04/06/2026
✍🏻 Come le logiche economiche influenzano le democrazie e come la politica può recuperare credibilità
[...] Un po' più di capacità critica renderebbe maggiormente consapevoli delle proprie scelte elettorali, perché con la rabbia, la delusione, la frustrazione, l'indignazione e la rassegnazione non si alimenta la democrazia ma i "poteri forti", che certamente non perseguono gli interessi delle masse. Basti pensare che in Italia, anziché adottare politiche tese all'aumento dei salari, all'alleggerimento della pressione fiscale e al recupero di risorse da investire a favore delle imprese all'insegna di un piano industriale che evidentemente non esiste, negli ultimi quattro anni non è stato fatto nulla per favorire una tassazione più equa e una redistribuzione della ricchezza attingendo dagli extraprofitti di banche, colossi energetici e giganti del web, ma si è trovato il modo di drenare dalle casse dello Stato le risorse per una f***e corsa al riarmo sottraendole alla sanità, al welfare, all'istruzione e al lavoro. Senza una visione chiara, compresa quella sul nucleare, che non serve a consentire di pagare a fine mese la bolletta della luce, visto che un piano serio non potrebbe essere a regime prima di quindici anni, l'Italia si è impegnata ad acquistare più armi e a importare più gas dagli USA, sperperando risorse in un centro per migranti, vuoto, in Albania e nel progetto del ponte sullo stretto di Messina, che dovrebbe "garantire la sicurezza e agevolare le operazioni di evacuazione dal fianco sud in caso di attacchi o minacce" (cit.).
L'astensionismo elettorale non è un fenomeno di disafezione o sfiducia fine a se stesso. Esso è strettamente correlato all'incapacità di certa politica di offrire soluzioni ai bisogni concreti dei cittadini, non tanto per incapacità quanto piuttosto per opportunistica sudditanza rispetto ai potentati finanziari che governano le nostre economie.
Affinché una democrazia possa dirsi autentica è necessario che la politica riacquisti credibilità non solo chiedendo ai cittadini di esprimersi, ma prima ancora coinvolgendoli nella discussione all'interno di uno spazio in cui confrontarsi, per poi decidere. Proprio ciò che ha fatto e sta tentando di fare il MoVimento 5 Stelle con NOVA PAROLA ALL'ITALIA, un'occasione per costruire insieme un programma di governo che possa dirsi davvero progressista, ossia autenticamente orientato al progresso sociale, riducendo le disuguaglianze economiche e ampliando i diritti civili.
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