Senatrice Marinella Pacifico

Senatrice Marinella Pacifico Senatrice XVIII legislatura Comm Esteri, Segretario Comitato Schengen, Presidente UIP Italia-Tunisia Segreteria Cambiamo! Coraggio Italia

06/06/2026

POLITICA INTERNA
Valditara in Egitto, Pacifico: il caso Regeni esige le dimissioni del ministro.

(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 -
Valditara in Egitto, Pacifico: il caso Regeni esige le dimissioni del ministro.

La senatrice Marinella Pacifico esprime profonda indignazione per l’iniziativa del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha organizzato al Cairo, insieme al suo omologo egiziano Mohamed Abdel Latif, il primo Forum dell’Istruzione Tecnica e Professionale dei Paesi del Mediterraneo. All’evento hanno partecipato delegazioni di 19 Paesi per promuovere il modello italiano ITS Academy e il percorso 4+2. Il summit si è tenuto proprio in Egitto, Paese che continua a opporre ostruzionismo al processo per l’omicidio di Giulio Regeni. Il giovane ricercatore italiano fu torturato e ucciso al Cairo nel 2016 e la famiglia Regeni da anni chiede verità e giustizia senza ottenere collaborazione dalle autorità egiziane.

“È una vergogna nazionale – dichiara la senatrice Pacifico –. Con questo forum Valditara uccide ancora una volta Giulio Regeni, ignorando il dolore della famiglia e calpestando la memoria di un cittadino italiano brutalmente assassinato. Siglare accordi con un regime che ostacola la giustizia non è diplomazia della formazione, ma un’inaccettabile offesa alla verità e ai diritti umani”. La senatrice Pacifico ritiene che un simile atteggiamento sia incompatibile con il ruolo di Ministro della Repubblica Italiana. Giuseppe Valditara deve dimettersi immediatamente, restituendo dignità alla posizione che ricopre e rispetto alla memoria di Giulio Regeni. La ricerca della verità sul caso Regeni rimanga una priorità assoluta della politica estera italiana, senza sconti né compromessi.​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​ Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico. Regeni https://agenparl.eu/2026/06/06/valditara-in-egitto-pacifico-il-caso-regeni-esige-le-dimissioni-del-ministro/

04/06/2026

https://agenparl.eu/2026/06/04/meloni-si-piega-a-ue-pacifico-green-deal-e-debito-per-ti**re-a-campare/

Meloni si piega a UE, Pacifico: Green Deal e debito per ti**re a campare

(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 -
Meloni si piega a UE, Pacifico: Green Deal e debito per ti**re a campare

Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico

“Il Governo Meloni, dopo aver inneggiato al ritorno al carbone e criticato aspramente il Green Deal europeo come ideologico e dannoso per l’economia italiana, oggi si presenta a Bruxelles con il cappello in mano chiedendo flessibilità proprio sul fronte energetico green. Un’irriconoscibile inversione di rotta dettata dalla sola urgenza di ti**re a campare con il debito pubblico monstre ereditato e aggravato, per evitare richiami della Commissione sul Patto di Stabilità. La recente decisione di Bruxelles – che concede margini limitati di spesa per investimenti energetici fino allo 0,3% del PIL senza conteggio nei vincoli – non è la vittoria sbandierata, ma l’ennesima conferma di una subalternità: l’Europa consentirà ulteriore debito solo se convogliato verso rinnovabili, efficienza e transizione, non per alleggerire accise o sostenere famiglie con misure immediate e trasversali. Nessuna deroga generalizzata, solo un binario imposto dal Green Deal. A questo si aggiunge l’impegno su spese per le armi, elevate a priorità strategica e già escluse parzialmente dai calcoli del Patto su pressione UE. E ora, per coerenza con gli obiettivi di efficienza energetica imposti da Bruxelles, il Governo dovrà necessariamente riabilitare e rifinanziare il bonus edilizio (Superbonus e simili), tanto demonizzato come ‘spreco’ quando introdotto da altri, ma oggi indispensabile per riqualificare condomini, agricoltura e mobilità. Prevediamo quindi nuovo debito pubblico: oltre quello già in atto per riarmo, arriveranno oneri per incentivi alle rinnovabili applicati su larga scala. Un doppio binario che scaricherà sulle generazioni future i costi di una politica energetica improvvisata e dettata dall’emergenza, senza una vera strategia nazionale autonoma. L’Italia merita di più: non un Governo che cambia bandiera a seconda dei richiami di Bruxelles, ma una linea chiara che difenda famiglie, imprese e sovranità energetica senza ipotecare il futuro con ulteriore indebitamento. Continuerò a vigilare affinché queste risorse non si trasformino in nuovi favoritismi o fallimenti annunciati, come già visto in passato.” Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

02/06/2026

https://agenparl.eu/2026/06/02/2-giugno-pacifico-la-repubblica-va-onorata-con-diritti-salari-dignitosi-e-politiche-concrete/ della repubblica AGENPARL) - Roma, 2 Giugno 2026 -
In occasione della Festa della Repubblica, che dovrebbe celebrare i valori fondanti della nostra Costituzione – libertà, uguaglianza, solidarietà e diritti inviolabili – è doveroso fare un bilancio sincero e non retorico della situazione del Paese. Purtroppo, con Ignazio La Russa alla presidenza del Senato e Giorgia Meloni alla guida del Governo, risulta sempre più difficile nutrire fiducia nell’effettiva applicazione dei principi costituzionalmente garantiti. I diritti sociali, il lavoro dignitoso e la tutela delle fasce più deboli sembrano relegati a enunciazioni di principio, mentre la realtà quotidiana dei cittadini racconta un’altra storia. Le pensioni, anziché essere riformate in senso equo e sostenibile, si confermano oltremodo tardive e penalizzanti, persino peggiori rispetto alla riforma Fornero che pure era stata oggetto di forti contestazioni. Chi aveva promesso l’abolizione di quella legge oggi raccoglie consensi intorno al 5,8%, pagando il prezzo del proprio declino politico. Gli importi delle pensioni minime restano drammaticamente sotto la soglia di sopravvivenza, smentendo platealmente le promesse di mille euro a fine legislatura avanzate da Forza Italia.Gli stipendi italiani continuano a essere tra i più bassi d’Europa, mortificando il merito, il lavoro e le prospettive delle nuove generazioni. Il tanto sbandierato “piano casa” rischia di rivelarsi l’ennesima operazione di facciata, finanziata con fondi speculativi esteri che poco hanno a che fare con una vera politica abitativa pubblica e accessibile. Sul piano internazionale, la leggendaria diplomazia italiana – un tempo voce autorevole e equilibrata – è stata ridotta a una sterile enunciazione sulla carta. Ministri inadeguati e una linea governativa appiattita su posizioni esterofile hanno indebolito il ruolo del nostro Paese, mentre i crimini di guerra e le tensioni globali richiedono ben altra capacità di iniziativa e mediazione.Oggi non c’è molto da festeggiare con spensieratezza. La Repubblica va onorata ricordando i suoi valori e pretendendo che vengano tradotti in politiche concrete: pensioni dignitose, salari europei, diritto alla casa, diplomazia autorevole e rispetto dei diritti costituzionali per tutti i cittadini, senza distinzioni. L’Italia merita di più. I cittadini meritano risposte serie, non slogan. Come sempre, continuerò a impegnarmi in questa direzione, in nome di una politica che metta al centro le persone e non gli interessi di parte. Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico.

31/05/2026

https://agenparl.eu/2026/05/31/medio-oriente-pacifico-libano-governo-meloni-subalterno-a-usa-e-israele-militari-italiani-lasciati-sotto-il-fuoco-crociato-e-pil-nazionale-ostaggio-dellescalation/ Alessandro Di Battista (AGENPARL) - Roma, 31 Maggio 2026 -
Medio Oriente, Pacifico: Libano, governo Meloni subalterno a USA e Israele. Militari italiani lasciati sotto il fuoco crociato e Pil nazionale ostaggio dell’escalation.

“I dati drammatici che giungono dal Libano fotografano una catastrofe umanitaria intollerabile di fronte alla quale il silenzio e le timidezze del Governo Meloni configurano una vera e propria complicità diplomatica. Secondo gli ultimi riscontri ufficiali del Ministero della Salute libanese e delle agenzie ONU, il bilancio dell’offensiva militare ha superato i 3.150 morti e oltre 9.500 feriti, a cui si aggiunge la cifra spaventosa di oltre 1,3 milioni di sfollati interni. Di fronte a questo massacro di civili, l’esecutivo italiano ha scelto la strada della subalternità politica, rinunciando a far sentire la propria voce.” Lo dichiara in una nota la Senatrice Marinella Pacifico, attaccando duramente la linea di politica estera adottata da Palazzo Chigi. “La comunità internazionale invoca il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e la piena attuazione della Risoluzione 1701 dell’ONU, ma l’Italia ha abdicato al proprio ruolo storicamente super partes. È del tutto evidente come il Governo Meloni stia deliberatamente sacrificando le tutele umanitarie e la legalità internazionale sull’altare della convenienza politica. Si preferisce non irritare gli alleati più influenti, a partire dagli Stati Uniti e dal governo di Israele, pur di mantenere posizioni di facciata nei circoli di potere occidentali. Questo strabismo etico svilisce la nostra tradizione diplomatica.” La Senatrice Pacifico esprime poi un durissimo atto d’accusa sulla gestione dei militari italiani all’estero e sull’impatto economico interno: “Mentre Palazzo Chigi rincorre la linea bellicista di Washington e Tel Aviv, i nostri ragazzi della Brigata Sassari impiegati nella missione UNIFIL vengono lasciati in una condizione di totale vulnerabilità, esposti al fuoco incrociato lungo la Linea Blu. I recenti episodi che hanno visto razzi e colpi d’avvertimento colpire le installazioni e i mezzi del nostro contingente a Shama e Tiro sono il simbolo di una missione di pace paralizzata, che rischia di essere svuotata di significato politico mentre l’esecutivo non ha il coraggio di pretendere garanzie reali di sicurezza e un cessate il fuoco immediato. A questa irresponsabilità si aggiunge un prezzo economico insostenibile che il governo sta scaricando sulle imprese e sulle famiglie italiane. L’allargamento del conflitto all’Iran rischia di provocare una fiammata devastante sui costi dei beni energetici e di compromettere un intero interscambio commerciale. Stiamo parlando di una minaccia diretta al Made in Italy in un’area che vale quasi 28 miliardi di euro. Secondo i dati di Confartigianato e i bollettini dei principali istituti economici, l’estensione di questa instabilità geopolitica mette a serio rischio fino a 0,5 punti di PIL per il 2026. È tempo che Giorgia Meloni ritrovi il coraggio dell’autonomia strategica. Non si può finanziare la spesa militare tagliando il welfare interno per poi rimanere silenti quando le nostre rotte marittime vengono bloccate e i nostri soldati rischiano la vita per via dell’inerzia politica. L’Italia deve smetterla di fare da eco a scelte geopolitiche altrui e riprendersi il ruolo di mediatore nel Mediterraneo. Dichiarazione della Senatrice Pacifico.

18/05/2026

Scuola in sciopero, Pacifico: l’inadeguatezza del Governo Meloni.

(AGENPARL) - Roma, 18 Maggio 2026 -
Oggi l’Italia si ferma. Lo sciopero generale dei settori pubblico e privato, con la scuola in prima linea, non è un capriccio ma un grido di allarme e di dignità. Come Senatrice della Repubblica, mi unisco con forza alla mobilitazione dei lavoratori, dei docenti, del personale ATA e delle famiglie per denunciare l’inadeguatezza cronica di questo Governo di fronte ai bisogni reali del Paese, in particolare del sistema formativo che rappresenta il pilastro della coesione sociale e del futuro dell’Italia. Questo Esecutivo, insieme a sindacati troppo spesso compiacenti, ha firmato contratti vergognosi solo per rispettare formalmente scadenze e apparenze, senza affrontare le emergenze strutturali della scuola pubblica. I fondi del PNRR, annunciati con enfasi come la grande occasione di rilancio, sono rimasti in gran parte sulla carta: niente strutture adeguate con impianti di condizionamento mentre il caldo estivo rende le aule invivibili, niente piano serio per l’assunzione di docenti di ruolo stabili, niente adeguamento degli stipendi ai livelli europei né al tasso di inflazione che erode ogni giorno il potere d’acquisto dei lavoratori della conoscenza. Le aule sono fatiscenti, spesso sovraffollate, con arredi obsoleti che non garantiscono sicurezza né dignità. I dirigenti scolastici sono costretti a reggenze multiple, mentre le linee formative risultano confuse e frammentate tra licei, istituti tecnici e professionali. La riforma dei tecnici quadriennali, con lo stage camuffato da formazione già dal secondo anno, sta distruggendo la tradizione di alta professionalità di questi percorsi e sta esponendo i ragazzi a rischi crescenti, come dimostrano i dati preoccupanti sugli infortuni denunciati dall’INAIL. Non è questa la scuola che serve all’Italia. Non è questo il Governo per i cittadini. Un Governo che ignora il disagio di migliaia di insegnanti precari, che lascia il personale scolastico tra i più penalizzati d’Europa sul piano retributivo e che tratta la formazione come una variabile di bilancio da comprimere invece che come investimento strategico per la crescita del Paese. USB e tutte le sigle che oggi scioperano hanno ragione: la scuola non è un costo, è il futuro. Pretendiamo investimenti concreti, edilizia scolastica sicura e moderna, assunzioni stabili, valorizzazione professionale e salariale del corpo docente, e una riforma seria dei percorsi tecnici che non trasformi gli studenti in manodopera precoce. Io, come Senatrice, mi batto per la scuola dentro e fuori il Parlamento e continuerò a farlo con determinazione affinché questa voce forte e unitaria di oggi non resti inascoltata. Chiedo al Ministro dell’Istruzione e all’intero Governo di assumersi le proprie responsabilità: basta annunci e spot, servono fatti. La comunità scolastica non accetterà più di essere trattata come ultima ruota del carro. L’Italia merita una scuola all’altezza della sua storia e delle sfide del presente. Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico La Tecnica della Scuola

07/05/2026

(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 -
Meloni contro la scuola pubblica,Pacifico: il Governo lavora per la manovalanza, non per la formazione.

Oggi, 7 maggio 2026, la scuola italiana si ferma per il secondo giorno di sciopero nazionale. Siamo profondamente preoccupati per il futuro del nostro sistema formativo pubblico, sotto attacco da un governo che sceglie apertamente di favorire il privato e di accentuare le disuguaglianze sociali. Alla mobilitazione si è unita con forza la FLC CGIL, l’unico sindacato tra i più rilevanti ammessi alla contrattazione che continua a tutelare davvero studenti, docenti e l’intero sistema formativo pubblico. Un segnale chiaro: la scuola non ci sta e chiede aiuto. Questo sciopero denuncia con allarme un progetto che smantella l’istruzione pubblica per ridurla a fornitrice di manodopera a basso costo per le imprese. La riforma riduce gli anni degli istituti tecnici, comprimendo un percorso di qualità in quattro anni e scaricando sulle aziende la “formazione” residua. Meno cultura generale, meno italiano, storia e materie fondamentali, più stage e alternanza scuola-lavoro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: studenti trasformati in apprendisti gratuiti o quasi, con un aumento drammatico degli infortuni (80.871 denunce INAIL nel 2025, +3,8% rispetto al 2024). Siamo altrettanto preoccupati per la miseria degli aumenti contrattuali sbandierati dal governo: un misero +5-6% lordo, ben sotto l’inflazione, che condanna docenti e ATA a stipendi da fame. Le prove INVALSI, inutili e costose, non hanno migliorato la qualità della formazione. E il mercimonio delle certificazioni, un business per enti privati che svende il valore del titolo pubblico con la collaborazione di sindacati compiacenti. A tutto questo si somma il costante dimensionamento degli istituti, che chiude classi e scuole, riduce posti in organico e penalizza gravemente famiglie di docenti e dirigenti precari, che dopo aver superato corsi-concorso faticosi e costosi non vengono immessi in ruolo. Un meccanismo crudele che distrugge vite professionali, aumenta l’insicurezza economica delle famiglie e svuota la scuola pubblica di professionalità stabili. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito e l’intero governo Meloni stanno scegliendo deliberatamente di piegare la scuola alle logiche del profitto privato, favorendo chi può permettersi percorsi alternativi e abbandonando i ceti più deboli. È una deriva che preoccupa profondamente: riduce le opportunità di mobilità sociale, consolida le disuguaglianze di classe e consegna i giovani alle esigenze immediate delle imprese invece di formarli come cittadini liberi e critici. Lode e rispetto sincero a tutte le docenti, i docenti, il personale ATA e le dirigenti che oggi scioperano, sacrificando uno stipendio già insufficiente. Il loro è un atto di resistenza civile e di preoccupazione condivisa per il bene comune. Questo governo, con derive autoritarie, sta erodendo silenziosamente i pilastri della democrazia. Come la rana nell’acqua calda, non vuole distruggere la scuola pubblica all’improvviso, ma alzare progressivamente la temperatura: riforme graduali, tagli mascherati, propaganda sui “meriti”, aumenti elemosina, certificazioni a pagamento e dimensionamento continui. Le intenzioni sono chiare e preoccupanti: trasformare la formazione in addestramento per manovalanza docile, accentuando le divisioni sociali e favorendo il privato a danno dell’uguaglianza. Gli italiani non possono restare in silenzio. La morte della rana non arriva all’improvviso, ma per aumento graduale della temperatura. Oggi alziamo la voce, preoccupati ma determinati, prima che sia troppo tardi. Chiediamo con urgenza il ritiro della riforma degli istituti tecnici, il potenziamento dell’istruzione pubblica, la fine dello sfruttamento degli studenti, la fine del mercimonio delle certificazioni, il blocco del dimensionamento selvaggio, l’immissione in ruolo di tutti i docenti e dirigenti idonei e contratti dignitosi. La scuola è un bene comune, non un’azienda al servizio del privato. Sarò al fianco di chi sciopera oggi e continuerò a battermi perché questa deriva venga fermata. Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico.

25/04/2026

https://agenparl.eu/2026/04/24/25-aprile-pacifico-diritti-calpestati-dal-governo-meloni-necessario-avvicendamento/


POLITICA INTERNA
25 Aprile, Pacifico: Diritti calpestati dal governo Meloni, necessario avvicendamento.

25 Aprile 2026, Festa della Liberazione dal nazifascismo ricordo al Paese che settantuno anni fa, il 25 aprile 1945, il popolo italiano spezzava le catene del nazifascismo. Con il sangue di partigiani e partigiane, di donne e uomini che scelsero la libertà contro la dittatura, venne riconquistata la democrazia. I Padri Costituenti tradussero quel sacrificio in una Carta solenne: la Costituzione della Repubblica Italiana, nata per impedire che la libertà e la democrazia potessero mai più essere messe a rischio. Oggi, a questo Governo Meloni è mancata l’uguaglianza. L’articolo 3 della Costituzione – cardine della nostra convivenza – è stato calpestato: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Quel compito è stato disatteso. Sono stati violati i diritti inviolabili dell’uomo, riconosciuti dall’articolo 2, fondamento stesso della Repubblica. I diritti umani sono stati traditi attraverso la vendita di armi a Israele e all’Ucraina, invece di dedicarsi alla diplomazia e alla ricerca della pace, come impone la migliore tradizione dell’Italia repubblicana. Sono stati calpestati i diritti civili e umani che la Carta pone al di sopra di ogni legge ordinaria. Sono stati umiliati i diritti economici, ignorando l’articolo 41 che vuole l’iniziativa privata libera ma “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale né in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, privilegiando un’economia di guerra e la rinuncia all’energia rinnovabile. Sono stati feriti i diritti lavorativi sanciti dagli articoli 4, 35 e 36: il diritto al lavoro per tutti, la tutela del lavoro in ogni sua forma, la retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa. Sono stati traditi i diritti pensionistici dell’articolo 38, che impone allo Stato di assicurare ai lavoratori “mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia”. Sono stati mortificati i diritti all’istruzione degli articoli 33 e 34, che vogliono la scuola aperta a tutti, l’istruzione obbligatoria e gratuita, e il diritto dei capaci e meritevoli a raggiungere i gradi più alti degli studi. Sono stati negati i diritti sanitari dell’articolo 32, che tutela la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Parlamento e Governo hanno il dovere solenne di osservare questi principi. Li hanno invece calpestati. Pochi mesi fa il popolo italiano ha risposto con un NO chiaro, netto, orgoglioso al tentativo di snaturare l’equilibrio dei poteri. Quel NO è stata la voce di una Nazione che non dimentica: la Repubblica è una democrazia parlamentare. Il 25 Aprile 2026 non è una ricorrenza di routine. È un monito vivo. È il giorno in cui ci stringiamo tutti insieme alla richiesta di uguaglianza scritta dai Costituenti perché nessuno più rischiasse la libertà e la democrazia che avevano salvato con il sangue di tanti come loro. Oggi più che mai è necessario un avvicendamento di governo: perché l’Italia torni a essere fedele ai valori della Resistenza e della Costituzione. Oggi, come allora, il popolo italiano sa riconoscere chi tradisce lo spirito della Resistenza e chi invece lo onora.» Dichiarazione della Senatrice Pacifico.

20/04/2026

https://agenparl.eu/2026/04/20/sciopero-della-scuola-pacifico-sostegno-al-presidio-unicobas-e-denuncia-al-degrado-della-scuola-pubblica/
Sciopero della scuola, Pacifico: sostegno al presidio Unicobas e denuncia al degrado della scuola pubblica.

AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 -
Sciopero della scuola: Marinella Pacifico esprime sostegno al presidio Unicobas e denuncia il degrado della scuola pubblica. Oggi, lunedì 20 aprile 2026, si è tenuto lo sciopero nazionale del comparto scuola proclamato da Unicobas Scuola & Università (insieme a SAESE), con un presidio/manifestazione davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito in viale Trastevere a Roma, dalle ore 9.00 alle 14.00. Il segretario del sindacato Unicobas ha guidato l’iniziativa per ribadire con forza il dissenso verso le modalità di sottoscrizione dell’ultimo contratto della scuola. Come già Senatrice della Repubblica nella XVIII legislatura e oggi attenta politica impegnata sui temi dell’istruzione, esprimo il mio pieno sostegno a questa mobilitazione. Il presidio ha rappresentato un momento importante di visibilità e protesta per docenti, personale ATA e tutti i lavoratori della scuola che ogni giorno affrontano condizioni sempre più difficili. Condivido e rilancio le denunce avanzate da Unicobas: è inaccettabile che alcuni sindacati maggioritari sottoscrivano contratti al ribasso, rinunciando a recuperi adeguati sull’inflazione e sugli arretrati, in cambio di posizioni di potere o carriere politiche. Gli aumenti previsti dal recente contratto (sottoscritto il 1° aprile) risultano modesti e insufficienti a recuperare il costo della vita, lasciando gli stipendi dei docenti italiani tra i più bassi d’Europa. Unicobas ha scelto la coerenza, rifiutando questa “beffa” contrattuale. Particolarmente grave appare l’idea, avanzata dall’ex ministra Daniela Santanchè e accolta con entusiasmo da esponenti del Governo, di ridurre le vacanze estive dei docenti (ipotizzando un taglio di circa dieci giorni) per aprire le scuole anche nei mesi estivi. Si tratterebbe di un provvedimento indegno, che ignorerebbe la dignità del lavoro docente e le condizioni reali degli edifici scolastici: molte aule non sono dotate di condizionatori e gran parte delle strutture (circa l’80%) non è a norma di sicurezza secondo il D.Lgs 81/90, con il 50% privo persino di agibilità. Privare i docenti del giusto riposo estivo in queste condizioni significa mettere a rischio salute e qualità dell’insegnamento. Sul fronte degli investimenti, il quadro resta preoccupante. Dei fondi PNRR destinati alla scuola (oltre 20 miliardi complessivi per istruzione e ricerca), una quota significativa resta ancora da spendere a pochi mesi dalla scadenza finale del Piano, con ritardi evidenti soprattutto su edilizia scolastica e interventi strutturali. Nessun adeguamento serio degli stipendi al costo della vita è stato realizzato, mentre lo stato sociale e la scuola pubblica subiscono continui tagli e attacchi. Un Governo che non investe concretamente nella formazione delle nuove generazioni, umilia il personale scolastico e trasforma la scuola in un terreno di scontro ideologico o di interessi esterni non può continuare a guidare il Paese. La manifestazione di oggi ha dato voce a chi lavora ogni giorno per la scuola pubblica: gli italiani, alle prossime elezioni, sapranno valutare chi ha davvero difeso l’istruzione e chi l’ha invece indebolita. Seguirò con attenzione gli sviluppi parlamentari e politici su questi temi, continuando a dare voce alle istanze della comunità scolastica. Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico.

19/04/2026

LAZIO
Latina inaugura il Monumento ai Marinai d’Italia: memoria, sacrificio e appello al decoro del litorale (AGENPARL) - Roma, 19 Aprile 2026 -
Un’ancora di bronzo e di memoria: Latina rende omaggio ai Marinai d’Italia con un monumento che parla al cuore della Nazione

Con profonda emozione e un orgoglio che non conosce confini, oggi celebriamo a Latina un gesto di altissima civiltà e riconoscenza: l’inaugurazione del Monumento ai Marinai d’Italia, un’opera che non è solo pietra e metallo, ma un abbraccio commosso a tutti coloro che, in divisa blu, hanno donato la vita per la libertà e la democrazia del nostro Paese. Il progetto, realizzato con passione e competenza dall’ingegner Giancarlo Faugno, nasce da un legame viscerale e personale con la Marina Militare. Sensibile da sempre alla necessità di una commemorazione degna di questo nome, l’ingegnere ha trasformato in realtà un sogno familiare radicato nel sacrificio e nell’onore. Suo padre, Luigi Faugno, ha servito la Patria nella Marina Militare dal 1940 al 1948, attraversando gli anni più bui della guerra con dedizione assoluta. E proprio nel suo sangue scorre il ricordo indelebile dello zio Claudio La Rocca, marinaio segnalatore di soli 20 anni, eroe purissimo caduto il 9 settembre 1943 nell’affondamento del cacciatorpediniere “Antonio Da Noli” al largo delle Bocche di Bonifacio, tra la Sardegna e la Corsica. Quel giorno, dopo l’Armistizio dell’8 settembre, la Regia Marina scriveva una delle pagine più drammatiche e nobili della sua storia. Mentre l’Italia sceglieva la via della libertà, il Da Noli, insieme al gemello “Ugolino Vivaldi” si trovò a combattere contro forze soverchianti per difendere l’onore della bandiera. Claudio La Rocca, giovanissimo, non esitò: diede la vita per la Patria, per un futuro di democrazia, per un’Italia libera. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Il suo nome, però, è inciso per sempre nel cuore di chi oggi lo ricorda con lacrime di commozione e di gratitudine. Un ringraziamento particolare e sentito va all’Ammiraglio Massimo Porcelli e all’Ammiraglio Pasquale De Candia, che con lungimiranza e passione hanno fortemente voluto e sostenuto questa iniziativa, rendendo possibile un tributo così alto e significativo alla memoria dei nostri Marinai. Elemento centrale e profondamente simbolico del monumento è un’imponente ancora donata dalla Marina Militare al Comune di Latina, simbolo di stabilità, speranza e appartenenza. Al suo interno sono state deposte tre ampolle contenenti acqua di mare prelevata nei mari che oggi accolgono i resti delle imbarcazioni corrispondenti: il piroscafo civile Santa Lucia, affondato il 24 luglio 1943 al largo di Ventotene da aerosiluranti inglesi mentre svolgeva un servizio di collegamento vitale per le isole pontine, con la tragica perdita di numerosi civili tra equipaggio e passeggeri; la corazzata “Roma”, fiore all’occhiello della Regia Marina, affondata il 9 settembre 1943 dalle bombe radiocomandate tedesche mentre la flotta italiana si dirigeva verso Malta dopo l’Armistizio, con l’immane sacrificio di oltre 1.300 marinai tra cui l’Ammiraglio Carlo Bergamini; e il sommergibile “Scirè”, leggendario battello della X Flottiglia MAS, affondato il 10 agosto 1942 al largo di Haifa da una corvetta britannica mentre si preparava a una audace incursione nel porto nemico. Tra queste ampolle riveste un valore umano straordinario quella del piroscafo Santa Lucia: è stata consegnata personalmente dalla figlia di uno dei caduti civili, un gesto di straordinaria generosità e di dolore trasformato in memoria condivisa, che arricchisce il monumento di un’intensa carica emotiva e rende il tributo ancora più universale, abbracciando non solo i militari ma anche i civili vittime innocenti della guerra sul mare. Il monumento, collocato in piazzale dei Navigatori sul lungomare di Latina a Foce Verde, diventa così simbolo universale di fedeltà al mare, di coraggio senza retorica e di quell’amore per la Patria che non tramonta mai. È un tributo non solo ai caduti del Da Noli e del Vivaldi, ma a tutti i marinai italiani – militari e civili – che, in ogni epoca, hanno vegliato sui nostri mari con abnegazione totale. Da senatrice di Latina e della Regione Lazio, sento questo monumento come un pezzo del mio stesso cuore. Latina, città di mare e di storia, oggi alza la testa con fierezza e dice al mondo: noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo i giovani come Claudio, che a vent’anni hanno scelto di non tornare pur di regalare a noi la libertà. Non dimentichiamo i padri come Luigi, che hanno servito in silenzio per otto lunghi anni. Non dimentichiamo che la pace di oggi poggia sul sacrificio di ieri. Tuttavia, con la stessa passione e lo stesso rispetto che dobbiamo ai nostri caduti, non posso tacere su un aspetto che ferisce profondamente la dignità di questo luogo di memoria. L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca di Fratelli d’Italia, ha il dovere sacro di onorare non solo il monumento in sé, ma anche i luoghi che lo accolgono. La situazione indecorosa del lido di Latina – con strade dissestate, edifici in evidente degrado e un lungomare che non riflette la cura e la solennità che meritano i nostri eroi – non è degna della presenza istituzionale di questo mausoleo. I marinai morti per la Patria, e quanti vorranno recarsi in questo luogo per render loro omaggio, meritano ben altro: un contesto pulito, ordinato e rispettoso, che sia all’altezza del sacrificio estremo compiuto per la libertà e la democrazia. La memoria non si onora solo con il bronzo e il marmo, ma con la cura quotidiana degli spazi pubblici che la custodiscono. Mi appello quindi con forza alla sindaca e all’amministrazione affinché intervengano con urgenza per riqualificare il lido, restituendo decoro e dignità a uno dei luoghi più belli e simbolici della nostra città. Un ringraziamento commosso va all’ingegner Giancarlo Faugno, alla sua famiglia, al Comune di Latina e a tutti coloro che hanno reso possibile questa opera di alta memoria civile e ogni realtà che ha contribuito con generosità. Che questo monumento sia per le nuove generazioni una lezione vivente: il coraggio non invecchia, l’onore non si arrende, la memoria è l’unico modo per restare liberi. E che l’impegno di tutti – istituzioni, cittadini, amministrazione – sia costante affinché il ricordo dei nostri Marinai sia sempre circondato dalla bellezza e dal rispetto che essi meritano. Viva i Marinai d’Italia! Viva l’Italia! Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico.

https://agenparl.eu/2026/04/19/latina-inaugura-il-monumento-ai-marinai-ditalia-memoria-sacrificio-e-appello-al-decoro-del-litorale/

Indirizzo

Latina
04100

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