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CRONACA DI UNA PERIFERIA CHE BRUCIAOre 12:50 circa. Due forti esplosioni.La gente esce in strada per vedere cosa è accad...
05/09/2026

CRONACA DI UNA PERIFERIA CHE BRUCIA
Ore 12:50 circa. Due forti esplosioni.
La gente esce in strada per vedere cosa è accaduto.

Il panico è tanto, così come le chiamate al NUE. Siamo davanti a lingue di fuoco altissime e, soprattutto, tantissimo fumo nero.

All'arrivo dei Vigili del Fuoco, però, l'incendio aveva già preso abbondantemente piede. Le fiamme hanno raggiunto anche gli alberi e la vegetazione della campagna. Non oso immaginare cosa stiano respirando le persone che abitano nelle case più vicine!

Purtroppo, nelle periferie di Lecce, non è una situazione nuova.

Le campagne sono piene di rifiuti abbandonati illegalmente. Si segnala, si scrive, si avvisa chi di competenza perché provveda alla rimozione, ma intanto, in alcune zone, si continua a buttare di tutto. Durante l'estate si arriva puntualmente agli incendi e nella zona di via Vecchia San Cesario se ne verificano almeno tre o quattro ogni anno.

Insieme alle sterpaglie, però, brucia anche quello che viene abbandonato nelle campagne. Più volte è stata segnalata la presenza di rifiuti, plastica e altri materiali, e quel fumo lo inaliamo!

I Vigili del Fuoco stanno facendo il loro lavoro, ma non si può intervenire sempre quando ormai l'incendio è partito.

Evidentemente non sono sufficienti le segnalazioni dei cittadini inviate fino ad oggi; a questo punto bisogna controllare seriamente le periferie, soprattutto quelle zone dove ogni estate succede la stessa identica cosa.

Chi abita nelle periferie di Lecce non può ritrovarsi ogni estate nella stessa situazione: rifiuti abbandonati nelle campagne, incendi e fumo nero a pochi metri dalle proprie abitazioni.

✍🏻 Federica Greco
Direttivo MIND - menti indipendenti

04/09/2026

Uniamo le forze, diamoci una mano.

Certo, saranno le autorità competenti a definirne contorni e responsabilità. Ma ce lo dobbiamo dire : 10 incendi a siti ...
03/09/2026

Certo, saranno le autorità competenti a definirne contorni e responsabilità. Ma ce lo dobbiamo dire : 10 incendi a siti di stoccaggio e smaltimento rifiuti nel Salento, nella sola estate 2026, non può essere un caso.

Ancora un rogo. Addirittura il bis nel sito di Lequile, una circostanza che ha del ridicolo, dell’imbarazzante.
Un’area posta a sequestro, le cui fiamme sono state domate meno di 24 ore fa, oggi di nuovo avvolta dalle fiamme. Ma di che stiamo parlando?

Continuare a liquidare questi episodi come "fatalità" o semplici "incidenti" sta diventando ridicolo. Gli ecocentri non vanno in cenere con questa frequenza per puro caso. Che si tratti di dolo sistematico, di gestione scellerata o di interessi criminali ed ecomafie che lucrano sulle emergenze dei rifiuti, il risultato non cambia: il territorio viene devastato e i cittadini ne pagano le conseguenze.

Strade ridotte a pattume, discariche abusive, campagne devastate. Ma questo è davvero il territorio che vogliamo?

Attorno alla catena dei rifiuti ruotano enormi interessi economicamente appetibili. Quando un impianto va a fuoco, si blocca un sistema, si creano corsi straordinari per lo smaltimento e si aprono voragini in cui il controllo pubblico si indebolisce.

Il Salento non può abituarsi a respirare diossina ogni volta che un sito brucia. Le parole non sono mai servite, oggi servono fatti.

Ci stiamo distruggendo, ci stiamo ammalando.

Chiunque si volti dall’altra parte è complice di questo scempio, di questo crimine.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚.PIAZZETTA MONS. VITO DE GRISANTIS, SANTA ROSA.È una piazza.È uno spazio pubblico.È un luogo ...
02/09/2026

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚.
PIAZZETTA MONS. VITO DE GRISANTIS, SANTA ROSA.

È una piazza.
È uno spazio pubblico.
È un luogo che appartiene a tutti noi.

Eppure eccola qui: cartoni della pizza, bottiglie, plastica, rifiuti abbandonati sotto le panchine e sul prato.

La cosa ancora più paradossale?
I cestini sono a pochi metri. Vuoti.

Quindi no, non possiamo liquidare tutto con il solito “la gente è incivile”.

Sì, chi sporca è responsabile.
Ma l’inciviltà dei singoli non può diventare l’alibi dell’inerzia delle istituzioni.

Perché una città non si misura soltanto dalle sue piazze belle, dagli eventi, dalle inaugurazioni o dalle fotografie da pubblicare sui social.

Una città si misura anche da come vengono trattati i suoi spazi quando nessuno li sta fotografando.

E allora la domanda è semplice:
È davvero questa la città che vogliamo?

Perché qui non stiamo parlando soltanto di qualche rifiuto. Stiamo parlando di decoro urbano, tutela dell’ambiente, vivibilità, sicurezza e rispetto dello spazio pubblico.

E soprattutto stiamo parlando di responsabilità politica.
Il Comune di Lecce dispone già di strumenti per intervenire.

Esiste una Polizia Ambientale incaricata, tra le altre cose, di controllare il corretto conferimento dei rifiuti e la corretta esecuzione del servizio di igiene urbana. Esistono procedure di segnalazione, controlli e strumenti di videosorveglianza e fototrappole per contrastare l’abbandono dei rifiuti.

E allora chiediamo:
I CONTROLLI VENGONO FATTI?
CON QUALE FREQUENZA?
QUANTI ILLECITI VENGONO ACCERTATI?
QUANTE SANZIONI VENGONO ELEVATE?
QUALI SONO I TEMPI DI INTERVENTO PER LA RIMOZIONE DEI RIFIUTI?

E soprattutto:
CHI CONTROLLA CHE IL SERVIZIO DI PULIZIA E IGIENE URBANA VENGA ESEGUITO COME PREVISTO?

Perché non basta avere regolamenti e protocolli.
Devono essere applicati.
Non basta prevedere sanzioni.
Devono essere fatte rispettare.
Non basta installare strumenti di controllo.
Devono essere utilizzati dove servono.
Non basta intervenire quando una situazione diventa emergenziale. Bisogna prevenire.

Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di:

-rafforzare i controlli nelle aree maggiormente soggette ad abbandono di rifiuti;
-prevedere controlli periodici e programmati della Polizia Ambientale, anche nelle ore e nei giorni maggiormente critici;
-utilizzare, nel rispetto della normativa, fototrappole e sistemi di videosorveglianza mobili nelle zone interessate da fenomeni ricorrenti di abbandono;
-garantire tempi certi di intervento e rimozione dei rifiuti abbandonati;
-pubblicare periodicamente dati trasparenti su segnalazioni, controlli, sanzioni e interventi effettuati;
-verificare puntualmente il rispetto degli obblighi previsti dal servizio di igiene urbana e dal relativo capitolato;
-avviare, parallelamente alla repressione, azioni di sensibilizzazione e responsabilizzazione della cittadinanza, perché educazione e controllo devono procedere insieme.

Perché sì, la responsabilità individuale esiste.
Ma esiste anche quella pubblica.

E quando una panchina viene trasformata in un punto di abbandono dei rifiuti, quando il prato diventa un cestino e quando i contenitori presenti vengono ignorati, non possiamo limitarci a fotografare il problema.

Bisogna intervenire.

Prima che il degrado diventi normalità.

Noi di MIND | Menti Indipendenti continueremo a farlo.

Continueremo a segnalare, documentare, chiedere risposte.

Perché lo spazio pubblico non è di nessuno. È di tutti.

E proprio per questo chi lo amministra ha il dovere di proteggerlo. Lecce non merita di essere una città in cui ci si abitua al degrado.

La politica risponda. Non con gli slogan.
Con i fatti.

MIND - menti indipendenti
Osservare. Denunciare. Proporre. Cambiare.

✍🏻 Elena Palamone

In questi giorni estivi, con il susseguirsi di tante iniziative da parte dell’assessore Guido e di esponenti della maggi...
26/08/2026

In questi giorni estivi, con il susseguirsi di tante iniziative da parte dell’assessore Guido e di esponenti della maggioranza a tutela e per il benessere degli animali, viene spontanea una riflessione.

Lo stesso Assessorato ha promosso l’Ordinanza sindacale n. 1731, in vigore dal 16 luglio al 30 settembre 2026, che prevede misure precise per proteggere gli animali dal caldo: niente esposizione prolungata al sole, acqua sempre fresca, niente animali chiusi in auto e nessuna attività fisica nelle ore più calde, dalle 11:00 alle 18:00.

𝐄̀’𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐞, che si tiene ogni anno a Frigole, e come essa stessa potesse diventare un’emergenza per quei poveri animali lasciati al caldo.

Eppure oggi si parla, in post o sulle testate giornalistiche, di trasporto, carico e scarico, permanenza all’aperto e forte stress provocato dalle alte temperature.
𝐓𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐡𝐞, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨.

Pensare adesso al controllo o addirittura alla cancellazione, a uno o due giorni dal suo svolgimento, non fa pensare che si stia cercando consenso?

Ormai in estate assistiamo a cambi repentini non solo termici, ma, a quanto pare, anche di proposte, ordinanze e di tutto ciò che potrebbe sembrare finalizzato a tutelare gli animali.

Il benessere animale non dovrebbe diventare una priorità solo quando arriva l’ondata di caldo o quando si accendono i riflettori su una manifestazione.

Dovrebbe esserlo sempre per chiunque abbia a cuore gli animali o sia incaricato della loro tutela.

✍🏻 Federica Greco
𝑅𝑒𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑇𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑒 𝐵𝑒𝑛𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝐴𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑒
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MIND Menti Indipendenti è una piccola rivoluzione culturale, un laboratorio sociale, ancor prima che una proposta politi...
22/08/2026

MIND Menti Indipendenti è una piccola rivoluzione culturale, un laboratorio sociale, ancor prima che una proposta politica, seria e concreta.

Lo siamo perché abbiamo fatto delle scelte, di civismo puro, scollegato da logiche di segreterie e coordinamento, dinamiche di potere e controllo.

Lo siamo perché nei fatti abbiamo saputo distinguere accordi da inciuci e da questi ultimi manterremo sempre la distanza.

Lo possiamo fare perché siamo indipendenti, non dobbiamo dire grazie o chiedere permesso a qualcuno.

Perché non siamo finanziati, sostenuti, infiltrati, da alcuna lobby, potere, finanziatore occulto.

Perché siamo un movimento di professionisti, rappresentanti di associazioni, cittadini, che antepongono l’interesse pubblico a quello privato.

La garanzia maggiore, di integrità e indipendenza, è data dal nostro modo di autofinanziarci.

Aiutaci a diventare più forti.
Acquista il nostro merchandising o effettua una donazione libera e volontaria.

Aiutaci a restare indipendenti.

♻️ RIFIUTI E OSPITALITÀ: CONDANNARE GLI ABBANDONI, COSTRUIRE SOLUZIONI La cattiva gestione dei rifiuti a Lecce non nasce...
19/08/2026

♻️ RIFIUTI E OSPITALITÀ: CONDANNARE GLI ABBANDONI, COSTRUIRE SOLUZIONI

La cattiva gestione dei rifiuti a Lecce non nasce con l’arrivo dei turisti e non termina alla fine dell’estate.
Il problema riguarda chi non paga la TARI, chi la paga ma continua ad abbandonare i rifiuti o a non rispettare il calendario, le attività commerciali e turistiche che non adempiono correttamente ai propri obblighi, ma anche gli ospiti che non vengono informati o che ignorano consapevolmente le regole.

Cercare un’unica categoria da colpevolizzare non aiuta a rendere la città più pulita ma servono controlli efficaci e servizi realmente utilizzabili.

Nel pieno della stagione turistica abbiamo scelto di dedicare un focus specifico alle locazioni turistiche perché, in questo periodo, la continua rotazione degli ospiti rende ancora più evidente una criticità già presente durante tutto l’anno.

A Lecce ci sono oltre 1.000 locazioni turistiche non imprenditoriali che pagano la TARI come utenze domestiche, ma ospitano persone sempre diverse, spesso straniere e presenti per pochi giorni. I check-out possono avvenire di domenica o in giornate nelle quali il calendario non consente di conferire tutte le frazioni rimaste nell’alloggio.

Questo non rappresenta un alibi. Proprietari e gestori devono informare gli ospiti, attrezzare correttamente gli alloggi e controllare la gestione dei rifiuti durante i cambi. Allo stesso tempo, però, devono essere messi nelle condizioni concrete di rispettare le regole.

L’approccio dovrebbe fondarsi su tre azioni:

✅ INFORMARE
Materiali multilingue, contenitori chiaramente riconoscibili, calendari semplificati e indicazioni specifiche per il giorno della partenza.

✅ FACILITARE
Accesso tracciato alle nuove isole ecologiche, credenziali per proprietari e soggetti delegati, conferimento fuori calendario e orari compatibili con check-out, domeniche e festivi.

✅ CONTROLLARE
Verifica delle utenze TARI, contrasto all’evasione, controlli sui conferimenti e sanzioni per cittadini, operatori e attività che non rispettano le regole.
Le nuove isole intelligenti, attualmente oggetti misteriosi, potrebbero diventare una risorsa per tutta la città, non soltanto per il settore turistico. Per questo il loro regolamento deve tenere conto delle esigenze di residenti, attività commerciali, strutture ricettive e locazioni turistiche.

Come MIND - menti indipendenti proponiamo di affrontare il problema senza capri espiatori: responsabilità per tutti, informazione chiara, servizi adeguati e controlli durante l’intero anno.
Nel carosello approfondiamo il focus estivo sulle locazioni turistiche e mostriamo alcune proposte concrete già proposte alle autorità competenti alcune settimane fa.

✍🏻 Eugenio Elia referente Turismo, Cultura, Sport e Attività Produttive

𝐃𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞, 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨.Gli ombrelloni pieni, le famiglie, i bambini, le persone che cercano qualche ora di ...
17/08/2026

𝐃𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞, 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨.

Gli ombrelloni pieni, le famiglie, i bambini, le persone che cercano qualche ora di estate, di bellezza e di normalità.

Basta però voltarsi indietro. Fare pochi passi fuori dalla scena della spiaggia affollata. E lo stesso sole che illumina il mare illumina anche una realtà che non possiamo più far finta di non vedere: rifiuti abbandonati, plastica, bottiglie, sacchi, materiali dispersi nella sabbia e ai margini delle dune.

Le fotografie che pubblichiamo sono state scattate il 15 agosto a Torre Chianca.

E proprio perché è Ferragosto, proprio perché è uno dei giorni di massima presenza sul nostro litorale, questa situazione è ancora più grave.

Perché qui non siamo di fronte soltanto a qualche gesto di inciviltà.

Siamo davanti al fallimento di un sistema di prevenzione, controllo e gestione del territorio.

Certo, chi abbandona un sacchetto, una bottiglia o qualunque altro rifiuto commette un atto irresponsabile e deve essere sanzionato.

Ma un’amministrazione seria deve chiedersi perché accade, dove accade, con quale frequenza accade e cosa viene fatto concretamente per impedirlo.
Monitorare le attività fornite dalla ditta che, con bando quinquennale, è fornitrice del servizio pulizia e decoro spiagge pubbliche.

Se sappiamo quali sono le spiagge e le aree dunali maggiormente frequentate, dobbiamo sapere anche quali sono i punti maggiormente esposti all’abbandono dei rifiuti.

Se sappiamo quando arrivano migliaia di persone, dobbiamo organizzare controlli e servizi adeguati a quei flussi.

Se sappiamo che alcune zone vengono sistematicamente utilizzate come discariche improvvisate, dobbiamo intervenire prima che diventino tali.

La repressione viene dopo la prevenzione. Ma senza controlli, anche la repressione resta soltanto una parola.

Per questo Mind – Menti Indipendenti non vuole limitarsi alla denuncia.

Chiediamo un vero piano straordinario e permanente per il litorale, fondato su misure precise:

1. PRESIDIO DEL TERRITORIO.
Più controlli nei giorni e negli orari di maggiore affluenza, con una presenza effettiva nelle aree più esposte all’abbandono.

2. VIDEOSORVEGLIANZA.
Installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti critici, nel rispetto della normativa, perché chi trasforma una spiaggia o una duna in una discarica deve sapere che può essere individuato.

3. SANZIONI EFFETTIVE.
Non servono soltanto regolamenti e divieti. Servono controlli, verbali e sanzioni realmente applicate. La certezza della sanzione è uno strumento di prevenzione.

4. SERVIZI DI RACCOLTA ADEGUATI ALL’AFFLUENZA.
Più persone significa più rifiuti. È un’equazione elementare. Nei periodi di massima presenza devono aumentare frequenza di svuotamento, punti di raccolta e interventi di pulizia.

5. TUTELA DELLE DUNE.
Le dune non sono un retrospiaggia dove lasciare ciò che non si vuole più. Sono ecosistemi fragili e devono essere protetti con delimitazioni, accessi controllati, informazione e vigilanza.

6. TRASPARENZA.
L’amministrazione renda pubblici i dati: quanti controlli vengono effettuati, quante sanzioni vengono elevate, quali aree vengono controllate, quante tonnellate di rifiuti vengono raccolte e quanto costa alla collettività intervenire.

Perché anche questo è un punto politico.

Ripulire continuamente ciò che qualcuno sporca costa soldi pubblici.
E quei soldi potrebbero essere utilizzati per prevenire il problema anziché inseguirlo.

Non accettiamo l’idea che il degrado sia il prezzo inevitabile dell’estate.

Non è normale trovare rifiuti sulla spiaggia.
Non è normale trovare plastica tra le dune.
Non è normale che chi rispetta il territorio debba convivere con chi lo deturpa.
E non è normale che la politica intervenga soltanto quando il problema diventa una fotografia.

Il territorio non si tutela con gli slogan. Si tutela attraverso le persone , strumenti, controlli, programmazione e responsabilità.

A Torre Chianca il mare è davanti agli occhi di tutti.

Ma basta voltarsi per vedere ciò che non si dovrebbe vedere.

E noi scegliamo di non voltarci dall’altra parte.

La denuncia è il primo passo.
La responsabilità politica è pretendere soluzioni.

Indirizzo

Mind Lab
Lecce
73100

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