dalla politica e da una società sempre più distante dai valori autentici, ha scelto per anni di non partecipare. Oggi però decide di fare un passo avanti.

La sua adesione nasce dalla volontà di non restare più spettatore, ma di contribuire attivamente a un cambiamento reale. Convinto che troppo spesso la politica sia stata affidata a interessi personali, lontani dal bene pubblico e dalle nuove generazioni, ha trovato in questo progetto e nella figura di Anastasia un punto di riferimento credibile, concreto, lungimirante.

Questa non è solo una candidatura. È una presa di responsabilità collettiva. È il tentativo di restituire a Casarano la dignità che merita.

Il cambiamento non arriva da solo. Ha bisogno di idee, coraggio e partecipazione.

Ora è il momento di scegliere da che parte stare.

In questo momento di indicibile dolore e sgomento, esprimiamo il nostro più profondo e sentito cordoglio per tutte le vi...
06/03/2026

In questo momento di indicibile dolore e sgomento, esprimiamo il nostro più profondo e sentito cordoglio per tutte le vittime innocenti del tragico conflitto che ha travolto l’Iran, per i bambini e in particolare per le bambine che hanno perso la vita nella scuola di Minab e in altri attacchi devastanti portati dalle forze armate congiunte di USA e Israele.

Le loro giovani vite, colme di luce, sogni e innocenza, sono state spezzate da una violenza che sembra non risparmiare nessuno, lasciando ferite indelebili nelle famiglie, nelle comunità e nei cuori di chi da ogni parte del mondo assiste impotente a tanta immotivata sofferenza. A ogni genitore che piange un figlio o una figlia, a ogni familiare straziato dal lutto, va il nostro pensiero più affranto: il vostro dolore è condiviso da tutti coloro che credono nella dignità umana e rifiutano la barbarie indicibile della guerra.

Quei piccoli volti tra le macerie ci ricordano la fragilità dei civili inermi in mezzo al caos bellico, dove scuole, ospedali e case diventano scenari di orrore invece di rifugi di pace. Possa questo lutto collettivo risvegliare la coscienza globale, spingendo l’umanità verso la diplomazia e la fine immediata delle ostilità, affinché nomi e storie non svaniscano nell'oblio e nella strumentalizzazione ma ispirino un futuro di vera riconciliazione.

Alle vittime di questa ennesima tragedia – civili, donne, uomini, ma soprattutto ai bambini e alle bambine di Minab – dedichiamo un silenzio rispettoso: riflettiamo, meditiamo e preghiamo per la loro memoria eterna. Che la loro perdita non sia vana, ma diventi il seme di un mondo dove l'innocenza sia protetta da ogni male e finalmente tenuta al riparo da chi ancora voglia insistere nel culto dell’orrore e nel ciclo della violenza.

Con immenso dolore e solidarietà
DSP Lecce

04/01/2026

È impossibile non esprimere solidarietà al popolo e al Governo del Venezuela dopo l’attacco militare di questa notte condotto dagli USA contro il Paese. Un intervento concepito e attuato in totale disprezzo dei fondamentali principi di Diritto internazionale identificati nel dovere di rispettare la sovranità e la uguaglianza giuridica degli Stati. Se già da tempo si era compreso l’intento di Trump di piegare alla sua volontà il Governo Maduro – peraltro considerato illegittimo fin dalla sua elezione -, il ricorso oggi, dopo una fase di crescente tensione, all’uso della forza sostanzia chiaramente e senza ombra di dubbio una vera e propria ingerenza negli affari interni del Paese con violazione della sua integrità territoriale. Ma quello che più sconcerta in questo contesto è il fatto che l’intervento militare americano in territorio venezuelano, anche se più volte minacciato dal Presidente statunitense in un rivisitato approccio alle relazioni inter-americane, incontestabilmente contraddice proprio quei nuovi principi comportamentali che lo stesso Trump si era ripromesso di osservare approvando la sua nuova Dottrina di Sicurezza Nazionale di recente adozione e pubblicazione. In essa, infatti, non si percepisce la prospettazione di una dimensione ideologica nella futura politica estera americana, né l’esigenza di proporre e difendere un nuovo ordine internazionale, ma si coglie, per contro, il rifiuto da parte di Trump dell’egemonia della forza su scala planetaria per guardare al futuro economico con concreto realismo (forse anche utilitarismo), non ammettendo contrapposizione tra democrazia e autocrazia, ma una condotta nel relazionarsi agli altri Stati improntata al dialogo. Quello che conta, pertanto, per il Trump della nuova Dottrina, non sarebbe più l’”evangelizzazione” del liberismo economico mascherato dall’esportazione di un modello di democrazia, bensì il raggiungimento di una cooperazione attraverso il negoziato. Orbene, il recente attacco militare al Venezuela negherebbe tutti questi propositi e ripropone la tradizionale aggressività americana come una riaccensione di imperialismo teso al conseguimento degli interessi americani ricorrendo alla penetrazione violenta dei mercati e destituendo governi e regimi contrari con l’uso della forza. Certamente ci sono obiettivi di interesse più immediato per Trump, che lo avrebbero indotto a questa decisione, come il controllo delle risorse strategiche di cui il Venezuela è ricchissimo, ma esisterebbero anche ragioni strategiche di più ampia portata. Ragioni che porterebbero ad immaginare una rivitalizzazione della Dottrina Monroe di più antica memoria, da attuarsi al fine di escludere dall’area latino-americana influenze di attori ad essa estranei. A questo punto il messaggio di Trump diventa chiaro e palese: il Presidente intima a qualunque Potenza esterna – e più specificamente alla Cina - di guardarsi dal penetrare nelle economie latino-americane a discapito degli interessi statunitensi; ma intenderebbe raggiungere tale obiettivo evitando lo scontro diretto, per agire invece sugli stessi Paesi latino-americani comprensibilmente più deboli e, pertanto, inclini ad accettare i “diktat” di Washington.
Tale politica di Trump avrà indubbiamente dei costi. Gli USA perderanno innanzitutto di credibilità internazionale (dando l’impressione che le buone intenzioni del loro Presidente siano scritte con inchiostro simpatico!), ma soprattutto cederanno terreno in termini di leadership morale e di consenso presso gli stessi Paesi latino-americani, costringendo i loro Governi a cercare strategie di riequilibrio con attori d’oltre oceano e rafforzando in tal modo l’asse anti-USA di questa regione. L’attacco al Venezuela sembrerebbe, quindi, gravido di cupe prospettive, non solo per le reazioni contrarie cui potrebbe dar adito, ma anche perché capace di innescare un modello emulativo di condotta utile per altri Paesi in grado di rivendicare diritti e situazioni oggi ancora in sospeso (vediamo quale esempio lampante il caso di Taiwan e quello della rimozione degli Ayatollah per Isreale ).
Esprimiamo, dunque, solidarietà al popolo e al Governo del Venezuela, e speriamo che il senso di riprovazione di cui l’opinione pubblica internazionale si potrà fare interprete nel condannare tale odiosa aggressione americana, induca Trump a rivedere la sua posizione, non solo nel circoscrivere l’attacco ad un episodio singolarizzato, ma anche nel rimuovere dalla sfera della sua azione politica il metodo dell’uso e della minaccia dell’uso della forza. Non è più tempo, infatti, di “regime change” forzati e imposti ad altri Paesi con le armi, né di appropriarsi di risorse economiche di altri popoli tramite il ricorso alla violenza. L’Umanità ha bisogno per sopravvivere di politici responsabili e soprattutto convinti che l’unica via per evitare lo scontro è quella della coesistenza pacifica. Ma la pace, si sa, non è una mera opzione; essa è una precisa scelta politica da assumersi con senso di profonda responsabilità. Ambasciatore Bruno Scapini. Ufficio Politico DSP.

Ecco il programma in 9 punti! e qui il link per visualizzare il programma completo https://www.dspofficial.it/wp-content...
27/12/2025

Ecco il programma in 9 punti! e qui il link per visualizzare il programma completohttps://www.dspofficial.it/wp-content/uploads/2025/08/Programma-DSP.pdf

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