Ordine dei Medici Isernia

Ordine dei Medici Isernia Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Isernia
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ISERNIA. ‘Infezioni obiettivo zero’ è il titolo dell’evento in programma sabato 15 novembre nella sede dell’Ordine dei M...
13/11/2025

ISERNIA. ‘Infezioni obiettivo zero’ è il titolo dell’evento in programma sabato 15 novembre nella sede dell’Ordine dei Medici di Isernia in via Pio La Torre.
Le infezioni della cute e dei tessuti molli e le infezioni sessualmente trasmesse gli argomenti che saranno analizzati attraverso un confronto tra esperti.
Il responsabile scientifico è il professor Claudio Ucciferri. La segreteria scientifica è affidata al dottor Domenico Castaldi.
Dopo il saluto istituzionale curato dal presidente dell’Omceo di Isernia, Fernando Crudele, si entrerà nel vivo della discussione.
Nella prima parte dei lavori si parlerà di infezioni cutanee con un approfondimento su riconoscimento e gestione sul territorio. Dopo eventuali discussioni sull’argomento, inizierà la seconda parte del programma con l’analisi delle infezioni sessualmente trasmesse.
Il corso è rivolto a farmacisti, Medici Chirurghi, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, Medicina Generale E Continuità Assistenziale, Specialisti In Medicina D’urgenza, Medicina Interna, Malattie Infettive, Radiologia, Farmacisti, Chirurghi, Dermatologi, Urologi, Igienisti, Ginecologi, Patologi Clinici e Microbiologi.

COMUNICATO OMCEO ISERNIA SU PIANO OPERATIVO SANITARIO«Stiamo assistendo ad uno stucchevole scambio di accuse tra istituz...
02/10/2025

COMUNICATO OMCEO ISERNIA SU PIANO OPERATIVO SANITARIO

«Stiamo assistendo ad uno stucchevole scambio di accuse tra istituzioni senza alcun rispetto per il paziente molisano».
L’Omceo di Isernia interviene in merito alle polemiche che si sono sviluppate intorno al piano operativo sanitario.
«Mentre i medici litigano sulla terapia da somministrare – ha commentato il presidente, Fernando Crudele – il paziente lentamente muore». Mai metafora fu più appropriata.
«La nostra Stella Polare – ha proseguito Crudele – dovrebbe essere la salute del paziente. Ed invece sembra che il cittadino sia marginale rispetto all’intera vicenda.
Gli ospedali della provincia di Isernia sono agonizzanti. Il Santissimo Rosario è ormai un poliambulatorio. Il Caracciolo sta per essere trasformato in un presidio di comunità. Il Veneziale potrebbe perdere emodinamica e punto nascite. Si sta destrutturando l’intera offerta sanitaria, senza alcun rispetto per chi ha deciso di continuare a vivere nelle zone interne. Senza un’adeguata organizzazione dell’emergenza-urgenza, un infarto o un ictus a Capracotta come può essere gestito perentoriamente? Un cittadino di Capracotta ha forse meno diritti di un paziente di Campobasso?
Il potenziamento della sanità territoriale è una pia illusione nonostante una popolazione sempre più anziana dislocata, peraltro, in un territorio prevalentemente montuoso. I tagli al sistema sanitario pubblico non possono non tener conto delle peculiarità del Molise.
Nell’organizzazione di una efficace risposta sanitaria al cittadino bisogna rispettare due capisaldi: territorio ed ospedale. Che dovrebbero essere complementari; non alternativi.
Invece, al posto di riorganizzare la sanità, si pensa a polemizzare sul sesso degli angeli.
La gestione commissariale – ha concluso il presidente dell’Omceo – è stata fallimentare. E’ giunta l’ora che il presidente Roberti, sino ad oggi assente nel dibattito pubblico, si assuma le proprie responsabilità avocando la gestione della sanità del Molise. Almeno lui è stato eletto; non nominato»

26/09/2025

Piano Operativo 2025/2027
L'Ordine dei Medici di Isernia
«No a tagli indiscriminati!»

Anche l’Ordine dei Medici della provincia di Isernia prende posizione in merito al ridimensionamento delle strutture sanitarie pubbliche presenti sul territorio così come previsto dal Piano Operativo 2025/2027.

Il presidente dell’Omceo, Fernando Crudele, condivide le
preoccupazioni degli amministratori locali che in queste ore hanno palesato la propria indignazione per il modello di riorganizzazione della sanità territoriale.

«In una provincia già martoriata dallo spopolamento, dalla mancanza di lavoro, dalla crisi economica – ha dichiarato Crudele – privare i cittadini del diritto alla salute equivale ad un ordine di sfratto da questa terra. Invece di implementare i servizi per una popolazione sempre più anziana – ha proseguito il vertice dell’Omceo – si continua
a tagliare indiscriminatamente attraverso mere logiche ragionieristiche senza tener conto delle reali necessità dei cittadini e della conformazione d’un territorio in prevalenza montuoso.

L’ospedale di Isernia non può essere privato del servizio di
emodinamica che in questi anni è stato determinante per la vita di molti utenti.

Il punto nascita non può essere sacrificato sulla base di
cervellotiche decisioni che ignorano le necessità specifiche del territorio.

Così come il Caracciolo non può essere relegato a presidio di comunità perché questo status priva l’alto Molise e l’alto Vastese di un baluardo indispensabile per garantire cure efficienti ed efficaci.

Siamo d’accordo sulla necessità di una riorganizzazione del sistema sanitario pubblico, ma la riorganizzazione non può attuarsi attraverso tagli indiscriminati e illogici.

Il Santissimo Rosario è già stato ridotto a poliambulatorio. Il
Caracciolo diverrà un contenitore privo di contenuti. Il Veneziale, unico ospedale ancora in vita di tutta la provincia, subirà gli effetti nefasti del piano operativo.

A Isernia il Pronto Soccorso conta sul sacrificio di 6 medici a fronte di un organico che ne prevede 12. In quasi tutti gli altri reparti i professionisti in corsia sono meno della metà della dotazione prevista.
Numeri impietosi che testimoniano il collasso dell’intero sistema.

In questo scenario disastroso la rete che dovrebbe garantire l’emergenza – urgenza risulta smantellata nella sua interezza.

Siamo di fronte alla fine del sistema sanitario nazionale, alla negazione di un diritto – quello alla salute – che pure dovrebbe essere costituzionalmente garantito.

I cittadini molisani devono poter restare su questo territorio, devono avere accesso alle cure gratuite ed efficaci.
La classe politica non può assistere inerme allo scempio
che si sta consumando ai danni della popolazione.

Fino a prova contraria i molisani pagano tasse più alte di un
cittadino lombardo senza, di contro, poter fruire degli stessi servizi.

La sanità molisana è in piano di rientro dal 2007. Negli ultimi vent’anni il debito sanitario è cresciuto anziché diminuire.
Mi chiedo, allora, quale sia la ratio di mantenere in vita la struttura commissariale se negli anni non solo non abbiamo potuto apprezzare miglioramenti, ma la situazione è addirittura peggiorata.

Dall’insediamento del consiglio regionale i medici, che dovrebbero essere attori protagonisti di questa vicenda, non sono mai stati interpellati, né dalla politica né dalla struttura commissariale.

Se esiste un disegno politico per chiudere tutti gli ospedali del Molise ad eccezione del Cardarelli, bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente.

In questo clima di incertezza quale medico potrebbe mai decidere di ve**re a lavorare in Molise?!
Siamo entrati in un circolo vizioso da cui sembra ormai impossibile uscire.

L’Ordine dei Medici di Isernia – ha concluso il presidente Crudele – sarà al fianco di tutti coloro che lotteranno per il riconoscimento dei propri diritti, diritti che stanno per essere definitivamente calpestati da questa riforma inutile e dannosa.

Indietro non si torna: ciò che oggi viene soppresso sarà distrutto per sempre. Per tale motivo è fondamentale ribellarsi ora, prima che sia troppo tardi».

29/07/2025

SENZA ATTIVITA' AGGIUNTIVA
A RISCHIO SERVIZI SANITARI
ESSENZIALI PER GLI UTENTI

ISERNIA. Per apportare un ulteriore contributo alla discussione in corso sui costi per il Ssn delle prestazioni aggiuntive, con particolare riferimento all’ospedale Veneziale di Isernia, l’Omceo provinciale avverte il dovere di effettuare alcune puntualizzazioni, d’obbligo per ripristinare la verità dei fatti.
Senza voler confutare numeri che certamente rispecchiano la realtà, è opportuno precisare che le 4mila ore di lavoro ‘extra’ maturate nella prima metà dell’anno sono necessarie per tenere in vita l’ospedale.
Senza il ricorso all’attività aggiuntiva, il nosocomio isernino rischierebbe la paralisi. Molti servizi attualmente erogati dovrebbero essere interrotti per carenza di personale.
E’ solo grazie al senso del dovere dei medici rimasti in organico che l’ospedale è ancora ‘in piedi’.
In un recente passato, con il pretesto dell’assenza di medici, sono state chiuse intere strutture (dal Caracciolo al Vietri passando per il Santissimo Rosario) proprio per l’impossibilità di garantire un’adeguata assistenza sanitaria.
E la storia ci insegna che i servizi ‘momentaneamente’ sospesi non sono stati mai più riattivati.
Il Veneziale, senza l’abnegazione dei medici, rischierebbe il medesimo destino.
Ciò è frutto di una programmazione miope (se non del tutto assente) attuata nel corso degli anni.
Anziché rimpiazzare chi stava andando in pensione o chi aveva deciso di cercare fortuna in altri lidi, s’è preferito chiudere interi reparti.
Ed ora anche parte della stampa infierisce su una situazione già critica: invece di ringraziare i medici che decidono di assicurare prestazioni che altrimenti andrebbero individuate nel privato, si fanno i conti in tasca ai professionisti la cui unica colpa è di aver sottratto tempo ed energie alle famiglie per mantenere in vita il sistema sanitario regionale.
Anche prevedendo nuove assunzioni tramite concorso non ci sarebbe alcun risparmio economico rispetto all’attività aggiuntiva.
Per giunta non sarebbe garantita alcuna continuità assistenziale, dovendo attendere che i nuovi assunti entrino stabilmente nel sistema. Sempre che giovani professionisti rispondano alle chiamate della Asrem, cosa sempre più rara ultimamente.
«Ovviamente se dovessero emergere profili di illiceità – ha proseguito il presidente Crudele – i trasgressori saranno perseguiti non solo dalla giustizia ordinaria, ma dallo stesso Omceo. In tutti gli altri casi, invece, l’Omceo sarà sempre al fianco dei propri iscritti con l’unico scopo di dare risposte efficaci ed efficienti ai cittadini della nostra piccola provincia».

30/06/2025

ISERNIA. Continua la fuga di medici dalle corsie degli ospedali molisani. Nelle prossime ore saranno ben 8 i professionisti in partenza nella sola provincia di Isernia. Al Veneziale due medici lasceranno il reparto di Medicina, altrettanti andranno via dal reparto di Rianimazione; due medici lasceranno il Pronto Soccorso mentre ad Agnone altri due andranno via dal reparto di Medicina. Una emorragia inarrestabile che rischia di paralizzare l’intero sistema sanitario del Molise.
Il vicepresidente dell’Omceo di Isernia, Fabrizio Pastena, lancia l’allarme: «I nostri ospedali – ha dichiarato l’esperto chirurgo - non sono più attrattivi né per l’utenza né per il personale. E’ drammatico pensare che i medici in partenza siano prevalentemente giovani, magari formatisi in Molise con un rilevante investimento non solo economico da parte del sistema sanitario. Questi ragazzi ora metteranno le competenze acquisite nelle corsie dei nostri ospedali a disposizione di strutture extraregionali.
Basti considerare un dato: per la cosiddetta ‘piccola chirurgia’ abbiamo oltre il 40% di mobilità passiva. Ciò vuol dire che un molisano su due preferisce rimuovere fuori regione anche un piccolo nevo.
Se vanno via i giovani rinunciamo al nostro futuro. E non garantiamo alcuna forma di continuità professionale ai vari reparti.
Molti dei medici rimasti in organico hanno più di sessant’anni, sono prossimi alla pensione e di sicuro non posseggono gli stessi stimoli, le stesse energie che appartengono invece ai giovani dottori.
Il medico ospedaliero è un medico di confine, è un medico che vive la propria professione al fronte, avendo deciso di mettere a disposizione le proprie competenze dell’utenza.
Per valorizzare le strutture ospedaliere, evitando che valide professionalità continuino a partire, è necessario valorizzare ed implementare le professionalità già in organico.
E’ inutile fare voli pindarici. Prima di pensare ai robot sarebbe necessario consolidare ciò che già si possiede.
Per evitare questa pericolosa deriva vanno implementate le competenze di base già acquisite incrementando il senso d’appartenenza al territorio e, di conseguenze, all’azienda sanitaria.
Valorizzare i professionisti che vivono e lavorano nel sistema sanitario pubblico è anche un modo per valorizzare e rispettare il paziente che ancora crede in questo sistema ormai agonizzante.
Il fine ultimo che deve guidare le nostre azioni è sempre la salvaguardia del diritto alla salute che può e deve realizzarsi valorizzando le competenze acquisite dai medici ospedalieri che – a loro volta – devono mettere a disposizione dei giovani il know-how acquisito sul campo.
Solo così potremo arginare la fuga di medici verso altre regioni.
Non è più possibile continuare a svendere le strutture pubbliche al ‘peggior offerente’ trincerandosi dietro la frase abusata ed obsoleta della ‘mancanza di personale’.
È questo il momento di interve**re – ha concluso il dottor Pastena - per tentare di salvare il salvabile. Domani potrebbe essere già troppo tardi»

Indirizzo

Via Pio La Torre, N. 28/30
Isernia
86170

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 14:30
Martedì 11:00 - 14:30
15:30 - 18:30
Mercoledì 11:00 - 14:30
Giovedì 11:00 - 14:30
Venerdì 11:00 - 14:30
Sabato 09:00 - 12:00

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