Partito Della Rifondazione Comunista Imola

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28/06/2017

COMUNICATO STAMPA

AMPLIAMENTO DISCARICA E POLITICHE AMBIENTALI DEL PD



L’ampliamento della discarica di via Pediano proposto dal governo PD della Città riguarda volumi impressionanti e la Regione Emilia Romagna aveva infatti autorizzato solo la sopraelevazione (e non l'ampliamento verso il territorio di Riolo Terme) ma l’arroganza che invece è il principio ispiratore dell’azione del Sindaco Manca in questa vicenda ha fatto sì che sia stata avviata una nuova richiesta alla Regione proprio sull'ampliamento.

Al netto di eccessi e comportamenti da “gazzarra politica” da cui prendiamo le distanze, si è quindi chiarito che l’ampliamento della discarica faccia gli interessi di Hera che lucra sul business dei rifiuti nonchè gli interessi del bilancio del Comune di Imola attraverso il cosiddetto disagio ambientale.

La Regione ha convocato la cittadinanza mediante una pubblica assemblea (obbligatoria ai sensi di legge) adeguatamente pubblicizzata, la cosiddetta istruttoria pubblica, per venerdì 30 giugno prossimo (ore16,30-19,30) presso la Regione Emilia-Romagna a Bologna. Praticamente allo scadere del termine utile per presentare le osservazioni, che è lunedì 3 luglio prossimo, e a ben 40 km di distanza dall'area della discarica e dalla residenza dei cittadini che subiranno i conseguenti disagi.



La discarica per anni è stata l’alibi per il territorio imolese per non investire verso tutte le azioni e le politiche atte ad incentivare la raccolta differenziata, così come stabilito dal D. Lgs. n. 36/2003 che chiedeva un progressivo aumento della quota di differenziata in previsione di dismettere le discariche.

E’ da questa lacuna che si è aperta la strada (ben 10 anni fa) per pensare all’ampliamento cioè alla facile e redditizia soluzione dell’ampliamento della discarica.



Inoltre la fuoriuscita di percolato nei controlli svolti da Arpa non fanno altro che confermare che anche la discarica attuale non solo sia una bomba ecologica ma che occorre provvedere in merito per la sua manutenzione e messa in sicurezza, altro che ampliamento!

Ci pare sinceramente poco lungimirante che un territorio già martoriato dalla presenza quarantennale di questa discarica possa sopportare addirittura un ampliamento e che per giunta questo debba avvenire in zona sopraelevata, di fatto alimentando flussi di percolato verso la attuale discarica che già sta producendo un eccesso di sostanze altamente nocive.



Vi sono le lamentele e i disagi di tutti questi quaranta anni ancora da risolvere e soprattutto ad Imola manca una vera politica ambientale ancora tutta da impostare!

L’ampliamento delle discarica come la tentata edificazione di via Roncaglie (zona pedecollinare da tutelare) e lo scontro con Bologna che giustamente vuole rinunciare alla maxi opera del Passante Nord ci raccontano di un PD imolese a cui l’ambiente non frega proprio e che è disposto a martoriarlo, sfruttarlo e distruggerlo ora per gli oneri di urbanizzazioni poi per le quote di disagio ambientale…per il denaro insomma.



Per quali benefici? Per servizi a favore dei cittadini? Nell’immediato, forse. Ma con una incredibile miopia politica di non sapere che i danni ambientali che ne possano conseguire richiederanno risorse ingenti oltre che nuocere in modo imprevedibile alle cittadine e ai cittadini in termini di salute.



Potremmo dire che è questo è il male di una Società capitalista che massimizza solo i profitti a scapito delle persone e dei loro bisogni primari, come la salute. E lo diciamo poiché il PD, e quello imolese in particolare, ne incarna le peggiori rappresentazioni.



Chiediamo di poter quindi svolgere un percorso costruttivo con tutta la Città per la definizione di una politica ambientale di tutela e salvaguardia del nostro territorio e della nostra salute che diventi patrimonio di tutte/i noi ed eredità politica delle future generazioni.

27/04/2017

Comunicato stampa
Alternanza scuola lavoro o apprendistato gratuito?

Ormai nella nostra Repubblica, seppur fondata sul lavoro (articolo 1 della Costituzione), è in uso non pagare più chi lavora.
D'altronde i tempi cambiano, il padrone ti dava almeno un rimborso spese, ora nemmeno più quello. Sei costretto a lavorare a titolo gratuito: può essere questa l'analisi sintetica della legge n. 107/2015 (la “buona” scuola di Renzi) sull'introduzione della nuova alternanza scuola lavoro e che la Ministra Fedeli, nel suo decreto attuativo, ne aggrava la centralità, facendolo diventare una forma sfacciata di apprendistato gratuito, che diviene addirittura materia di esame alla Maturità.
Grazie a questa legge infatti, le scuole forniscono alle aziende manodopera a costo zero senza nessun obbligo di fornire tutele sindacali o salari agli studenti coinvolti perchè si non considera questa come un vero e proprio lavoro.
Attualmente non abbiamo ancora chiaro quanti siano e saranno gli studenti coinvolti in questa operazione, nè quali siano e saranno i loro orari o le loro mansioni o tutti i settori di impiego. L'unica cosa che è chiara è che nessuno di loro si può sottrarre, visto che è obbligatorio per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell'ultimo anno del percorso di studi secondario, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio, e dato che senza l'alternanza scuola lavoro non si può accedere al diploma.
“Curioso” il fatto che l'alternanza scuola lavoro riguardi il mondo del liceo, nonostante l'obiettivo principale dei liceali non sia il lavoro ma l'accesso all'università, un livello di istruzione cui lo Stato dovrebbe agevolare l'accesso invece di limitarlo, dato che, statistiche alla mano, siamo uno dei paesi occidentali con il più basso tasso di laureati. Va interpretato in questo senso, evidentemente, l'aumento esponenziale delle rette universitarie e il continuo taglio delle borse di studio.
Non è difficile nemmeno immaginare l'effetto nefasto di questo provvedimento sugli istituti professionali da sempre considerati di serie b, che verranno visti di fatto come utili solo per sfornare manodopera a costo zero.

Il nostro Paese dovrebbe invece investire realmente sulla cultura e sulla formazione, unici mezzi che possono consentirci di rilanciare l'occupazione e lo sviluppo industriale del nostro paese.
Invece il Preside Montanari, renziano di ferro e perciò strenue difensore della riforma della scuola (L. 107/2015) nel Consiglio superiore della pubblica istruzione, pensa a spalleggiare il Ministro Poletti nella convinzione che al diploma (o al lavoro) ci si arrivi meglio giocando al calcetto.
Noi invece vogliamo ancora studiare Italo Calvino “Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere.

Partito della Rifondazione Comunista Imola

24/03/2017

COMUNICATO STAMPA

Nessuna legittimità ai fascisti!
Solidarietà al ragazzo aggredito a Rimini!

Il PRC di imola esprime totale e inconizionata vicinanza al ragazzo brutalmente aggredito e ridotto in gravi condizioni a Rimini nella giornata del 22 marzo scorso. Questa aggressione (non isolata) è frutto della cultura razzista degli sciacalli come Salvini e di tutta la Lega Nord e dei vari rigurgiti razzisti come Forza Nuova e Casa Pound.
La crisi creata dalle politiche di austerità del Partito Democratico, creano le condizioni in cui è facile che si sviluppi un'inutile guerra tra poveri.
Da sempre il PRC di imola, anche con le sue attività e campagne con Imola antifascista, si oppone e sempre si opporrà con fermezza e decisione alla legittimazione di tutte quelle realtà che propagandano ideologie fasciste, razziste, sessiste e discriminatorie. Ci uniamo inoltre all'appello del PRC di Rimini che esorta le istituzioni a non dialogare e a non lasciare alcuno spazio di agibilità politica a queste realtà. Il razzismo e il fascismo, lo ribadiamo, non sono opinioni che possono essere accettate in nome della democrazia, ma che, invece, devono essere combattute.

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Federazione di Imola

28/02/2017

COMUNICATO STAMPA





Dj Fabo è morto supportato dall’associazione Luca Concioni e dallo Stato Svizzero dove ha potuto rispettare le regole di un Paese che non è il suo.



Il Partito della Rifondazione Comunista di Imola, insieme ai Verdi di Imola e al PdCI di Imola, attraverso il proprio Gruppo Consiliare “La Sinistra, l’Arcobaleno” chiese l’istituzione del registro del testamento biologico, tramite un ordine del giorno discusso ed approvato nel consiglio comunale di mercoledì 19 gennaio 2011, nel rispetto dei principi costituzionali che sanciscono e difendono libertà di scelta e il diritto alle cure con rispetto della persona in particolare.



Il 6 aprile 2011 la Giunta Comunale pertanto approvò il regolamento per l’istituzione del Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) nel pieno rispetto di quanto richiesto dalla nostra mozione e che accolte numerose adesioni, alcune centinaia.



Imola, tra il 2011 e 2012, fu attraversata da un dibattito molto alto ed approfondito concludendo con questo Atto che è ancora oggi la garanzia dell’autodeterminazione dell’individuo di modo da garantire a chi, pienamente consapevole ed informato, voglia esercitare, su base assolutamente volontaria, la possibilità di depositare le proprie Disposizione Anticipate di Trattamento, indicando le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, nel caso in cui si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.



Dal 2 maggio 2011 a Imola si può quindi esercitare un diritto, un risultato, assolutamente non scontato ed insufficiente poiché basterebbe una legge quadro nazionale.



Come PRC siamo orgogliosi di avere avviato e sostenuto questa battaglia di civiltà ad Imola e chiediamo che lo Stato italiano si faccia finalmente carico della sua responsabilità necessaria a poter fare esercitare a chiunque lo voglio questo sacrosanto diritto.







Partito della Rifondazione Comunista Imola

20/12/2016

AMPLIAMENTO DISCARICA E POLITICHE AMBIENTALI DEL PD

L’ampliamento della discarica di via Pediano proposta dal governo PD della città riguardava volumi impressionanti e crediamo che la cautela politica della Regione nell'autorizzazione solo la sopraelevazione (e non l'ampliamento verso il territorio di Riolo Terme) sia un segnale per l’arroganza che invece è stata il principio ispiratore dell’azione del Sindaco Manca in questa vicenda. Da quanto accorso finora, al netto di eccessi e comportamenti da “gazzarra politica” da cui prendiamo le distanze, si è chiarito che l’ampliamento della discarica facesse gli interessi di Hera che lucra sul business dei rifiuti e facesse gli interessi del bilancio del Comune di Imola attraverso il cosiddetto disagio ambientale.

La discarica per anni è stata l’alibi per il territorio imolese per non investire verso tutte le azioni e le politiche atte ad incentivare la raccolta differenziata, così come stabilito dal D. Lgs. n. 36/2003 che chiedeva un progressivo aumento della quota di differenziata in previsione di dismettere le discariche.

E’ da questa lacuna che si è aperta la strada (ben 10 anni fa) per pensare all’ampliamento cioè alla facile e redditizia soluzione dell’ampliamento della discarica.

Inoltre la fuoriuscita di percolato nei controlli svolti da Arpa non fanno altro che confermare che anche la discarica attuale non solo sia una bomba ecologica ma che occorre provvedere in merito per la sua manutenzione e messa in sicurezza, altro che ampliamento!

Ci pare sinceramente poco lungimirante che un territorio già martoriato dalla presenza quarantennale di questa discarica possa sopportare addirittura un ampliamento e che per giunta questo debba avvenire in zona sopraelevata, di fatto alimentando flussi di percolato verso la attuale discarica che già sta producendo un eccesso di sostanze altamente nocive.

Vi sono le lamentele e i disagi di tutti questi quaranta anni ancora da risolvere e soprattutto ad Imola manca una vera politica ambientale ancora tutta da impostare!

L’ampliamento delle discarica come la tentata edificazione di via Roncaglie (zona pedecollinare da tutelare) e lo scontro con Bologna che giustamente vuole rinunciare alla maxi opera del Passante Nord ci raccontano di un PD imolese a cui l’ambiente non frega proprio e che è disposto a martoriarlo, sfruttarlo e distruggerlo ora per gli oneri di urbanizzazioni poi per le quote di disagio ambientale…per il denaro insomma.

Per quali benefici? Per servizi a favore dei cittadini? Nell’immediato, forse. Ma con una incredibile miopia politica di non sapere che i danni ambientali che ne possano conseguire richiederanno risorse ingenti oltre che nuocere in modo imprevedibile alle cittadine e ai cittadini in termini di salute.

Potremmo dire che è questo è il male di una Società capitalista che massimizza solo i profitti a scapito delle persone e dei loro bisogni primari quali appunto lo è la salute. E lo diciamo poiché il PD, e quello imolese in particolare, ne incarna le peggiori rappresentazioni.

Chiediamo di poter quindi svolgere un percorso costruttivo con tutta la Città per la definizione di una politica ambientale di tutela e salvaguardia del nostro territorio e della nostra salute che diventi patrimonio di tutte/i noi ed eredità politica delle future generali.

Partito della Rifondazione Comunista - IMOLA

30/11/2016

SOLIDARIETÀ ALLO SPORTELLO ANTISFRATTO DI IMOLA

Il partito della rifondazione comunista di imola intende esprimere solidarietà allo Sportello Antisfratto di Imola per le denunce che alcuni dei suoi membri hanno subito oggi. Questa mattina, infatti, sono state fermate e denunciate due militanti, colpevoli di aver portato solidarietà ad un inquilino sotto sfratto per morosità incolpevole e di aver tentato di mediare con le forze dell'ordine al fine di trovare una soluzione che non comportasse lo sfratto immediato di tutto il nucleo familiare. Quello di quest'oggi è solo l'ultimo di una lunga serie di sfratti che sono avvenuti ad Imola, mentre l'amministrazione comunale guidata dal Partito Democratico continua a svendere il patrimonio pubblico evitando così di rispondere all'emergenza abitativa.
Riteniamo quanto accaduto inaccettabile e ribadiamo tutta la nostra solidarietà alle due compagne denunciate oltre che a tutti e tutte coloro che lottano per il diritto alla casa!

12/11/2016

Il comitato “Salviamo la Costituzione di Imola” i cui aderenti attuali sono il Partito Comunista d’Italia, del Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, organizza un aperitivo popolare mercoledì 16 novembre dalle ore 19.00 presso il Centro Sociale Giovannini in Via Scartabelli n. 4 ad Imola.
Durante l’aperitivo spiegheremo le ragioni del NO al referendum per le modifiche alla nostra Carta Costituzione del prossimo 4 dicembre.
Saranno presenti: Stefano Lugli, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista e Selene Prodi, segretaria regionale del PCI.
Il comitato imolese è aperto ad altre forze, associazioni, sindacati e singoli. Per contatti:
e-mail: [email protected]

24/08/2016

Egr. Direttore,
con riferimento alla lettera apparsa sul Carlino del 24 agosto crediamo che il Movimento 5 Stelle di Imola rispetto ad un problema molto complesso quale la disabilità in ambito scolastico sia semplicistica e propagandistica e quindi assolutamente non aiuta chi, sia nel mondo scolastico, che nell’ambito familiare affronta quotidianamente il problema.

L’integrazione del bambino disabile (certificato e non) chiama alle corresponsabilità di tutte le istituzioni pubbliche: scuola, AUSL ed Enti Locali.
Solo un raccordo (che si esplicita peraltro nell’accordo di programma previsto dalla L. 104/1992) stringente, condiviso, con chiare competenze tra gli Enti coinvolti può agire per una doverosa e proficua integrazione ed il benessere dei diversamente abili.

Non è quindi una mera questione di cifre economiche (quanto investire) ma di modalità operative e personale qualificato (come si investe).

Propagandare che debba solo essere il Comune a stanziare una somma economica per il sostegno di tutti i bambini (certificati e non) elude la necessità di:
1) avere personale qualificato che accompagna la famiglia a prendere atto della disabilità del proprio figlio: un vero e proprio trauma che deve essere fatto superare per l’individuazione esatta del tipo di disabilità da affrontare, in questo senso è indispensabile la certificazione. Questa è una competenza dell’AUSL;
2) avere personale docente (insegnanti statali) ed educatori qualificati e formati secondo ciascun tipo di disabilità: l’insegnante di sostegno (o l’educatore) di un alunno autistico deve avere una formazione specifica e completamente diversa da quella per un bambino down, ad esempio. Questa è una competenza dello Stato (Ministero dell’Istruzione) e del Comune.
3) avere servizi di supporto extrascolastici perché sebbene il mondo scolastico sia fondamentale per l’integrazione, la scuola non deve essere l’unica risposta alle famiglie, perché un bambino disabile lo è h24. Questa è una competenza di tutte le istituzioni pubbliche (AUSL, Stato, Regione, Comuni).

La realtà che noi vediamo è che invece le famiglie sono lasciate sole rispetto a questo immenso problema, caricate del peso di cura cui sono quasi totalmente deputate, mettendo a repentaglio anche la loro stessa autonomia economica, ma l’amore parentale non deve essere l’unica risposta.
Piuttosto occorrono risorse e competenze mirate e altamente definite che potrebbero non solo ottenere risposte più efficaci ed efficienti ma far diventare i bambini disabili una risorsa aggiunta. Perché se perdessimo il diritto di essere differenti, perderemmo il privilegio di essere liberi.

Antonella Caranese
Segretaria PRC Imola

03/08/2016
et voilà!!!! programma fatto!!!! vi aspettiamo!!!!
03/08/2016

et voilà!!!! programma fatto!!!! vi aspettiamo!!!!

IN ARRIVO LA 25° LIBERAFESTA.....STAY TUNE!!!!
09/07/2016

IN ARRIVO LA 25° LIBERAFESTA.....STAY TUNE!!!!

PRENOTATEVI!!!
27/05/2016

PRENOTATEVI!!!

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Imola
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