31/07/2026
“Non c’è pace tra gli ulivi”, il titolo del capolavoro del neorealismo italiano firmato dal regista fondano, Giuseppe De Santis, appare sempre più calzante ed appropriato per la situazione in cui versa la maggioranza che governa Itri.
Da settimane si sente parlare dei malumori di alcuni consiglieri che avvertono sulla propria pelle la sensazione di essere per così dire di serie “B” innanzi ad altri che, invece, spadroneggiano in lungo e largo nel palazzo comunale.
Nel consiglio del 24 giugno scorso, in cui è stata approvata una variazione di bilancio di circa €. 800.000,00, sono mancati, oltre la consigliera Donatella Del Bove in quota Forza Italia, anche i consiglieri Francesco Bedendo e Paola Soscia, capigruppo, rispettivamente, del gruppo Itri 2035 (cui appartiene anche il Sindaco) e del gruppo Lega.
Che le cose non stessero marciando in maniera spedita è poi successivamente emerso dalla comunicazione, datata 26 giugno 2026, con cui la consigliera Soscia ha rimesso nelle mani del Sindaco la delega alla cultura ed all’associazionismo, già conferitale. Alla base di questa decisione, pare ci sia stata una mancata condivisione di scelte strategiche nell’asset culturale della cittadina.
La questione ha assunto contorni ancora più chiari (e politicamente rilevanti) nel consiglio comunale del 29 luglio 2026, nel corso del quale il Sindaco ha formalizzato la rinuncia alla delega da parte di Paola Soscia e dove quest’ultima si è espressa in maniera molto chiara sulle ragioni della sua decisione. L’ex delegata ha parlato di isolamento operativo, di insanabile distanza culturale, di mancata condivisione delle scelte. Tutto ciò lascia aperto sicuramente il campo ad alcune considerazioni, che vanno dal ritardo nella presentazione del calendario degli eventi estivi, alla scelta di un’associazione privata per l’apertura del castello la cui individuazione è avvenuta soltanto dopo la fuoriuscita della Soscia.
Ma ciò che più interessa è il dato squisitamente politico, rappresentato dal fatto che la consigliera Paola Soscia ha restituito la delega alla cultura nelle mani del Sindaco, evidentemente in contrasto e comunque in disaccordo con la decisione della giunta che non ha dato seguito ad un suo progetto culturale. Qui la questione politica ha un peso rilevante; la consigliera Soscia è infatti capogruppo della Lega in consiglio comunale, il gruppo cui appartiene l’assessore Di Mattia, destinatario di deleghe fondamentali, tra cui quella sul bilancio. C’è una spaccatura all’interno del gruppo Lega? Oppure politicamente è normale che il capogruppo veda svilire la propria delega, negato un proprio progetto per decisione della giunta, in cui continua a sedere tranquillamente l’altro componente dello stesso gruppo?
A noi pare che la vicenda non possa stare in piedi salvo che, ma lo dicessero apertamente i protagonisti ed i responsabili del partito, ognuno corra oramai per sé e che il partito non esista più, o meglio esista un solo partito, quello personale.