ANPI Lavagna-Valli Aveto Sturla Graveglia

ANPI Lavagna-Valli Aveto Sturla Graveglia Impegno antifascista, contro le diffuse iniziative dei vari tipi di neofascismo, di neonazismo e razzismo, e per la completa realizzazione della democrazia

Affrontare meglio il presente per costruire un futuro libero e democratico. Questo vale, in modo particolare, per il tema dell’antifascismo sul quale c’è ancora molto da approfondire e da agire, contro il diffondersi di pratiche ed iniziative che si richiamano, comunque, ad un passato che non può e non deve tornare mai più. Bisogna, soprattutto, agire nei confronti dello Stato e delle istituzioni, perché adempiano al loro dovere di rappresentare, sostenere e diffondere i princìpi e i valori dell’antifascismo e della democrazia, come rappresentati nella Carta costituzionale.

Per passare un pomeriggio sui percorsi della Resistenza insieme al partigiano Ezio Vallerio “Enzo”:
16/09/2026

Per passare un pomeriggio sui percorsi della Resistenza insieme al partigiano Ezio Vallerio “Enzo”:

Leggiamo dall’edizione odierna del Secolo XIX, che il Sindaco avrebbe sostenuto che “ci siamo indignati con il Comune”, ...
09/09/2026

Leggiamo dall’edizione odierna del Secolo XIX, che il Sindaco avrebbe sostenuto che “ci siamo indignati con il Comune”, quando in realtà la nostra era una segnalazione e come tale voleva supportare l’azione dell’amministrazione a tutela del patrimonio culturale cittadino, ora oggetto di rimozione da parte delle ruspe.
Ci solleva aver letto dal giornale che l’opera del Maestro Dallorso verrà conservata durante i lavori, conferma che avremmo sperato di ricevere come risposta dall’ente cittadino alla nostra segnalazione, ma che tuttavia apprendiamo dalla carta stampata.
La nostra preoccupazione va al contempo al patrimonio ambientale che insiste nell’area della foce e di tutta la piana dell’Entella, per questo da giorni la nostra associazione è in contatto con gli organi regionali e provinciali. Assistiamo purtroppo impotenti ad un rimpallo di responsabilità che si trascina da anni e che ha attraversato tutte le amministrazioni a tutti i livelli e di differenti colori politici, partendo da chi promosse quest’opera e da chi oggi la sta portando avanti senza un confronto aperto con la cittadinanza.

Copiamo il testo della segnalazione all’amministrazione comunale:

Egregio Signor Sindaco buongiorno,
la presente per riportare alla sua cortese attenzione le nostre sotto riportate osservazioni.
Dalla stampa locale apprendiamo che il proseguimento del muro in riva sinistra del Fiume Entella, c. d. "Diga", interesserà la messa a terra di alcuni alberi nella zona prossima alla palestra pubblica all’aperto, sita in Via Eraldo Fico "Virgola".
Pertanto siamo a chiedervi se tale intervento andrà altresì a coinvolgere l’attuale monumento innalzato alla memoria del Comandante della Divisione Garibaldina Coduri Eraldo Fico “Virgola”, che riporta un basso rilievo opera del compianto Maestro Francesco Dallorso.
Se le nostre osservazioni qui descritte fossero fondate, siamo cortesemente a chiedervi quale sistemazione si intende dare ad un eventuale riposizionamento definitivo di tale iconico monumento, che ricorda altresì la battaglia finale per la Liberazione definitiva di Lavagna e di tutto il Tigullio, e chi si occuperà dell'eventuale conservazione in attesa dei lavori in oggetto.

Con osservanza,
Il presidente della sezione A.N.P.I. di Lavagna e delle Valli

i“È questo lo scenario desolante che oggi si presenta alla foce del fiume Entella, sulla sponda lavagnese: una gabbia di...
06/09/2026

i“È questo lo scenario desolante che oggi si presenta alla foce del fiume Entella, sulla sponda lavagnese: una gabbia di recinzione cinge monumenti viventi, come le piante ad alto fusto, e monumenti storici, come i cippi alla memoria di chi ha combattuto contro la feroce dittatura nazifascista, sacrificandosi per la nostra libertà e democrazia.”

ANPI Lavagna interviene sul cantiere per la realizzazione del muro di contenimento alla foce dell’Entella, esprimendo preoccupazione per la tutela dei luoghi e dei monumenti della memoria presenti sulla sponda lavagnese. In particolare, la sezione richiama l’attenzione sul cippo dedicato a Erald...

Questo il comunicato inviato alla stampa e al Presidente della Regione Liguria Bucci e alla Sindaca della Città Metropol...
05/09/2026

Questo il comunicato inviato alla stampa e al Presidente della Regione Liguria Bucci e alla Sindaca della Città Metropolitana Salis: ***Comunicato stampa*** - Lavagna lì, 5 settembre 2026

È questo lo scenario desolante che oggi si presenta alla foce del fiume Entella, sulla sponda lavagnese: una gabbia di recinzione cinge monumenti viventi, come le piante ad alto fusto, e monumenti storici, come i cippi alla memoria di chi ha combattuto contro la feroce dittatura nazifascista, sacrificandosi per la nostra libertà e democrazia.

Pur consapevoli dei limiti procedurali di intervento, avevamo tempestivamente segnalato al Sindaco e all'amministrazione comunale la nostra profonda preoccupazione in merito al cantiere per la costruzione del muro di contenimento del fiume. Senza entrare in merito alle questioni prettamente tecniche, che pure andrebbero approfondite, non possiamo esimerci dall'esprimere un giudizio netto sulle modalità con le quali quest'opera sta procedendo: senza un reale e preventivo confronto con chi vive e presidia il territorio.

Per questo motivo, in data odierna abbiamo chiesto formalmente agli organi provinciali e regionali della nostra associazione un urgente confronto con le istituzioni di pari livello (in indirizzo alla presente), iter che sappiamo già essere in corso e che costantemente monitoriamo. L'obiettivo è ottenere rassicurazioni concrete sulla cura e la salvaguardia del monumento dedicato alla memoria del Comandante della Divisione Garibaldina Coduri, Eraldo Fico "Virgola". Su tale cippo è riportato un pregevole bassorilievo, opera del compianto Maestro Francesco Dallorso, ora confinato dietro le sbarre del cantiere.

In allegato le foto del cantiere.

Cordialmente,
Matteo Brugnoli
presidente di sezione

01/09/2026
Domenica 9 agosto, presso il Rifugio delle Casermette del Monte Penna, ex caserma del Corpo Forestale nel territorio di ...
23/08/2026

Domenica 9 agosto, presso il Rifugio delle Casermette del Monte Penna, ex caserma del Corpo Forestale nel territorio di Santo Stefano d’Aveto, si è svolta la cerimonia promossa dalle sezioni ANPI di Lavagna e Casarza Ligure per ricordare i caduti della Resistenza locale, come Giovanni Galloni ("Razza") e Domenico Raggio.
Nella circostanza magistrale l'orazione del prof. Renzo Ronconi (dirigente dell'IC Della Torre di Chiavari) che ha ricordato ancora una volta i valori e il significato della Resistenza.

𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐳𝐨𝐧𝐢Sapeva come sarebbe finita. L’aveva scritto nel suo diario, mesi prima:«Ritirarmi sarebbe rinunciare...
23/08/2026

𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐳𝐨𝐧𝐢

Sapeva come sarebbe finita.
L’aveva scritto nel suo diario, mesi prima:

«Ritirarmi sarebbe rinunciare a una missione troppo sacra. A cuore aperto, con la preghiera che spero mai si spegnerà sul mio labbro per i miei persecutori, attendo la bufera, la persecuzione, forse la morte.»

La sera del 23 agosto 1923, ad Argenta, don Giovanni Minzoni rientra in canonica con un giovane parrocchiano. Due squadristi lo aggrediscono alle spalle e gli fracassano il cranio a bastonate. Muore poche ore dopo senza riprendere conoscenza. Aveva trentotto anni.

Era arciprete di Argenta dal 1910. Cappellano militare volontario nella Grande Guerra, medaglia d’argento al valor militare. Tra i braccianti della Bassa ferrarese aveva costruito circoli, scuole popolari, i primi nuclei del sindacalismo cattolico. Quando nel 1921 gli squadristi uccisero ad Argenta il sindacalista socialista Natale Gaiba, fu tra le pochissime voci a denunciarlo pubblicamente. Nel 1923 fondò due riparti di esploratori cattolici: quei ragazzi il fascismo li voleva solo per sé.

Gli esecutori rispondevano alla milizia di Italo Balbo. Nel 1925 il processo di Ferrara li assolse tutti, tra testimoni intimiditi e giornalisti minacciati: uscirono dall’aula portati in trionfo. La condanna arrivò solo nel 1947, ventiquattro anni dopo, e fu subito coperta dall’amnistia. Nessuno scontò un giorno di carcere.

Non aveva un partito né un’arma. Aveva dei ragazzi e una parola pubblica. È bastato.

🔍 La sua biografia: www.anpi.it/biografia/don-giovanni-minzoni

Il solito becero tentativo di mistificare la storia da parte di chi quella storia non l’ha nemmeno mai studiata.L’ennesi...
20/08/2026

Il solito becero tentativo di mistificare la storia da parte di chi quella storia non l’ha nemmeno mai studiata.
L’ennesima br**ta figura dei “Vannacciani”:

“Indegno che chi siede nelle istituzioni democratiche riscriva la storia per trasformare criminali nazifascisti in eroi”, ha detto il consigliere del Partito Democratico Simone D’Angelo.

Domenica 9 agosto ricorderemo i caduti del Monte Penna, nel frattempo manteniamo lo sguardo sulla drammatica attualità. ...
04/08/2026

Domenica 9 agosto ricorderemo i caduti del Monte Penna, nel frattempo manteniamo lo sguardo sulla drammatica attualità.

“Cara Giorgia,
a distanza di qualche settimana ti riscrivo mentre a Ceuta si contano i morti e tu, invece di piangerli, ci costruisci sopra un comizio.
Quello che stai facendo ha un nome preciso, e non è "difesa dei confini": si chiama sciacallaggio politico sulla pelle dei poveri.

Menti sapendo di mentire.
Hai annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna come se le poche migliaia entrate a Ceuta stessero per bussare a Ventimiglia domani mattina.
Sai benissimo che non è vero: Ceuta è un'enclave in territorio marocchino, chi arriva lì non entra in Europa continentale, viene identificato sul posto.
I tuoi stessi funzionari del Viminale hanno ammesso che si tratta di controlli "a campione". Tradotto: una misura simbolica, inefficace, che serve solo a te e al generale Vannacci che ti incalza da destra.
Il prezzo lo pagano i turisti in coda ai porti, gli imprenditori e soprattutto la verità.

Cara Giorgia, il vero regista di Ceuta si chiama Donald Trump.
Il tuo ex amico che continui a difendere. Tu fai lo sciacallo contro Sánchez, ma il fiammifero l'ha strofinato l'inquilino della Casa Bianca.
Te lo dico in breve:
1. Trump ha regalato a Rabat il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale — nel 2020, riaffermato nell'estate 2025 — blindando l'asse Washington–Rabat contro il diritto internazionale.
2. La visita di Sánchez ad Algeri ha fatto scattare la ritorsione: il Marocco ha aperto i rubinetti dei migranti verso Ceuta. Non lo dico io, lo scrivono i giornali che non appartengono ad Angelucci.
3. Il 29 giugno 2026 Trump ha sospeso per otto mesi i dazi sui fosfati marocchini.

Il quadro che fingi di non vedere è questo: Trump premia il Marocco con fosfati, Sahara e basi militari.
Il Marocco usa i migranti come arma di ricatto contro una Spagna "colpevole" di riavvicinarsi ad Algeri.
Migliaia di giovani — molti minorenni — si buttano in acqua e diciannove muoiono annegati. E tu prendi quei corpi e li usi come sfondo per un post su X.
Questo non è governare.
Questo è sciacallaggio.
Non è da statista — perché una statista non chiude Schengen per un teatrino interno mentre nel Mediterraneo si muore: chiama Bruxelles, convoca l'ambasciatore USA, chiede conto a Trump del ricatto marocchino, costruisce una politica migratoria europea.

Non è da italiana — perché l'Italia è il Paese di Lampedusa, di don Puglisi, di don Milani, di don Bosco.
Il Paese che ha inventato la parola "solidarietà" nella Costituzione.

Non è da madre — perché quei ragazzi affogati a Tarajal sono figli di qualche madre.
I miei figli, tua figlia, hanno avuto la fortuna di nascere in Italia.
Loro no.
È l'unica differenza.
Una madre lo sa.
Da cristiana non ne parliamo neanche.
Noi che accogliamo sappiamo cosa vuol dire stare sulla frontiera vera.
Non quella retorica dei tuoi tweet.
Ti chiediamo una cosa sola: smettila.
Smettila di mentire agli italiani sulle cause.
Smettila di attaccare Sánchez per coprire Trump.
Smettila di trasformare diciannove cadaveri in punti percentuali.
E se non lo fai per statura politica, fallo almeno perché — come hai detto tu — sei una madre.
E sei cristiana.”

Indirizzo

Piazza Cordeviola 18
Lavagna
16033

Orario di apertura

10:00 - 12:00

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