13/06/2026
Ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, l'europarlamentare Roberto Vannacci ha dichiarato che le persone omosessuali non sono "normali" e ha aggiunto, con glaciale nonchalance, che essi godono già di tutti i diritti: in fondo possono essere curati negli ospedali, guidare sulle strade, apprendere nelle scuole.
Siamo rimasti senza parole.
Le dichiarazioni di Vannacci sono di una gravità scandalosa.
Quelle citate non sono "tutele". Sono diritti umani fondamentali, che spettano a ogni persona semplicemente perché esiste. Equipararli a conquiste per le persone LGBTQ+ significa non capire — o fare finta di non capire — cosa significhi la dignità.
Definire un individuo o un gruppo di persone "non normale" è qualcosa che isola, discrimina e ferisce. Sono parole che hanno accompagnato decenni di discriminazioni, violenza, ferocia, esclusione. Pronunciarle da una posizione istituzionale, davanti a milioni di telespettatori, non è opinione: è propaganda dell'odio con il microfono dello Stato.
Le coppie omosessuali non possono adottare. Non hanno gli stessi diritti delle famiglie eterosessuali. Vivono ancora oggi in una condizione di disuguaglianza giuridica ed emotiva che Vannacci non vede — o non vuole vedere.
Noi del PD Itri stiamo dalla parte di chi viene ferito da quelle parole. Stiamo dalla parte di ogni ragazza e ragazzo del nostro territorio che si sente "diverso" e ha paura di dirlo.
Normale è essere trattati con rispetto. Normale è avere gli stessi diritti. Normale è non doversi giustificare per quello che si è.
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