Coordinamento Donne Cgil La Spezia

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17/04/2026
03/04/2026

Sono 16 miliardi le ore di lavoro invisibile e gratuito che ogni giorno le donne del mondo garantiscono per la sopravvivenza delle loro società

Le donne, tutte insieme hanno saputo fare la differenza ma è solo l'inizio
03/04/2026

Le donne, tutte insieme hanno saputo fare la differenza ma è solo l'inizio

Grazie anche alla forte mobilitazione di questi mesi il ddl proposto da Giulia Bongiorno viene messo in discussione. La presidente della Commissione Giustizia del Senato ha annunciato un comitato ristretto per riscrivere il testo. Per chi si occupa di contrasto alla violenza di genere, il punto di partenza è chiaro: il principio di
consenso libero, attuale e revocabile

Complimenti al Coordinamento Donne Spi per questa bellissima iniziativa
12/03/2026

Complimenti al Coordinamento Donne Spi per questa bellissima iniziativa

L’iniziativa è promossa dallo Spi Cgil della Spezia e dal coordinamento donne dello Spi Cgil della Spezia, in collaborazione con le associazioni Alfapp, Il mondo di Holden e L’Alba di Domani.

08/03/2026

Tutto quello che c’è da sapere sull’8 marzo, giornata internazionale della donna

Ogni giorno perdiamo un pezzo...e allora siamo sicure che il femminismo sia un concetto che appartiene al passato ? Rico...
06/03/2026

Ogni giorno perdiamo un pezzo...e allora
siamo sicure che il femminismo sia un concetto che appartiene al passato ? Ricominciamo ad appropriarci dei diritti che abbiamo conquistato e che ci vogliono scippare , lottiamo per ottenere ciò che è giusto, lottiamo per una cultura che veda la DONNA protagonista

Non si smantella la tutela contro le discriminazioni nel lavoro. Difendiamo le Consigliere di Parità

L’Unione Donne in Italia esprime ferma contrarietà al decreto legilastivo di recepimento di due direttive europee che prevede il ridimensionamento – di fatto lo smantellamento – della figura delle Consigliere di Parità, presidio istituzionale previsto dal Codice delle Pari Opportunità (d.lgs. 198/2006) per la promozione e la tutela dell’uguaglianza tra donne e uomini nel lavoro.

Colpire questa istituzione significa indebolire uno degli strumenti pubblici più importanti per contrastare le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.

Le Consigliere di Parità operano a livello provinciale, regionale e nazionale e rappresentano da anni un punto di riferimento concreto per lavoratrici e lavoratori che subiscono discriminazioni, disparità retributive, molestie o violenza nei contesti lavorativi. Il loro intervento, su mandato della persona discriminata, è gratuito e fondato su una professionalità specifica maturata nel tempo.

In questi anni l’azione delle Consigliere di Parità ha prodotto risultati importanti anche sul piano giudiziario, grazie alla collaborazione con l’avvocatura e alla costruzione di alleanze professionali e istituzionali per il contrasto alle discriminazioni di genere, contribuendo a far emergere e riconoscere giuridicamente fenomeni spesso invisibili.

Tutto questo avviene in un contesto nel quale i dati dimostrano quanto il lavoro delle donne resti fragile e diseguale: il tasso di inattività femminile supera ancora il 40% e le dimissioni nel cosiddetto periodo protetto continuano a essere prevalentemente femminili, segno evidente della difficoltà di conciliare lavoro e cura e della persistente carenza di servizi.

È dunque incomprensibile e grave che proprio oggi si tenti di indebolire un presidio pubblico di tutela.
Ancora più grave se si considera che l’Italia ha ratificato la Convenzione ILO n. 190 sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro, che impone agli Stati di rafforzare strumenti e politiche di prevenzione e contrasto.

Anche le direttive europee in materia di parità e non discriminazione nel lavoro chiedono agli Stati membri di garantire sistemi efficaci di tutela.
Smantellare o indebolire le Consigliere di Parità significa muoversi nella direzione opposta rispetto agli impegni internazionali e agli obblighi europei.

Le discriminazioni nel lavoro non sono un residuo del passato.
Sono una realtà quotidiana che continua a colpire le donne nelle carriere, nei salari, nella stabilità del lavoro e nella libertà da molestie e violenze.
Per questo difendere le Consigliere di Parità significa difendere i diritti delle donne nel lavoro.

UDI chiede con forza che il decreto legislativo venga ritirato e che si proceda invece a rafforzare il sistema delle Consigliere di Parità, investendo risorse, competenze e strumenti operativi.
Perché la tutela dei diritti nel lavoro passa attraverso istituzioni pubbliche forti, competenti e accessibili.
E perché il lavoro deve essere dignitoso, regolare, sicuro libero da discriminazioni, violenza e molestie.
UDI - Unione Donne in Italia

UDI Bologna - Unione Donne in Italia
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UDI Perugia - Unione Donne in Italia
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Udi Laureana di Borrello
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Udi Codigoro
Udi Napoli
Udi Pesaro
Udi Olbia

Bonus mamme 2026
05/03/2026

Bonus mamme 2026

Il Bonus Mamme 2026 è un contributo economico annuale destinato alle lavoratrici madri con determinati requisiti di reddito e composizione familiare. Rispetto al 2025 cambiano sia gli importi sia le modalità di erogazione. La misura spetta a chi ha un reddito annuo fino a 40.000 euro.
Per il 2026 l’importo sale da 40 a 60 euro per ogni mese lavorato nell’anno, fino a un massimo di 720 euro complessivi. Il pagamento avverrà in un’unica soluzione a dicembre 2026.

Il bonus è rivolto a lavoratrici dipendenti (escluse le domestiche), autonome iscritte alla Gestione Separata e parasubordinate, come le co.co.co., anch’esse iscritte alla Gestione Separata. Per beneficiarne occorre essere madri di almeno due figli, con il più piccolo di età non superiore a 10 anni, oppure madri di almeno tre figli, con il più piccolo fino a 18 anni nei casi di lavoro autonomo o a termine.

Restano escluse le lavoratrici domestiche e le madri con contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli che continuano a usufruire dell’esonero contributivo fino a 3.000 euro annui. In caso di madre minorenne o incapace di agire, la domanda deve essere presentata da un genitore o da un tutore.

Al momento non è ancora possibile fare richiesta: bisogna attendere l’attivazione della procedura telematica da parte dell’INPS. Per assistenza ci si può rivolgere all’Inca, patronato della CGIL.

La notizia integrale su Collettiva.it

05/03/2026

Il silenzio non è consenso

25/02/2026

Oggi la maggioranza di destra affossa la legge sul congedo genitoriale paritario, voltando le spalle a milioni di famiglie, a milioni di donne e anche a milioni di padri che vorrebbero prendersi cura dei propri figli al pari delle loro compagne.

Non è la prima volta che davanti a una proposta di legge delle opposizioni la destra fa orecchie da mercante e si volta dall'altra parte. Lo hanno già fatto con il salario minimo, diventato lettera morta, e con la legge sul consenso, boicottata al Senato dopo il sì unanime alla Camera.
I dati ci dicono che è aumentata la disparità occupazionale tra uomini e donne. Se, infatti, la differenza è del 18 per cento, quando parliamo di padri e madri la differenza sale al 30 per cento a discapito delle donne. Ma questo per il primo governo con a capo una donna, non vale un investimento finanziario, come fatto in altri paesi europei, con ottimi risultati.

Come pensano, davanti a questo scenario critico, di incentivare le nascite e aiutare le famiglie se neanche vogliono sostenere il congedo paritario tra madri e padri?

La premier si affida allo slogan “Dio, patria e famiglia”, un motto che ha condannato generazioni di donne alla sottomissione e all’irrilevanza, non ha mai funzionato, non ha mai generato né giustizia, né parità né benessere. Tanto più oggi.

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