LA STORIA
Il complesso conventuale, oggi noto come Convento di Sant’Antonio, venne fondato nel 1427 da San Giovanni da Capestrano, sul sito di una precedente ca****la rupestre, col titolo di Sant’Angelo della Pace, a celebrare la fine delle dispute tra Lanciano e la vicina Ortona le quali si contendevano il porto di San Vito e il controllo sui traffici terrestri e marittimi nel punto in cui i Trat
turi raggiungevano la costa. L’insediamento monastico sorse in una posizione strategica, all’incontro tra i due rami del Tratturo che provenivano dalla montagna e all’imbocco del vasto Piano della Fiera nel quale si svolgevano appunto, due volte l’anno, le Fiere di Lanciano. Nuovamente soppresso con l’Unità d’Italia venne ceduto a privati. Nel 1904 Padre Marcellino Cervone, ricomprò il convento dai Baroni de’ Riseis, mentre la chiesa fu proprietà del Marchese Antonio Crognali di Castel Nuovo che la elesse sepolcro di famiglia e vi fece collocare la statua di Sant’Antonio determinando il mutamento di titolo del sacro edificio. Gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale il complesso monumentale venne ricostruito dall’Arch. Ennio Villante negli anni ’50 mentre il campanile venne realizzato alla fine degli anni ’60 su progetto dell’Ing. Sebbene abbia subito numerosi interventi di restauro nel corso degli anni la chiesa conserva un ricco patrimonio di opere d’arte, costituite da sculture, tra le quali si segnala una Madonna con Bambino risalente al XV secolo, e vari dipinti del pittore guardiese Nicola Ranieri (1749 – 1850). LA BIBLIOTECA
Oltre alle numerose opere d’arte conservate all’interno della chiesa il convento ospita la ricca Biblioteca che conserva 22.000 volumi e 150 cinquecentine. Di dimensioni imponenti essa è raccolta intorno ai quattro bracci del chiostro antico ed occupa poco meno di mille metri lineari di scaffalature. La Biblioteca è andata costituendosi, dagli inizi del XX secolo, ad uso degli studenti dello STUDIUM dell’Ordine dei Frati Minori ospitato nel complesso conventuale. In essa vennero raccolti fondi più antichi, come i volumi provenienti dal soppresso convento dei Cappuccini di Lanciano tra i quali, degni di nota, sono quelli appartenuti alla biblioteca personale di Padre Bernardo Maria Valera (Giuliano Teatino, Ch, 1711 - Chieti, 1783) in parte conservati anche presso la Biblioteca Comunale “R. Liberatore”. Nel braccio della “Galleria”, in una rara libreria risalente al XIX secolo, sono raccolte le numerosissime pubblicazioni risalenti al XVII e XVIII secolo. Molte di esse ancora conservano le preziose legature originali, realizzate in pergamena o in pelle e impreziosite spesso da decorazioni in oro. Alcuni volumi, di grandissimo pregio e rarità, sono invece rilegati con fogli miniati di antichi antifonari. Altri ancora presentano, all’interno delle legature, altrettanto antichi scritti in ebraico. Il patrimonio librario è stato costantemente arricchito e aggiornato fino ad anni recentissimi e la biblioteca, pur nella sua specificità di istituzione di carattere religioso, può essere tranquillamente classificata tra le biblioteche a carattere generale. Alle sezioni di Teologia, Storia Ecclesiastica e Sacra Scrittura, si affiancano quelle di Letteratura Italiana, Geografia, Scienze naturali, e soprattutto il ricchissimo fondo di Giurisprudenza e Diritto con numerosi e pregevoli testi anche antichi. Di grande interesse sono anche le raccolte di periodici e la sezione riguardante la storia locale con importanti pubblicazioni, alcune delle quali anche di estrema rarità e difficile reperibilità per gli studiosi. La Biblioteca dispone anche di una vasta sala di studio e consultazione nella quale sono conservate le opere di carattere generale ed enciclopedico.