14/06/2026
𝐒𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨: 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐞, 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨, 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨.
Non è un caldo torrido, eppure i dati dicono già che, tra maggio e giugno, gli incendi sono quintuplicati rispetto al 2025. In fiamme oltre 230 ettari.
Un territorio, già brullo e devastato, continua ad essere vittima di criminalità, mafie, inciviltà, incuria.
Tutto omertosamente taciuto e derubricato a incendi, roghi.
Così tra quelle fiamme bruciano migliaia di rifiuti, magari avanzano pretese di parcheggi, insistono richieste di pizzo, minacce e ritorsioni.
Ma guai anche a dubitare che quelle fiamme siano legate a fenomeni criminali. Tutto autocombustione, incidenti domestici, il vento. Sarà pure, anzi certamente lo è anche, ma una mano che vuole ripulire il proprio terreno, quando appicca un fuoco e si estende a incendio, è una mano criminale.
Intanto una regione con primati umilianti di ecoreati resta senza canadair, che partono da Lamezia Terme. Nessun programma innovativo e straordinario di monitoraggio attivo e preventivo, nonostante esistano droni, fotocamere, sensori termici per rilevare variazioni anomale di temperature. Occorre che tutto quanto già previsto venga realmente applicato.
Nonostante una legge regionale, del fuoco prescritto non se ne sa nulla. Occorrono vincoli di inedificabilità. Occorrono risorse umane ed economiche per fronteggiare quella che non è una stagione di caldo e siccità, ma una stagione di omertà, incuria, criminalità, ignoranza, complicità.
Occorre un cambio culturale. Immediato.