01/02/2026
Il ricorso al TAR e la lunga lotta del Comitato No Cava di San Bernardo
Il Comitato No Cava di San Bernardo ha depositato in questi giorni un ricorso al Tar del Piemonte contro il rinnovo decennale della concessione in favore di Cogeis, lo stesso rilasciato dalla Città metropolitana di
Torino a novembre 2025.
Dopo il tentativo della destra eporediese di intestarsi la battaglia contro la Cava di San Bernardo alcuni mesi fa, con il goffo tentativo dell’esponente di Fratelli d’Italia locale di farsi bello con la lotta del Comitato, ecco che oggi ci prova la Lega, che invita a finanziare il ricorso. Per smascherare i nuovi ‘saltatori sul carro’,
completamente assenti durante le lotte del comitato nel 2014, è opportuno ripercorrere brevemente la lunga storia di questa dura lotta.
Prima di tutto, vogliamo sottolineare come i cittadini riuniti nel Comitato siano perfettamente in grado di badare a sé stessi e come non abbiano bisogno del personaggio o del partito di turno per sostenere le proprie battaglie.
Non è nostro costume, ma se qualche forza politica può rivendicare un’adesione alla battaglia contro la Cava di San Bernardo, quello è il Movimento 5 Stelle che fin dai primi giorni della lotta, nel 2014, si è disposto a fianco dei cittadini di San Bernardo, collaborando ad organizzare una raccolta di 2.600 firme per una
petizione da rivolgere all’amministrazione comunale, per giungere infine alla richiesta, finanziata in gran parte da fondi versati dagli iscritti al MoVimento di Ivrea e da contributi offerti dal gruppo consigliare regionale del M5Stelle, di parere al Consiglio di Stato, contro l’autorizzazione allo sfruttamento concessa
dall’allora Giunta Della Pepa, parere che fu però favorevole alla concessione.
È dunque con molto piacere che accogliamo il cambio di linea politica del PD di Ivrea che con il contributo economico versato al Comitato passa fattivamente dalla parte di chi è contrario alla Cava di san Bernardo.
L’azione del M5S in questi ultimi mesi, che ha promosso un’approfondita riflessione all’interno dell’attuale amministrazione comunale sul tema, ha favorito una chiara presa di posizione di tutta l’amministrazione e della maggioranza consiliare sul rinnovo della concessione di sfruttamento della cava, che ha portato anche
al Consiglio aperto dello scorso 26 maggio 2025, con l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal Comitato. Già in precedenza, tra aprile e maggio 2025, il Comune di Ivrea aveva evidenziato alla Città Metropolitana di Torino le molte problematicità nella concessione dello sfruttamento; ciò nonostante sì è giunti alla determinazione dirigenziale n. 6395 del 10 novembre 2025 dell’ente metropolitano che rinnova la concessione all’utilizzo della cava.
Oggi come nel 2014, il Movimento 5 Stelle ritiene che una cava in prossimità di un centro abitato possa condizionare la vita di tutti i giorni in modo molto grave per i cittadini della zona.
Come già affermato nei nostri comunicati di febbraio e maggio 2025, è necessario valutare l'impatto ambientale che avrà l’aumento decisamente consistente dei flussi di camion in transito (alcune valutazioni accurate parlano del passaggio di una media di circa 90 camion di medie dimensioni al giorno per dieci
anni), numeri che potrebbero di molto aumentare in caso di necessità, poiché non esiste un vincolo giornaliero alla quantità di mezzi che possono transitare. Le attività previste comporteranno importanti problemi legati alla rumorosità e alla dispersione di polveri nella zona che confina con il centro abitato di San Bernardo.
L’apertura di una cava vicino a un abitato potrà inoltre comportare una diminuzione del valore immobiliare delle case per lo più di semplici cittadini, spesso frutto di grandi sacrifici economici.
Nel 2014, l’ ARPA aveva osservato che non è possibile reperire in 10 anni i 206 mila metri cubi previsti di terre e rocce da scavo dai soli comuni limitrofi; il conclusivo riempimento dello scavo risultante dai prelievi di sabbia e ghiaia si apre quindi a materiali provenienti da altre zone delle quali al momento nulla è dato a sapere e la cui natura richiederebbe garanzie perché vengano già all'origine rigidamente controllati.
La posizione del Movimento 5 Stelle di Ivrea continua ad essere contraria allo sfruttamento della cava di San Bernardo, per le ragioni sopra dette e già dichiarate nel 2014, a cui oggi si aggiunge un’ulteriore riflessione.
Ci domandiamo come sia possibile che il diritto allo sfruttamento debba mantenersi inalterato su un bene naturale così importante. Dieci anni fa sembrava che senza quella cava l’attività sarebbe stata compromessa e con essa il posto di lavoro di molti operai. A distanza di dieci anni non un grammo è stato estratto o riportato come materiale di risulta, dunque tutta questa necessità evidentemente non c’era e presumibilmente non c’è neppure oggi; questa situazione di incertezza protratta negli anni crea nel quartiere nuove preoccupazioni.
In prospettiva è necessario mettere in campo un’azione politica a livello nazionale che modifichi l’attuale normativa, limitando anche il periodo di tempo in cui si concede il diritto di sfruttamento delle cave, così come più in generale il diritto a costruire, che non deve essere un diritto acquisito per sempre.
La salvaguardia del nostro territorio e dell’ambiente naturale e paesaggistico, oltre che il benessere dei nostri concittadini, sono le ragioni della nostra azione politica.
Ivrea, 31 gennaio 2026
M5S di Ivrea