23/10/2026
LETTERA APERTA AL SINDACO E ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LADISPOLI
Il Bosco di Palo è pubblico. Facciamo in modo che rimanga davvero tale.
Gentile Sindaco Alessandro Grando, gentili rappresentanti dell’Amministrazione comunale,
partiamo da una premessa doverosa: l’acquisizione dei cinque ettari di terreno che, aggiungendosi ai tre già di proprietà comunale, porteranno alla realizzazione di un grande parco pubblico di otto ettari al Bosco di Palo è una bellissima notizia per Ladispoli. Un risultato importante, per il quale ci sentiamo sinceramente di complimentarci con il Sindaco, con l’Amministrazione e con tutti coloro che hanno contribuito a raggiungerlo.
È un investimento sul futuro della città, sulla tutela del territorio e, soprattutto, sulla qualità della vita dei cittadini.
Ma proprio perché riconosciamo il valore di questa operazione, sentiamo il bisogno di rivolgere all’Amministrazione una richiesta. E vogliamo farlo subito, oggi, 23 ottobre 2026, nel giorno stesso in cui viene annunciato questo importante traguardo.
Il Bosco di Palo deve rimanere pubblico. Veramente pubblico.
Non soltanto sulla carta, non soltanto negli atti di proprietà del Comune, ma nella sua natura, nella sua destinazione e nella possibilità per ogni cittadino di viverlo liberamente.
Vorremmo che quegli otto ettari rimanessero ciò che sono sempre stati nell’immaginario e nella memoria di tanti ladispolani: un grande spazio verde, un prato, un bosco, un luogo dove passeggiare, correre, giocare, incontrarsi o semplicemente sedersi sull’erba senza dover consumare nulla, pagare nulla o sentirsi ospiti di qualche attività privata.
Senza chioschi, senza bar, senza giostrine, senza attrezzature o strutture commerciali di qualsiasi genere. Senza che, con il pretesto della riqualificazione, si finisca per concedere porzioni di questo patrimonio collettivo a soggetti privati che possano trarne profitto.
Perché non tutto ciò che è pubblico deve necessariamente produrre un guadagno economico. Esistono luoghi il cui valore sta proprio nel non essere sfruttati commercialmente. E il Bosco di Palo, secondo noi, è uno di questi.
Naturalmente, questo non significa rinunciare alla cura, alla pulizia, alla sicurezza e alla manutenzione dell’area. Significa semplicemente distinguere tra ciò che serve a preservare un bene comune e ciò che rischia di trasformarlo, lentamente, in un’occasione di profitto per pochi. E vorremmo chiedere anche un’altra cosa, altrettanto importante: nessun bando o concessione pluriennale, magari decennale, approvato a ridosso delle prossime elezioni amministrative, che possa vincolare per anni le scelte di chi verrà dopo.
Perché un patrimonio pubblico di questa importanza non dovrebbe diventare un’eredità ingombrante per le future amministrazioni, di qualsiasi colore politico esse siano. Né tantomeno un terreno sul quale prendere oggi decisioni difficilmente reversibili domani.
Il Sindaco, annunciando l’acquisizione, ha detto ai cittadini che da oggi potranno considerare quel luogo come proprio, perché effettivamente lo è.
Ecco, vorremmo prendere sul serio queste parole. Fino in fondo.
Se il Bosco di Palo è nostro, di tutti noi, allora chiediamo che rimanga tale. Senza recinzioni commerciali, senza concessioni che ne limitino la libera fruizione, senza la necessità di inventarsi qualcosa da costruirci sopra per giustificarne l’esistenza.
A volte la migliore forma di valorizzazione di un luogo è semplicemente lasciarlo essere ciò che è, prendendosene cura.
Prato era, prato è e prato deve restare. Soprattutto PUBBLICO.
Non è una polemica, né una critica preventiva. È una richiesta rivolta con rispetto e con la stessa soddisfazione con cui oggi accogliamo questa notizia.
Ci piacerebbe che l’Amministrazione assumesse fin da subito un impegno chiaro e pubblico in questa direzione, affinché questo risultato possa essere ricordato, anche tra venti o trent’anni, come la scelta di aver restituito alla città un pezzo della propria natura, senza chiedere nulla in cambio. Perché il Bosco di Palo non ha bisogno di diventare qualcos’altro. Ha soltanto bisogno di rimanere di tutti.
Per favore.
Ladispoli, 23 ottobre 2026
Incontro/collettivo Adelante