15/09/2026
Trent’anni fa Umberto Bossi dichiarava l’indipendenza e la sovranità della Padania, in una manifestazione simbolica che segnò la storia della Lega Nord e non solo. Oggi quella suggestione non è scomparsa, ma si aggiorna in nuove battaglie e nuove esigenze, che la Lega deve continuare a sostenere con forza.
Quando vedo il percorso dell’autonomia differenziata a un passo dal traguardo. Quando vedo i rappresentanti delle Regioni settentrionali incontrarsi per presentarsi con una voce unitaria a Roma e Bruxelles. Quando sento i leader di Scozia, Galles e Irlanda del Nord invocare il diritto all’autodeterminazione rispetto al centralismo di Londra. Allora penso che la strada che abbiamo segnato, talvolta con qualche eccesso ma con i giusti presupposti, merita di essere portata avanti. E a farlo può essere solo la Lega, forte dell’eredità di Umberto Bossi e Roberto Maroni, della guida di Matteo Salvini e del contributo di tanti validi governatori, dirigenti e amministratori.
La “questione settentrionale” per noi non è in contrapposizione a quella meridionale. È la rivendicazione di chi crede che tutti i territori abbiano la forza, le competenze e il diritto di determinare il proprio futuro. È la voce di chi chiede allo Stato sicurezza, investimenti e semplificazioni, non immigrazione indiscriminata, sussidi ai fannulloni e ostacoli a chi fa impresa e dà lavoro. È l’orgoglio di chi vuole costruire un’Europa dei popoli, che sappia difendere i nostri prodotti e i nostri confini.
In questo senso, le idee che animavano la manifestazione di Venezia il 15 settembre 1996 torneranno a Pontida domenica prossima. C’è un filo verde che continueremo a seguire.