03/08/2026
𝐑𝐈𝐒𝐏𝐎𝐒𝐓𝐀 𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝟎𝟑/𝟎𝟖/𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐒𝐀𝐋𝐕𝐀𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐈𝐀 𝐄 𝐃𝐈𝐒𝐒𝐄𝐒𝐓𝐎
Prendiamo atto del documento letto dalla minoranza, ma riteniamo doveroso ristabilire la realtà dei fatti e la corretta ricostruzione giuridico-amministrativa delle procedure in corso, per sgombrare il campo da accuse pretestuose di "inerzia", "omissione" o "tattiche dilatorie".
L'Amministrazione comunale non sta fuggendo dalle proprie responsabilità né sta ignorando la situazione finanziaria dell'Ente. Al contrario, sta agendo nel pieno rispetto delle istituzioni e in costante, formale e coordinato raccordo con la Prefettura di Cosenza.
Ci preme chiarire con estrema fermezza i seguenti punti fondamentali:
1. L'intesa e il raccordo istituzionale con la Prefettura
Contrariamente a quanto paventato dalla minoranza, non vi è alcuna violazione "omissiva" o contravvenzione ai solleciti prefettizi. Di comune accordo con la Prefettura di Cosenza, si è condiviso l'iter procedurale più corretto da seguire. Gli uffici prefettizi sono perfettamente a conoscenza dello stato del procedimento giudiziale contabile e della strategia dell'Ente. Nessuno sta usando la mancata notifica della sentenza come un "pretesto", ma si sta semplicemente applicando il buon senso e il rigore procedurale.
2. La necessità giuridica delle motivazioni delle Sezioni Riunite
È vero che vi è stato un dispositivo di rigetto a maggio 2026 notificato ai nostri legali. Tuttavia, per poter predisporre una deliberazione di Consiglio Comunale solida, incisiva e motivata in punto di diritto per la dichiarazione di dissesto finanziario (art. 244 e 246 TUEL), è tecnicamente e giuridicamente indispensabile acquisire la sentenza motivata delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti.
Dichiarare il dissesto "al buio", senza conoscere le motivazioni di dettaglio del rigetto, impedirebbe all'Organo di Revisione e agli Uffici Finanziari di redigere una relazione istruttoria precisa sull'effettivo perimetro delle masse passive da sottoporre alla procedura straordinaria.
3. Assenza di "dilazioni": Il dissesto sarà dichiarato nei termini
Abbiamo ribadito in aula e messo a verbale con chiarezza – la precisa volontà dell'Amministrazione: non appena verrà depositato e notificato il dispositivo corredato dalle motivazioni delle Sezioni Riunite, il Consiglio Comunale sarà immediatamente convocato per deliberare la dichiarazione di dissesto finanziario entro i termini previsti dalla legge.
La mancata iscrizione all'ordine del giorno dell'approvazione degli equilibri di bilancio (art. 193 TUEL) non è un atto di negligenza, ma la logica conseguenza di un percorso concordato: attestare un falso equilibrio non sarebbe stato corretto, ma delibera un riequilibrio impossibile prima di formalizzare il dissesto sulla base delle motivazioni della Corte sarebbe stato un atto amministrativamente zoppo e proceduralmente scorretto.
Respingiamo al mittente ogni illazione circa presunte responsabilità personali, dolose o colpose, avanzate dalla minoranza al solo fine di sollevare un polverone politico 𝐬𝐮 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭à 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 che questa Amministrazione ha cercato di risanare fino all'ultimo grado di giudizio contabile.
𝐋'𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, muovendosi braccio a braccio con la Prefettura, nel pieno rispetto dei ruoli, della legalità contabile e della trasparenza verso i cittadini. Smettetela di strumentalizzare ogni argomento di Consiglio Comunale.
𝐑𝐈𝐒𝐏𝐎𝐒𝐓𝐀 𝐀𝐋 𝐒𝐄𝐂𝐎𝐍𝐃𝐎 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝟎𝟑/𝟎𝟖/𝟐𝟎𝟐𝟔: : 𝐕𝐀𝐑𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐁𝐈𝐋𝐀𝐍𝐂𝐈𝐎
Sul secondo punto (variazione di bilancio), bisogna puntualizzare alcune cose.
Parlare di "privilegio", di "distacco dall'interesse personale" o fare paralleli moralistici con il passato è un'operazione di pura strumentalizzazione politica.
La liquidazione dell'indennità di fine mandato è un atto dovuto, vincolato e tassativo per legge, che non lascia alcun margine di discrezionalità contabile all'Amministrazione o al Consiglio.
Ma poiché si è voluto sollevare il tema dell'etica, dell'esempio e del confronto con le passate amministrazioni, accettiamo il confronto e ci chiediamo dove era l'etica in passato?
Se questo Comune oggi si trova sulla soglia del dissesto finanziario, è proprio a causa della gestione sciagurata di chi ci ha preceduto! Le passate amministrazioni a cui ambiguamente vi riferite non si facevano problemi a caricare sul bilancio dell'Ente – e quindi sulle tasche dei cittadini – rimborsi carburante per l'uso delle proprie autovetture private, scontrini e rimborsi per pranzi e cene di rappresentanza. Bisogna forse interrogarsi perchè il comune è in queste condizioni!
La condotta di questa Amministrazione e del Sindaco:
In questi anni il Sindaco non ha mai fatto gravare un solo centesimo di spesa personale o di rappresentanza sull'Ente. Nessun rimborso carburante, nessun pranzo pagato con i soldi dei cittadini, nessun manifesto di lutto pagato con i soldi dei cittadini. Non solo: la sua indennità è servita per coprire integralmente le spese connesse al suo mandato e per effettuare numerose donazioni personali a sostegno di situazioni di necessità e iniziative locali (che per riservatezza e decoro non vengono elencate, ma che sono ben note nei fatti).
Se l'esempio di "correttezza" che la minoranza intende proporre è il ritorno al passato – dove ci si fingeva morigerati e poi si svuotavano le casse comunali con i rimborsi spese – allora siamo di fronte a una palese ed evincibile malafede.
Il Sindaco e questa Maggioranza hanno servito e continuano a servire la comunità con dignità, trasparenza e spirito di servizio, senza mai speculare sulle casse dell'Ente.
L’ Amministrazione Comunale