Potere al Popolo Grosseto e provincia

Potere al Popolo Grosseto e provincia Organizziamoci per rappresentare chi negli ultimi anni non ha mai avuto voce in capitolo!

LANCIATA LA PETIZIONE POPOLARE SUGLI ALLOGGI ERP!Ottima uscita sulla stampa locale in seguito alla conferenza stampa di ...
15/05/2026

LANCIATA LA PETIZIONE POPOLARE SUGLI ALLOGGI ERP!

Ottima uscita sulla stampa locale in seguito alla conferenza stampa di lancio della petizione popolare che come Potere al Popolo! Grosseto abbiamo stilato per sollevare la questione abitativa sul nostro territorio.

�A Grosseto l’emergenza casa è un vero dramma sociale: centinaia di famiglie con tutti i requisiti per l’edilizia popolare restano senza alloggio, mentre una parte consistente del patrimonio ERP è inutilizzata o bloccata nei cantieri.
Nel frattempo il mercato privato è fuori controllo: in media quasi 700 euro al mese per 70 mq e oltre 140 mila euro per comprare casa, con salari che hanno perso quasi il 9% di potere d’acquisto in pochi anni.

È inaccettabile che in una città piena di immobili pubblici e privati sfitti o abbandonati, il diritto all’abitare, sancito dalla Costituzione, venga sacrificato agli interessi della rendita e della speculazione.

Per questo Potere al Popolo! Grosseto lancia una petizione popolare rivolta al Sindaco e alla Giunta per pretendere una mappatura completa e trasparente di tutto il patrimonio abitativo, il blocco dell’alienazione degli immobili pubblici destinabili ad uso residenziale, il recupero e la riconversione degli edifici vuoti e l’uso degli strumenti di requisizione nei casi di necessità pubblica.

Chiediamo che si riconosca ufficialmente l’emergenza abitativa e che si metta il diritto alla casa prima del profitto, costruendo politiche che rispondano ai bisogni di famiglie, giovani, anziani e lavoratori, non alle logiche del mercato immobiliare.

Invitiamo tutte e tutti a firmare la petizione e a mobilitarsi con noi.

Giù le mani dalla FlotillaBasta complicità con Israele Blocchiamo tutto!Oggi a Grosseto ore 18.30 Piazza Dante
30/04/2026

Giù le mani dalla Flotilla
Basta complicità con Israele
Blocchiamo tutto!
Oggi a Grosseto ore 18.30 Piazza Dante

PER ADERIRE A POTERE AL POPOLO HAI TEMPO FINO AL 31 DICEMBRE!Manca poco! Tra due settimane chiude la campagna adesioni 2...
17/12/2025

PER ADERIRE A POTERE AL POPOLO HAI TEMPO FINO AL 31 DICEMBRE!

Manca poco! Tra due settimane chiude la campagna adesioni 2025.

Aderire a Potere al popolo costa pochissimo: 15 euro, un caffè al mese.
Aderendo potrai entrare a far parte della nostra comunità, partecipare a una assemblea territoriale o a un gruppo di base, entrare in una delle nostre case del popolo e fare mutualismo, diffondere il nostro programma, partecipare all'elezione del nuovo Coordinamento nazionale di Potere al popolo! che si terrà a febbraio, o semplicemente sostenerci.

Mentre si finanziano guerra e genocidio, mentre ci viene proposto di rinunciare a salari, pensioni, ambiente e salute, servizi pubblici, in nome di una inesistente minaccia esterna e di un ancora più inesistente ritorno economico, le nostre vite peggiorano.

Non è tempo di stare fermi.

Organizzati con noi. Cambiamo tutto.

Potere al Popolo

🔴DEPOSITATO AL TAR IL RICORSO SULLE REGIONALIIl 18 febbraio ci sarà l’udienza davanti al Tar della Toscana per il ricors...
05/12/2025

🔴DEPOSITATO AL TAR IL RICORSO SULLE REGIONALI
Il 18 febbraio ci sarà l’udienza davanti al Tar della Toscana per il ricorso di Toscana Rossa a seguito delle Regionali dello scorso ottobre.

La nostra lista, alternativa ai gangli di potere di Destra e Centrosinistra, è rimasta fuori dal Consiglio regionale. Questo accade nonostante Antonella Bundu, la nostra candidata presidente, abbia ottenuto il 5,2% dei voti, poiché la nostra lista Toscana Rossa ha ottenuto “solo” il 4,5% e non il 5% necessario per superare la soglia di sbarramento (è sulle liste infatti che si calcola la percentuale per superare o meno la soglia)

Migliaia di elettori hanno espresso un’indicazione di voto chiara, mettendo una X su Antonella Bundu, chiedendo chiaramente che entrasse in Consiglio Regionale, nonostante la mancata indicazione per la lista. Indicazione che peraltro è inequivocabile anche quando non esplicitata, dato che solo Toscana Rossa ha sostenuto Bundu, in campagna e sulla scheda elettorale

Il 18 febbraio insomma, verrà deciso se una forza che nella nostra Regione ha preso 72.000 voti, più della Lega e dei 5S(che però hanno eletto), avrà diritto a entrare in Consiglio oppure no.

Ad ogni modo, questa legge elettorale va cambiata: imporre una soglia di sbarramento del 5% è chiaramente in contrasto con la richiesta costituzionale di una vera proporzionalità della rappresentanza, una barriera edificata con l’unico scopo di mantenere al potere chi già lo detiene.

L’esperienza di Toscana Rossa rimarca in ogni caso la presenza di sempre più persone che chiedono una rappresentanza indipendente dalle dinamiche di potere della Destra e del Campo largo; noi come Potere al Popolo continueremo come sempre il nostro lavoro quotidiano, a partire dai territori e dalle realtà locali, costruendo dal basso un’alternativa reale al partito unico del cemento, della guerra e della precarietà, continuando a lavorare per costruire un blocco politico e sociale indipendente verso il 2027. Per cambiare tutto, ovunque.

Mentre Trump chiude illegalmente lo spazio aereo venezuelano e prepara una nuova aggressione, gli USA continuano la loro...
01/12/2025

Mentre Trump chiude illegalmente lo spazio aereo venezuelano e prepara una nuova aggressione, gli USA continuano la loro offensiva globale: guerre in Medio Oriente, sostegno al genocidio in Palestina, interferenze ovunque loro convenga.

Il Venezuela, già soffocato da un embargo criminale come Cuba, viene assediato non per “democrazia” o “diritti umani”, ma per il petrolio che fa gola all’imperialismo USA — con la complicità di un’opposizione interna golpista guidata da Maria Corina Machado.

E il nostro governo “sovranista”?
L’opposizione “democratica”?
Silenzio. O peggio: accondiscendenza.

La nostra parte è con il popolo venezuelano e con il suo legittimo governo.
No pasaran.

01/12/2025
Il 28 novembre incrociamo le braccia e fermiamo tutto con lo sciopero generaleIl 29 novembre manifestazione nazionale a ...
27/11/2025

Il 28 novembre incrociamo le braccia e fermiamo tutto con lo sciopero generale
Il 29 novembre manifestazione nazionale a Roma. Il 28 novembre incrociamo le braccia e fermiamo tutto con lo sciopero generale
Il 29 novembre manifestazione nazionale a Roma.
👉Comunicato nelle storie e sul sito
👉per adesioni: [email protected]

🔴No alla finanziaria di guerra, dimissioni del governo Meloni complice del genocidio in Palestina
🔴Rottura di ogni rapporto diplomatico, economico, accademico, militare con Israele. Chiediamo l’immediato embargo militare e il disinvestimento da ogni azienda complice del genocidio, dell’occupazione e dell’apartheid
🔴No al riarmo Nato e no al riarmo europeo: le spese per sanità e istruzione fuori dai vincoli di bilancio. No all’esercito comune europeo e fine dell’invio di armi all’Ucraina
🔴Contro la riforma Valditara e il ddl Gasparri
Chiediamo la liberazione di tutti i detenuti e delle detenute palestinesi a cominciare da Marwan Barguthi, Ahmad Sa’adat e Anan Yaesh prigioniero palestinese in Italia
🔴Per l’uscita dell’Italia dalla Nato
Contro l’aggressione imperialista al Venezuela
Fine del genocidio in Sudan e dei massacri in Congo
🔴2000 euro salario minimo mensile. Giù le armi, sui salari.
Reintroduzione della scala mobile
32 ore a parità di salario su 4 giorni lavorativi
In pensione a 62 anni
Nazionalizzazione dei settori industriali strategici
Regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri
Abolizione dell’iva sui beni di prima necessità
Tassazione dei profitti delle banche
Affitti parametrati ai salari e un milione di case popolari
No al decreto sicurezza, no alla repressione delle lotte sociali

Primi firmatari:
-Unione sindacale di Base-Potere al popolo-Movimento studenti palestinesi-Unione democratica arabo palestinese-Comunità palestinese in Italia-Associazione palestinesi in Italia-Calp-Ex Opg-Movimento diritto all’Abitare Roma-Arci Roma-Fronte comunista-Cambiare rotta-Cau-Fronte della gioventù comunista-Osa-Movimento migranti e rifugiati Napoli-Donne contro la guerra e il genocidio-Casa del popolo Mariella Franco Pavia-Centro sociale Intifada-Ecoresistenze-Ecologia politica Napoli-Casa del popolo Silvia Picci Lecce-Spazio Catai Padova-Casa del popolo Estella Torino-Sac-Casa del popolo Marano, Mugnano, Calvizzano-Contropiano-Rete dei Comunisti
👉Comunicato nelle storie e sul sito
👉per adesioni: [email protected]

🔴No alla finanziaria di guerra, dimissioni del governo Meloni complice del genocidio in Palestina
🔴Rottura di ogni rapporto diplomatico, economico, accademico, militare con Israele. Chiediamo l’immediato embargo militare e il disinvestimento da ogni azienda complice del genocidio, dell’occupazione e dell’apartheid
🔴No al riarmo Nato e no al riarmo europeo: le spese per sanità e istruzione fuori dai vincoli di bilancio. No all’esercito comune europeo e fine dell’invio di armi all’Ucraina
🔴Contro la riforma Valditara e il ddl Gasparri
Chiediamo la liberazione di tutti i detenuti e delle detenute palestinesi a cominciare da Marwan Barguthi, Ahmad Sa’adat e Anan Yaesh prigioniero palestinese in Italia
🔴Per l’uscita dell’Italia dalla Nato
Contro l’aggressione imperialista al Venezuela
Fine del genocidio in Sudan e dei massacri in Congo
🔴2000 euro salario minimo mensile. Giù le armi, sui salari.
Reintroduzione della scala mobile
32 ore a parità di salario su 4 giorni lavorativi
In pensione a 62 anni
Nazionalizzazione dei settori industriali strategici
Regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri
Abolizione dell’iva sui beni di prima necessità
Tassazione dei profitti delle banche
Affitti parametrati ai salari e un milione di case popolari
No al decreto sicurezza, no alla repressione delle lotte sociali

Primi firmatari:
-Unione sindacale di Base-Potere al popolo-Movimento studenti palestinesi-Unione democratica arabo palestinese-Comunità palestinese in Italia-Associazione palestinesi in Italia-Calp-Ex Opg-Movimento diritto all’Abitare Roma-Arci Roma-Fronte comunista-Cambiare rotta-Cau-Fronte della gioventù comunista-Osa-Movimento migranti e rifugiati Napoli-Donne contro la guerra e il genocidio-Casa del popolo Mariella Franco Pavia-Centro sociale Intifada-Ecoresistenze-Ecologia politica Napoli-Casa del popolo Silvia Picci Lecce-Spazio Catai Padova-Casa del popolo Estella Torino-Sac-Casa del popolo Marano, Mugnano, Calvizzano-Contropiano-Rete dei Comunisti

BLOCCHIAMO TUTTO. ASSEMBLEA DELLE 100 ASSEMBLEE. ROMA 16 NOVEMBRE, NUOVO TEATRO L'AQUILA ORE 10:00👉Mail per adesioni: as...
29/10/2025

BLOCCHIAMO TUTTO. ASSEMBLEA DELLE 100 ASSEMBLEE. ROMA 16 NOVEMBRE, NUOVO TEATRO L'AQUILA ORE 10:00

👉Mail per adesioni: [email protected]

Mentre in ogni città si vanno organizzando le assemblee operative per decidere come proseguire la mobilitazione contro lo Stato terrorista di Israele e continuano a moltiplicarsi le iniziative di lotta e di boicottaggio per isolare il sionismo e le mille complicità di cui gode anche nel nostro Paese, è ora di realizzare un primo grande momento di confronto tra tutte le realtà che hanno dato vita allo straordinario movimento che si è manifestato attorno alla parola d’ordine “blocchiamo tutto”.

Che la tregua voluta da Trump rappresenti una boccata d’ossigeno per una popolazione martoriata da un genocidio, che solo il governo Meloni si ostina a negare, è un dato oggettivo almeno quanto il suo carattere discriminatorio e coloniale nei confronti del popolo palestinese. Non è in discussione, quindi, la necessità di continuare a lottare per la libertà della Palestina e per il pieno riconoscimento di tutti i diritti del popolo a cui quella terra appartiene.

Ciò che va discusso, invece, è come continuare la lotta e come dare a questo movimento la capacità di allargare lo sguardo e quindi l’iniziativa a quei temi che le piazze hanno richiamato, primo fra tutti la corsa al riarmo e le sue inevitabili ricadute di natura economica, culturale e repressiva.

Lo smascheramento della vera natura di Israele ha messo in evidenza non solo la complicità del governo italiano ma anche perchè un’intero sistema politico ed economico senta la necessità di continuare a sostenere uno Stato genocida. Gli intrecci economici e militari con Tel Aviv ci raccontano di una relazione funzionale alle scelte di riarmo che sono in corso in tutto l’Occidente e, in particolare, nei paesi dell’Unione Europea. Gli investimenti supermiliardari programmati dalla Ue per i prossimi dieci anni costituiscono l’asse fondamentale di una politica bellicista che è destinata a trascinare tutto il continente verso un futuro da incubo. E il sostegno ad Israele è la conferma che questo indirizzo è la linea maestra alla quale ci vogliono piegare.

La linea di riarmo ipoteca il nostro futuro e conforma tutto, dall’industria alla scuola, dalla ricerca ai media, dalle libertà ai servizi, alla logica della guerra. Non vogliono solo comprare e costruire nuove armi, vogliono militarizzare e irregimentare tutta la società. E’ in atto un processo complessivo di riorganizzazione delle nostre vite, autoritario, soffocante, liberticida.

Il movimento che ha realizzato innumerevoli mobiltazioni e due grandi scioperi generali ha dimostrato di possedere una forza gigantesca. E, soprattutto, ha dimostrato di non voler rimanere imbrigliato da quelle forze, salite sul carro all’ultimo minuto, che non hanno mai espresso parole chiare nè su Israele nè contro le politiche di riarmo. Ora questo movimento, però, deve riuscire ad operare un salto in avanti, facendo esprimere tutta la forza che ha saputo mettere in campo su un terreno molto più ampio di questioni. Tornare a praticare il “blocchiamo tutto” per cominciare a cambiare davvero.

Proponiamo di vederci a Roma domenica 16 novembre al Nuovo Teatro l’Aquila dalle ore 10:00.

-Potere al popolo
-Usb
Calp
-Ex opg
-Movimento diritto all abitare roma
-Arci roma
-Cambiare rotta
-Cau
-Osa
-Movimento migranti e rifugiati napoli
-Donne contro la guerra e genocidio
-Casa del popolo mariella franco Pavia
-Centro sociale Intifada
-Ecoresistenze
-ecologia politica Napoli
-Casa del popolo Silvia Picci Lecce
-Spazio Catai Padova
-Casa del popolo Estella Torino
-Sac
-Casa del popolo Marano, Mugnano, Calvizzano
-Contropiano
-Rete dei comunisti

Oggi che milioni di persone in tutto il mondo rialzano la testa.Oggi che il sostegno alla Palestina e il ripudio del gen...
23/10/2025

Oggi che milioni di persone in tutto il mondo rialzano la testa.

Oggi che il sostegno alla Palestina e il ripudio del genocidio israeliano mobilitano una massa sempre più vasta, che attorno alla Global Sumud Flotilla si realizza una solidarietà senza precedenti che vede in prima linea i lavoratori dei porti.

Oggi che scioperare, manifestare, bloccare, diventano di nuovo pratiche per migliaia di lavoratrici e lavoratori, per cittadini a cui è stato raccontato che “tanto non serve a nulla”.

Oggi che una nuova generazione prende consapevolezza dei rischi globali, della catastrofe ecologica, delle guerre, dello sfruttamento – ma anche delle potenzialità dello sviluppo, della forza della cooperazione sociale…

Oggi che si fa avanti il bisogno e il desiderio di ribellarsi, non possiamo permettere che questi movimenti siano sconfitti o assorbiti dal sistema. Dobbiamo svilupparli e costruire una vera alternativa.

Negli ultimi trent’anni in Europa abbiamo visto allargarsi la separazione tra popolo e istituzioni. Governi di destra e di centrosinistra hanno applicato sostanzialmente la stessa politica economica: privatizzazioni, austerità di bilancio, smantellamento dei diritti del lavoro e dello stato sociale, contenimento salariale, attacco alle pensioni, priorità assoluta al mercato e ai profitti delle imprese.

Hanno portato avanti la stessa politica migratoria, erigendo una fortezza intorno all’Europa, finanziando Libia e Turchia, lasciando i migranti morire in mare, rinchiudendoli in veri e propri lager, ricattandoli sui documenti per sfruttarli meglio, deportandoli.

Destra e centrosinistra hanno realizzato la stessa politica sociale, tagliando su istruzione, sanità, ricerca, edilizia pubblica. E hanno poi represso le manifestazioni popolari, restringendo ovunque gli spazi di democrazia e partecipazione… Il risultato è stata la passivizzazione della popolazione e il ritorno sulla scena, a 80 anni dalla sconfitta del nazifascismo, dell’estrema destra in Europa.

In Italia abbiamo visto tutto questo e anche di più, perché le politiche neoliberiste sono state imposte in maniera ancor più forte. I principali sindacati CGIL, CISL, UIL hanno accettato le ragioni del mercato e si sono resi sostanzialmente complici tramite la concertazione e il moderatismo, arrivando all’attiva collaborazione, come nel caso della dirigenza CISL direttamente cooptata nel governo… Con il risultato che nel nostro paese i salari – caso unico in Europa – in trent’anni hanno perso potere d’acquisto, le tutele per i giovani sono minori che altrove, dilagano il lavoro nero, gli stage, gli apprendistati, spingendo centinaia di migliaia di italiani a emigrare.

In questa confusione, in questa guerra tra poveri, in questa stanchezza, il governo Meloni è arrivato per fare quello che sempre fa la destra: comprimere ulteriormente i diritti delle classi popolari, dare più soldi ai ricchi, additare falsi nemici che distolgano l’attenzione. Al di là di qualche dichiarazione populista, Meloni ha continuato la stessa politica anti-popolare di Draghi e Von der Leyen per accreditarsi presso le élite occidentali e sperare di ricevere qualche briciola.

Ma le cose stanno cambiando. Nel permanere della globalizzazione la frammentazione del mercato mondiale sta determinando l’emergere di un mondo nuovo, più complesso, in cui ex stati colonizzati o battuti, provano a mediare i propri interessi, spesso in competizione, tramite strumenti come i BRICS e, cresciuti in ricchezza e potere, cercano di rinegoziare l’ordine mondiale a loro favore. Questo determina una feroce risposta da parte dell’imperialismo a guida USA: interventi militari, economia di guerra, riarmo. E nello scontro torna addirittura la minaccia nucleare, con Stati Uniti e Russia che posseggono più di 5000 testate nucleari ognuno…

È sempre più evidente che lo sbocco delle politiche liberiste è la guerra, come vediamo in Ucraina, o il genocidio, come vediamo in Palestina, dove Israele ha il sostegno o la connivenza occidentali perché si presenta come il bastione del suprematismo, avamposto di controllo del Medio Oriente. E sempre più persone capiscono che per conquistare la pace bisogna rovesciare il sistema economico, guerrafondaio, anti-democratico dominante oggi nel mondo.

Mettere pressione ai nostri governi dal basso, nelle piazze, nei luoghi della formazione, nei posti di lavoro. Ma allo stesso tempo essere anche capaci di entrare nelle istituzioni e nei media per denunciare cosa accade, bloccarne il “normale” funzionamento, ottenere delle vittorie. Dove questo è accaduto – come in Francia, Spagna, Belgio, America Latina… – alcuni risultati sono arrivati. Dove l’opposizione sociale non ha prodotto anche una forte rappresentanza politica e mediatica, le politiche guerrafondaie e anti-popolari sono proseguite indisturbate.

È questo il problema che si pone anche in Italia. Lo abbiamo visto con il movimento iniziato il 22 settembre con un milione di persone in piazza e che ha attraversato tutta l’Italia fino ad arrivare allo sciopero generale del 3 e all’oceanica manifestazione di Roma del 4: c’è una vasta sensibilità popolare contro il genocidio, le politiche di guerra, il neoliberismo, l’ingiustizia del forte contro il debole.

C’è una grande consapevolezza di cosa non va. C’è ancora un grande odio contro i privilegi piccoli e grandi. Davanti al Governo Meloni che fa la voce forte solo con i deboli ma poi si svende a USA e Israele, davanti alle ambiguità e incoerenze di PD e 5 Stelle, che persino sulla Flotilla non operano per disinnescare il conflitto, entra in difficoltà il sistema e nasce la voglia di qualcosa di nuovo. Che però deve fare i conti con molta sfiducia nella politica. Lo certifica uno studio dell’Istat appena uscito sulla partecipazione politica: milioni di cittadini, soprattutto delle classi popolari, non si informano nemmeno di politica, perché sono convinti di non poter cambiare le cose.

Noi vogliamo combattere questa sfiducia e far apparire in Italia una politica differente. Una politica che dia continuità ai movimenti ed evitare che vengano dispersi dalla repressione o dal riflusso, una politica che sappia interpretare i bisogni popolari, che combatta ferocemente Meloni ma che rifiuti anche un centrosinistra che non è in grado di fare un’opposizione degna, che è compromesso con tutti i poteri, europei, atlantici, fino a quelli di padroni e padroncini sui territori.

Una politica che ripudi la guerra e l’economia di guerra, che rompa con la NATO e lo Stato di Israele, che si batta contro un’Unione Europea sempre più reazionaria e guerrafondaia e che sia per il disarmo e per costruire nuove relazioni internazionali. Una politica di moderno socialismo, in grado di garantire eguaglianza sociale, pianificazione ecologica e giustizia climatica, redistribuzione della ricchezza, diritti e partecipazione alle lavoratrici e ai lavoratori, controllo popolare. Che sappia abolire l’apartheid per i migranti, i sistemi elettorali truccati ripristinando un sistema proporzionale, facendo rispettare le parti più avanzate della nostra Costituzione.

Una politica del genere non è un’utopia. È qualcosa che è già in marcia. Negli ultimi due anni si è andata sempre più stringendo un’alleanza tra settori del mondo studentesco e giovanile, sindacati conflittuali come l’USB, reti ecologiste, case del popolo, centri sociali e comitati locali, mondo della cultura radicale e organizzazioni politiche.

Quest’alleanza è scesa in piazza diverse volte, costruendo grandi cortei nazionali, come quello del 21 giugno contro la NATO o giornate come quella del 22 settembre contro il genocidio, attirando l’attenzione mediatica, e anche l’attenzione degli apparati repressivi che non a caso hanno provato ad infiltrare – cosa senza precedenti – Potere al Popolo.

Ora vogliamo allargare quest’alleanza. Vogliamo farla diventare un blocco sociale e politico che nel 2027 riesca a far entrare nelle istituzioni i soggetti sociali che non sono rappresentati. Persone degne e coraggiose che sappiano fare opposizione e soprattutto la facciano a contatto con chi quotidianamente lotta. Che sappiano rappresentare gli interessi della maggioranza contro la minoranza di privilegiati. Che sappiano far apparire una politica bella, entusiasmante, che sfrutti l’invenzione e la forza popolare per fare dell’Italia un paese più felice e non condannato all’estinzione e alla marginalità.

È il momento di cambiare tutto. Potere al Popolo!

Per discutere di questo è stata convocata una assemblea nazionale a Roma sabato 25 ottobre alle ore 10.30 al cinema Aquila (via L’Aquila)

RISULTATO TOSCANA ROSSA: UN CHIARO MESSAGGIO POPOLARE VERSO LA COSTRUZIONE DEL CAMPO POLITICO E SOCIALE AUTONOMO E INDIP...
14/10/2025

RISULTATO TOSCANA ROSSA: UN CHIARO MESSAGGIO POPOLARE VERSO LA COSTRUZIONE DEL CAMPO POLITICO E SOCIALE AUTONOMO E INDIPENDENTE NEL PAESE!

Queste elezioni mettono una pietra tombale sulla favola del voto utile. La riaffermazione della coalizione di Giani conferma la vittoria del partito unico degli affari, con buona pace delle anime belle che promettono opposizione interna mentre scelgono di allearsi con il sistema di potere del PD in Toscana.

Grazie ad Antonella Bundu, la nostra candidata che con determinazione ha rappresentato la lista, attaccata dai peggiori rigurgiti reazionari che oggi più che mai possono essere combattuti con l'indipendenza politica e sociale dal campo largo, unica donna rispetto a Giani e Tomasi. Un chiaro segnale quello toscano, della possibilità concreta di rappresentare quel popolo sceso in piazza in massa nelle manifestazioni dello sciopero generale di USB e altri sindacati del 22 settembre e del 3 ottobre con cui abbiamo bloccato il paese al fianco della resistenza palestinese, per la Sumud Flotilla e per cambiare il sistema di guerra, complicità con il genocidio israeliano e riarmo voluto dal bipolarismo nel nostro paese.

Ci vediamo il 25 ottobre a Roma per l'assemblea Cambiamo Tutto! Organizziamo l'opposizione sociale e politica nel Paese!



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