Uno spazio di informazione e dialogo tra l’Amministrazione e la comunità. Storia del comune
Ogni ipotesi di lavoro e/o ricostruzione sul toponimo, sulle origini e sulle fasi di sviluppo di Gricignano di Aversa, viene oscurata dalla mancanza di documenti che possano in qualche modo indirizzare lo studioso tuttavia le memorie storiche e sociali del nostro Comune sono ricche e degne di menzione, an
che se un'attenta, accurata ed organica sistemazione richiede un lavoro complesso e difficile. Alla luce di quanto è stato possibile ricercare, gli storici e gli studiosi concordano che Gricignano, ha origini nell'età romana, probabilmente nel periodo imperiale della centuriazione "dell'Ager Campanus". Non bisogna sottovalutare, però, alcuni primitivi insediamenti umani, sparsi nell'ambito del nostro territorio risalenti ad alcuni secoli antecedenti, come testimoniato dalla presenza di utensili di pietre e selci di tombe e di altri oggetti, appartenenti ad alcuni popoli abitatori dell'antica Campania. L'origine del nome può derivare da un toponimo prediale, romano - italico della classe gentilizia, dal nome "Gaecinius", "Graecinium", a cui il senato aveva concesso la protezione e/o il possesso della Centuria. Con la deduzione successiva di coloni per abitare e quindi coltivare i territori, si costituirono i primi nuclei abitativi, che venivano denominati con il nome del "Patronus". A testimonianza di ciò, oltre agli studi di famosi storici e linguisti possiamo addurre validi motivi:
le tracce, ancora visibili, della Centurazione romana presenti nel territorio di Gricignano, urbano ed extraurbano, di cui l'attuale asse Via Larga, Via S. Antonio Abate, Corso Umberto I°, Via Cardoni, costituisce il "Cardo Massimo" e quello di Via Casolla - Via Aversa il "Decumano Massimo", così alle due principali linee perpendicolari che i gromatici tracciavano a determinazione della Centuria, fino a costituire un reticolato di cento aree con altre linee parallele ad esse. Al centro veniva collocato il "Templum", che potrebbe individuarsi nel posto in cui sorge la parrocchia di S. Andrea;
Il ritrovamento nel comune di due lapidi sepolcrali dell'età imperiale (Cossutia e Pupia), attualmente conservate nel cortile dell'ex convento di S. Domenico di Aversa, le quali erano poste quasi certamente ai margini dell'antica strada che collegava la città di Capua e di Atella;
la presenza di numerosi reperti archeologici, quali tombe, anfore, utensili, fittili ed altri oggetti diversi, caratteristici della civiltà latina, di cui si è recentemente occupata la studiosa Bencivenga sulla base di un apposito lavoro di studio della Sovrintendenza regionale. La stessa denominazione (Gricignano) è composta da "Graecinius + Ano" cioè il suffisso latino con il significato di (appartenenza a...), il quale era applicato ai nomi gentilizi per definire la proprietà dei loro beni stabili. La prima vera documentazione storica sul nome, sebbene con diverse varianti linguistiche di trascrizione, come GRICINANI, GRICINNANI, GRAECIGNANI, GAECINIANU (?) ecc... risale ai secoli IX - X grazie alla preziosa opera di raccolta, di documenti da parte di studiosi (in primo luogo L. Muratori). Da tale periodo fino al 1806, anno di emersione della feudalità, Gricigano fu coinvolto in numerosi eventi e vicende feudali. Sullo sviluppo della nostra civiltà ebbe un'influenza notevole il popolo longobardo; ne è testimonianza la presenza del monastero benedettino di S. Vincenzo, collegato all'Abbazia di Montecassino, situato a metà strada tra il nucleo abitativo di Gricignano e Casolla - S. Adiutore, ed il fiume Clanio (gli attuali Regi Lagni) i cui ruderi sono scomparsi solo da qualche anno. L'influenza della città longobarda sulla città di Gricignano è confermata dal culto di S. Michele, il Santo da essi venerato, e dal ritrovamento di una chioccia d'oro con pulcini, simbolo dell'oreficeria dei longobardi , in località S. Vincenzo. Decisive e condizionanti per lo sviluppo del paese sono state, tuttavia, le vicende sociali ed economiche delle città di Atella e di Aversa dopo. Come tutti i Feudi, i casali e le terre nel periodo del basso Medioevo, il casale di Gricignano fu posseduto da numerosi baroni, nobili e borghesi, appartenenti alle famiglie più in vista del Regno (Piscitelli, Caracciolo, Carafa, Miroballo) ecc..., i quali, a diferenza di quanto accadeva nei casali limitrofi, non riuscirono a creare un rapporto "accettabile" con la popolazione dal momento che essi non risultarono dimoranti abituali nel Palazzo Ducale ubicato nell'area dell'attuale casa comunale, né nella Fortezza feudale. Nei secoli XVI e XVII, tra i cittadini gricignanesi cominciò a svilupparsi un'interessante "coscienza democratica e popolare", attestata dalla partecipazione di numerosi concittadini alle pubbliche assemblee locali, appositamente convocate dagli eletti delle università (cioè la rappresentanza della comunità del tempo), per rivendicare alcuni diritti espropriati e gli usi civici. Nel corso del 1700 nacque e si diffuse un movimento contro le prepotenze, gli abusi ed i soprusi del Feudatario di turno, che poi sfociò in una lite giurisdizionale sui cosiddetti "ius proibitivi" (il permesso di aprire bottega, di panificare, di usare il forno ed il mulino, di macerare la canapa ed il lino nei lagni, ecc..., di cui la popolazione si sentiva ingiustamente espropriata. Verso la fine del secolo XVIII, all'università di Gricignano venne aggregato il casale di Casolla - S. Auditore, una volta Regio ed ormai disabitato; in seguito con le leggi dei Napoleonidi, i quali portarono nel Regno di Napoli la ventata di rinnovamento originatasi dagli eventi della rivoluzione francese, il Comune anzi la Comune, la nuova realtà dotata di autonomia locale, venne denominata per alcuni decenni (Gricignano e Casolla, S. Auditore Riuniti). Dagli inizi del secolo XIX gli sforzi dei nostri amministratori e del Consiglio del Decurionato, furono rivolti al rafforzamento delle formr di partecipazione popolare, allo sviluppo del paese ed alla "Liberazione" del nostro Comune da ogni residuo feudale. All'epoca del plebiscito per l'annessione del Regno di Napoli all'Italia unita (1860), i gricignanesi dimostrarono di conservare la fede Borbonica, in quanto solo in pochi esercitarono il diritto di voto, preferendo per lo più l'astensione. Progressivamente iniziarono ad intensificarsi iniziative per l'acquisizione di una coscienza nazionale per l'ammodernamento del paese. Nel 1871, su proposta di deliberazione del Consiglio Comunale, il Ministro degli Interni, concesse la nuova denominazione di "Gricignano di Aversa" voluta, tra l'altro, allo scopo di far uscire il nostro Comune da un palese isolamento e per farlo conoscere meglio, allora, a tutto il popolo italiano. Ulteriori sforzi delle Amministrazioni comunali furono diretti alla costruzione del Cimitero, individuato nell'area dell'ex Parrocchia di S. Auditore, ormai desacralizzata, della nuova sede Municipale e Piazza, sorte sulle vestigia del palazzo e del cortile feudale, come pure alla lotta contro l'analfabetismo, alla realizzazione di alcune importanti opere pubbliche, in primo luogo le strade di collegamento dell'acquedotto Serino per le strade principali del paese, con la preziosa installazione di alcuni fontanili di pietra vulcanica. Con R.D. nel 1928 il Comune di Gricignano prese la sua autonomia e divanne una sezione municipale della città di Aversa (1929 - 1946); riprese la sua autonomia il 1° Settembre 1946, dopo che al referendum istituzionale la maggioranza dei cittadini, come del resto tutti i paesi del Mezzogiorno, aveva preferito la Monarchia. Molti sono stati gli eroi, i martiri ed i soldati di Gricignano sacrificatisi per le sorti della nostra Patria nei conflitti bellici. Dal secondo dopoguerra ad oggi a Gricignano sono state realizzate importanti opere pubbliche riuscendo ad organizzare adeguatamente la nostra comunità e a dotarla dei servizi fondamentali. Dall'antico nucleo storico cresciuto attorno ai quattro slarghi, piazza Chiesa, Torre, Botteghe e Pigne, e circondato fino al secolo XVIII dalle mura medievali. Il Comune si è esteso nelle contrade della Starza Grande, Campodonico, S. Salvatore, Cardone, Madonna dell'olio ed altro. Per quanto riguarda il numero degli abitanti, solo nell'ultimo cinquantennio il nostro comune ha avuto un costante aumento della popolazione fino a raggiungere le attuali 9000 unità circa. Nei secoli 1300 - 1400 si contavano circa 30 famiglie, nel corso del 1700 il numero delle "anime" ascendeva alle 720 - 800 unità, nel 1800 a circa 1500, al censimento del 1901 a 1763 e negli anni della seconda guerra mondiale raggiungeva appena 2500 unità. Oggi ha assunto, ormai, l'aspetto di una "cittadina", che tuttavia deve essere dotata di altri servizi e di altre opere al fine di migliorare la qualità della vita e di contribuire allo sviluppo economico e sociale, in questi anni decisivi per il nuovo millennio. Nelle diverse fasi storiche, all'opera di rappresentanti comunali, si affiancava l'azione spirituale del clero. I cittadini di Gricignano, hanno sempre manifestato una profonda fede religiosa, coltivata sotto la guida dei Sacerdoti e del Parroco. Il culto di S. Auditore, il protettore del casale scomparso, è antichissimo. Addirittura risalirebbe c.a. al V secolo dopo Cristo, quando la persecuzione da parte dei vandali, costrinse alcuni Vescovi a fuggire dall'Africa verso le nostre terre. Il culto del Patrono di Gricignano, S. Andrea Apostolo, si diffuse probabilmente verso il 1200, originatosi dalla presenza di una colonia di amalfitani nella vicina Aversa. La prima citazione della nostra Parrocchia, è del 1324, ma essa è stata completamente trasformata durante i secoli. Testo fornito dal comune di Gricignano di Aversa
a cura del Prof. Gennaro Caiazzo