11/05/2024
Torna anche quest'anno la "Festa della mamma" e con essa anche la corsa ad acquistare fiori, dolci, regali. Tutto bello, ma forse è il caso di riflettere sulla situazione della natalità in Italia dove, anno dopo anno, diminuisce il numero dei nuovi nati: l'ISTAT di recente, nel suo report "Indicatori demografici anno 2023", ha reso noto che nel 2023 sono nati soltanto 379.000 bambini. Se si considera che nel 2008 i nuovi nati furono 576.659, il confronto è impietoso! Accanto al dato della bassa natalità, l'ISTAT ha rilevato anche che la popolazione femminile in età fertile (15- 49 anni) è in calo passando dal 13,4 milioni nel 2014 a 11,5 milioni nel 2024. Altro fattore che incide sulla natalità è la posticipazione delle nascite, cioè l'età media al parto è salita a 32,5 anni.
Tutti dati questi che certo non fanno pensare che in futuro la tendenza alla diminuzione delle nascite si inverta!
Occorre fare delle riflessioni sui motivi che inducono le donne a non fare figli e tra questi possiamo annoverarne alcuni che sono sotto gli occhi di tutti: crisi economica, difficoltà a trovare un lavoro soddisfacente sia dal punto di vista economico che da quello che consenta di conciliare i ritmi tra lavoro e famiglia, scarsa flessibilità dell'organizzazione lavorativa, carenza di posti pubblici negli asili nido e nella scuola dell'infanzia (gli istituti privati privati hanno costi insostenibili per cui molte donne si trovano a dover scegliere tra il rimanere a casa per accudire i bambini o spendere buona parte dello stipendio che in molti casi non è abbastanza remunerativo). Altri fattori che non depongono a favore della scelta della maternità possiamo indicare la diversa parità tra donne e uomini sia nelle retribuzioni, sia nella scarsa condivisione della cura dei figli tra padri e madri e nella quasi totale assenza di condivisione nel lavoro domestico.
Ma si può fare qualcosa per invertire la tendenza e con quali strumenti?
- favorire in primo luogo l'occupazione femminile aumentando i servizi per l'infanzia e quelli extrascolastici; riequilibrare il peso familiare tra padri e madri , parità salariale a parità di carriera e di mansioni, eliminazione del lavoro povero, promozione della cultura della parità e della maternità e paternità presso le nuove generazioni.
In merito alle molte problematiche che coinvolgono le donne che in Italia devono affrontare quando decidono di diventare mamme, molto interessante è il nono rapporto "Le equilibriste, la maternità in Italia" pubblicato da Save the children sul sito www.savethechildren.it/
La letteratura ha ritratto madri forti, orgogliose, energiche, ma anche sensibili, apprensive, insicure. Ma tutte sono riuscite, in molti casi, a farsi amare dai lettori. Tra quelle più conosciute ne elenco alcune che sicuramente molti di voi, amici, conoscono e che possono leggere e/o ri-leggere nei libri presenti nella biblioteca di Guilmi:
- la signora Bennett, mamma di Jane ed Elisabeth di "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen;
- Agnese, mamma di Lucia Mondella di "I promessi sposi" di A. Manzoni;
- la donna senza nome , mamma mancata di "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci.
Ma sicuramente ognuno di noi ha nel cuore soltanto la propria madre, anche se non siamo più bambini.
In ogni caso VIVA LA MAMMA e buona lettura a tutti!