28/08/2026
Carissimi concittadini, è notizia di questi giorni la decisione della Regione Veneto di cessare l'attività del Punto Nascita di Portogruaro entro il 31 ottobre di quest'anno.
Una scelta sicuramente sofferta la quale sta suscitando reazioni più che comprensibili da parte del personale sanitario e di molti cittadini di quelle zone, ed a loro va la nostra umana vicinanza poiché ci siamo già passati (e con numeri diversi) ed il rischio di rivivere quell'incubo è concreto.
Al netto dell'empatia che nutriamo e ci teniamo a sottolineare, poiché i malanni altrui non devono rappresentare un beneficio per noi, purtroppo tocca parlare di numeri anche se si tratta di persone, tanto le madri quanto i nascituri.
L'ammanco di circa 80 parti a Latisana dal 2024 al 2025 fa eco all'aumento di un centinaio di cicogne atterrate in più, nello stesso biennio, a Portogruaro, e questo dato non è casuale.
Le assillanti e controproducenti voci della possibile chiusura del Punto Nascita di Latisana, a dispetto di quanto pensa chi governa, ha favorito la Sanità Regionale del Veneto ed il nosocomio a noi più vicino: Portogruaro.
Perché i nostri territori sono attigui e storicamente interconnessi, una quantità innumerevole di persone del Veneto Orientale è nata a Latisana ed altrettanti nostri studenti hanno popolato il loro Centro Studi per decenni e tuttora accade.
Non andiamo a Udine a far nascere i nostri figli, andiamo dove si arriva prima in Ospedale.
Ed ora questo tragitto potrebbe essere percorso a ritroso, tornando da quelle zone verso il nostro Punto Nascita che continua incessante la sua attività con i soliti standard di eccellenza garantiti ed il personale ormai conosciuto ed apprezzato da tantissime famiglie le quali hanno avuto il privilegio di sbocciare lì, tra quelle sale.
Non ce ne vogliano i fratelli di Portogruaro, la chiusura del loro Punto Nascita non è motivo di gioia né una vittoria per noi, anzi...ciò che però ora ci aspettiamo è che il Ministero della Salute prenda una decisione definitiva riguardo il servizio offerto a Latisana, lo protegga e gli permetta uno sviluppo adeguato affinché un bacino enorme che copre decine di migliaia di persone sia nella Bassa Friulana che nel Veneto Orientale possa trovare pronta risposta da noi.
Non si può ragionare in termini geopolitici tirando i confini con il righello e senza tenere conto di ciò che accade a pochi chilometri da noi, soltanto perché si tratta di un'altra Regione, poiché le dinamiche sociali e le necessità di trovare riscontro nei servizi sanitari non guardano ai confini e non badano ai nomi dei luoghi.
Se chiudono loro, e ci dispiace sinceramente, si salvi Latisana e lo si imprima nero su bianco, a tutela sia nostra che delle popolazioni a noi attigue e storicamente vicine non soltanto nella mappa.