24/09/2022
Bravo Stefano!
🗳Il mio voto domenica prossima è per il M5S guidato da Giuseppe Conte.
🔴È una scelta meditata e motivata, ma dolorosa perchè, per la prima volta in quasi 4 decadi di presenze alle urne, mi separo dalla filiera originata dal , di cui anche Liberi e Uguali, nel 2018, era in parte e indirettamente derivazione. Scelgo il MoVimento 5 Stelle per una regione essenziale. Per quelli che rappresenta: le sociali, le classi medie spiaggiate, le generazioni più e più intransigenti sulla conversione ecologica integrale. Per quelli che c’erano stasera a Piazza SS Apostoli, più che per i protagonisti del palco.
Certo, le fasce di dissanguato rappresentate dal MoVimento sono minori rispetto al picco delle ultime elezioni politiche. Dopo la fase catch all dalla facile postazione dell’opposizione, la perdita di consenso è inevitabile conseguenza della profilazione della identità, dovuta agli anni di governo nazionale e nei Comuni. Ma il M5S rimane, nell’arco , il soggetto politico di gran lunga più insediato tra le fasce di popolo più in difficoltà. Qui, sta l’unico dato politico per accomunare il a La France Insoumise: le constituency, per usare il termine tecnico di scienza della politica. Il tentativo mediatico di screditare Giuseppe Conte nell’accostamento a Jean-Luc Mélenchon è ridicolo.
La base sociale di riferimento è condizione necessaria ad alimentare risposte giuste: se rappresenti quelli che stanno bene, è piuttosto improbabile che tu abbia come priorità gli interventi per quelli che stanno male. Ti concentri su punti post-materiali. Puoi eticizzare tutti i conflitti (dalla , alle tasse, dal , all’immigrazione), tanto non pagano i tuoi. Insomma, la sinistra ufficiale è un lusso che le periferie sociali non possono permettersi.
Certo, la condizione sociale dei rappresentati non è condizione sufficiente per definirti, altrimenti, in ossequio ad un determinismo economicistico, potremmo orientarci a destra, ancora più forte del M5S fuori dalle Ztl. Per scegliere da che parte stare, è quindi decisivo analizzare anche quello che si fa, perchè oramai dovrebbe essere chiaro: non si è sinistra per rendita da gloriosa eredità o per roboanti propositi scritti e declamati.
🗣In ragione del principio enunciato da uno dei maggiori filosofi contemporanei, Forrest Gump, “sinistra è chi sinistra fa”. Il M5S ha fatto cose di sinistra, anche quando ha governato con la destra. Elenco soltanto i titoli: nel Governo Conte I, il Reddito di Cittadinanza, strumento di contrasto alla e “salario di riserva” per resistere al ricatto del povero; il Decreto Dignità, la prima misura in controtendenza dopo quasi 30 anni di precarizzazione del lavoro, attuata attraverso l’introduzione di specifiche causali per disboscare la giungla dei contratti a tempo determinato.
Poi, nel Governo Conte II, “l’europeismo consapevole”, sostenuto soltanto da alcuni di noi di LeU, nella resistenza all’imposizione del Mes; il blocco dei licenziamenti durante la fase più acuta della , unico Stato a realizzarlo, seguito per un breve periodo dalla Spagna; la coerenza sulle politiche per la conversione ambientale, in particolare nella destinazione degli incentivi per la rottamazione delle auto e sul ciclo dei rifiuti a Roma; “l’atlantismo adulto” nello smarcamento dalla linea “più armi a , più sanzioni a Mosca” e nell’insistenza sul negoziato per promuovere la pace, senza alcuna ambiguità sulla responsabilità di Putin nell’ingiustificabile aggressione all’Ucraina.
👉 Certo, vi sono stati anche provvedimenti inaccettabili nei governi presieduti da Giuseppe Conte, in particolare i famigerati “Decreti sicurezza” concessi alla Lega di Matteo Salvini. Certo, permangono ambiguità sul riconoscimento della funzione insostituibile delle rappresentanze sociali e dei “corpi intermedi”. Quindi, nessuna aspettativa salvifica. Nessuna cambiale in bianco. Ma il cammino intrapreso dal M5S, al prezzo di perdite consistenti in termini di parlamentari e consenso elettorale rispetto a 5 anni fa, è chiaro. Il programma è condivisibile e le candidature selezionate sono di qualità.
🖋️Oltre che meditata e motivata, la scelta “eretica” del mio è dolorosa perchè continuo a sentire un legame profondo con la comunità della sinistra ufficiale e, in particolare, con la comunità del Partito Democratico , nonostante la traumatica separazione imposta nel 2015 dal Jobs Act e dalla “Buona scuola”. È una comunità dove militano nei circoli, anche nei luoghi più impervi, nelle feste de L’Unità, nel volontariato elettorale, compagne e compagni, amiche e amici straordinari per passione e intelligenza politica disinteressata. Sono la migliore “società civile”. Ma la Politica è educazione sentimentale, Rossana Rossanda ha rimarcato nella sua autobiografia.
👥Dopo le elezioni, lavoreremo insieme a tante donne e uomini provenienti dai percorsi della sinistra sociale e ambientalista, con autonomia, per realizzare una relazione politica strutturata con il M5S. L’obiettivo è la ricostruzione, su solide fondamenta di cultura politica, dell’Alleanza progressista, sciaguramente interrotta da chi ha eretto il Governo a discriminante politica. Insomma, il 25 Settembre è un passaggio di fase. Per quanto il futuro possa essere gravido di pericoli da destra, domenica prossima è un’alba, non un tramonto, per chi vuole fare “il mestiere della Sinistra nel ritorno della Politica”.