16/09/2022
LATIANO - ASSUNZIONI DIRETTE
IL SILENZIO È COMPLICE: PRENDIAMO LE DISTANZE
“Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui restiamo in silenzio di fronte alle cose che contano” – Martin Luther King -
Parafrasando questa celebre frase riteniamo di dover prendere posizione dopo l’ultimo inopportuno decreto del sindaco con il quale si assume con contratto a tempo determinato, il primo dei non eletti della nostra lista “LA CITTÀ È TUA”, presso l’ufficio tecnico del comune di Latiano.
Una chiamata diretta in pratica. In pieno stile “vecchia politica”. In pieno stile Emiliano al quale il sindaco si ispira; anch’egli sembra aver fatto cadere gli ultimi freni inibitori.
E pensare che lo stesso sindaco, pochi mesi addietro, revocava un regolare concorso disattendendo le aspettative di tanti giovani partecipanti. Meglio le nomine dirette!
La lista LA CITTÀ È TUA, dopo l’accordo dell’amministrazione del “tutti dentro”, non ha cavalcato la pur facile polemica demagogica che si è scatenata, non ha chiesto nulla, ha lasciato lavorare e atteso che il “governo cittadino dei migliori” producesse quello slancio e quel rilancio che era stato garantito dai registi dell’accordo per giustificare quella difficile manovra.
Noi stessi, alla fine della tornata elettorale, vista la spaccatura della città, avevamo suggerito una collaborazione reciproca per il bene della città; ma questa non è collaborazione; questo non è voler bene alla città.
Non possiamo restare in silenzio. Quest’ennesimo schiaffo morale ai cittadini è la classica goccia che fa traboccare il vaso rispetto alle tante, troppe, situazioni molto discutibili venutesi a verificare: dai soldi pubblici spesi con particolare allegria, ai bandi sui quali Latiano non è pervenuta, alle riforme e alle innovazioni promesse che mancano, all’immobilismo al quale quella stessa scelta del “tutti dentro” ha portato; perché, diciamocela tutta, il “tutti dentro” per avere successo deve essere fatto bene e non, invece, come sta avvenendo, nel cercare di bloccare ognuno le iniziative dell’altro, portando all’immobilismo dell’immobilismo.
Un contratto di lavoro dall’inequivocabile tanfo di cambiale elettorale non può essere il risultato di tutto ciò. E proprio perché questi non sono valori che ci appartengono, sentiamo l’esigenza di prendere fermamente le distanze e condannare la scelta di compiere atti di assoluta inopportunità politica e morale, aggravata ancor di più dal particolare momento di difficoltà storico/sociale nel quale ci troviamo.
La politica non può esser questo. Ma la politica diventa questo quando le storture, le mancate promesse, la mancanza di assunzione di responsabilità politica, la gestione della cosa pubblica come fosse invece cosa propria, passano nel più assordante silenzio. Un silenzio complice.
I cittadini dovrebbero pretendere di esser ben amministrati.
E il messaggio che traspare dal silenzio è che o "non siamo interessati" o che "va tutto bene".
Noi non possiamo più stare in silenzio e auspichiamo che anche altri trovino il coraggio almeno di prendere posizione rispetto alle scelte, o mancate scelte, che segnano il futuro della nostra comunità.