08/05/2024
Vi segnalo la mia riflessione di oggi per Il Fatto Quotidiano 👇
In questa fase iniziale della campagna elettorale per le europee, la sensazione è che diversi candidati stiano presentandosi per un concorso pubblico e non per un ruolo, il cui momento storico, richiederebbe un grande senso di responsabilità.
Alcuni leader addirittura si candideranno consapevoli che non potranno ricoprire l’incarico per il quale chiederanno i voti. Che credibilità e rispetto per i cittadini rappresenta un tale approccio?
In tal contesto temo che in troppi ignorino la gravità della situazione internazionale e i motivi per cui si è giunti a tale condizione di crisi potenzialmente esplosiva. La percezione è che non ci sia reale consapevolezza che siamo ormai sul baratro della Terza guerra mondiale e sarebbe auspicabile concentrare l’azione politica su come si possano intraprendere percorsi virtuosi che portino alla pace.
L’ordine internazionale unipolare, cristallizzatosi nel 1991 con la dissoluzione dell’Urss, è destinato a una trasformazione. Paesi come la Cina, la Russia, il Brasile, il Sud Africa, l’India anelano un mondo multipolare.
La storia ci ricorda che, quando un ordine geopolitico viene messo in discussione, spesso la conseguenza è la guerra. Lo storico greco Tucidide nel 400 a.c. pronosticò la guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene, dato il timore spartano derivante dalla crescente egemonia ateniese. Questa previsione è stata definita la trappola di Tucidide.
Il professore emerito di Harvard Graham Allison ha analizzato 16 casi storici in cui ci si è trovati in una condizione analoga a quella di oggi, in cui c’è una potenza dominate come gli Stati Uniti e una in ascesa come la Cina. Allison rileva che su 16 casi analizzati per ben 12 volte si è avuto uno scontro militare tra la potenza predominante e quella emergente.
Il problema è che, mentre lo schema comportamentale umano è rimasto pressocché tristemente simile a quello dei tempi della guerra del Peloponneso, oggi le armi sono diventate talmente sofisticate e micidiali che un conflitto tra due super potenze risulterebbe devastante per l’intera umanità.
L’Europa è giunta a un bivio storico. O diventa una vera comunità o è destinata alla dissoluzione. L’Ue deve divenire un soggetto politico forte e indipendente da potenze straniere con una propria politica estera. L’antagonismo tra Cina e Usa è destinato ad aumentare e il Vecchio Continente rischia di essere come un vaso di coccio tra due di ferro.
Per rilanciare il progetto dei padri fondatori di un’Europa dei popoli occorre competenza, coraggio e quella determinazione usata nell’estate del 2020 per far approvare i fondi di quel Pnrr che l’attuale governo è persino incapace di utilizzare.
( Grazie per la lettura e la condivisione)
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