02/06/2026
2 Giugno 2026 - 80° DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo.
I giornali, e il dato è confermato dai risultati diramati dal Ministero dell’Interno, registravano un’affluenza alle urne che di provincia in provincia variava dal 75% al 90% degli aventi diritto. Le donne ebbero un ruolo ed un peso determinanti, votarono infatti 12.998.131 donne, contro 11.949.056 di uomini.
Oggi a Guanzate al voto va il 46,05% un dato che fa riflettere.
Da questo voto nacque la Costituzione.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli. (Piero Calamandrei)
Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini)
La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere. (Piero Calamandrei)
La Costituzione affida a ciascun cittadino la responsabilità di concorrere alla coesione sociale del Paese. Il compito di attuare in concreto gli ideali costituzionali… è una missione mai esaurita. (Sergio Mattarella)
La patria non è un territorio; il territorio non ne è che la base. La patria è l’idea che sorge su quello. (Giuseppe Mazzini)
La Patria non è un’opinione. O una bandiera e basta. La Patria è un vincolo fatto di molti vincoli che stanno nella nostra carne e nella nostra anima, nella nostra memoria genetica. È un legame che non si può estirpare come un pelo inopportuno. (Oriana Fallaci)
In principio la Terra era tutta sbagliata, renderla più abitabile fu una bella faticata. […] Da correggere, però, ne restano ancora tanti: rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti. (Gianni Rodari)