17/04/2026
Perché ho fortemente voluto questa fondazione?
Perché da qualche anno mi sono ammalata. Una malattia rara, autoimmune, per la quale non esiste una cura specifica.
E allora, di fronte alla paura, la cura l'ho voluta cercare io, attraverso l'incontro con gli altri.
La fondazione è un luogo immenso, incantato, una proprietà familiare, come dico sempre, indebitamente ereditata, che ho donato ad un progetto più grande, che possa restare nel tempo.
L'intento è di promuovere l'arte, la cultura, il talento, con eventi che possano dare luce alla passione e alla creatività.
Ma c'è molto di più. La voglia di creare degli spazi in cui i bambini, le famiglie in difficoltà possano appoggiarsi.
(C’è per questo anche una campagna di raccolta fondi: https://gofund.me/6dd0a1632 )
Un posto dove cercheremo di combattere la morte con la vita, il buio con il colore.
Io non ho nessuna intenzione di morire, ma in fondo siamo tutti parte di un disegno divino più alto, più profondo.
Ecco, io voglio pensare che la Fondazione mi sopravviverà nel tempo.
Per questo vi chiedo di condividere, di aiutarmi a far conoscere. Perché la Fondazione non è più la mia casa, ma la casa di tutti.
E nel sognare l'infinito, e l'immenso, voglio pensare di poter creare una magia: un ponte immaginario, ma vero, tra terra e cielo.
Vi voglio bene. Tanto.
Caterina