22/01/2022
Sull’occupazione femminile il nostro Paese paga un ritardo storico, i dati Istat degli ultimi anni lo certificano. Il 2020 è stato un anno terribile per le lavoratrici, con un crollo, nel mese di giugno, al 47.6%.
Il 2021, l’anno del governo Draghi, è stato l’anno di un importante e rapido recupero, fino al recente 49.9% di novembre, ultimo dato registrato da Istat.
Siamo riusciti a tornare ai livelli pre-pandemia. È l’inizio di un percorso di crescita che abbiamo attivato e vogliamo mantenere stabile grazie a un forte incentivo della presenza delle donne nel lavoro, fatto di decontribuzione del costo del lavoro femminile, di condizionalità e premialita’ per gli appalti nel Pnrr su donne e giovani, di incentivi alle imprese e nuovi servizi di welfare e di una Strategia nazionale, la prima nella nostra storia, che peraltro monitorerà il raggiungimento degli obiettivi di parità del Pnrr. La strada è certamente lunga e chiaramente inedita ma i dati dicono che è finalmente quella giusta: investiamo ancora e crediamo tutti, senza tentennamenti, che più lavoro femminile vuol dire più benessere e ricchezza per tutto il Paese.
Ne ho parlato oggi con Andrea Pancani a Coffee Break La7.