Si Cobas Genova

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29/05/2026

Anche da Genova presenti sotto la Prefettura di Alessandria! Contro le guerre del capitale, sciopero generale! โœŠ๐Ÿ”ฅ

๐Ÿ”ฅ๐Ÿ”ฅ 29 MAGGIO, SCIOPERO GENERALE! ORE 10.30 TUTTI SOTTO LA PREFETTURA DI ALESSANDRIA! ๐Ÿš PULLMAN IN PARTENZA DA GENOVA!Il ...
28/05/2026

๐Ÿ”ฅ๐Ÿ”ฅ 29 MAGGIO, SCIOPERO GENERALE! ORE 10.30 TUTTI SOTTO LA PREFETTURA DI ALESSANDRIA! ๐Ÿš PULLMAN IN PARTENZA DA GENOVA!

Il S.I. Cobas, assieme alle principali sigle del sindacalismo di base, ha proclamato per il 29 maggio lo sciopero generale nazionale di tutti i settori di lavoro, pubblici e privati.

Uno sciopero non solo giusto, ma indispensabile, di fronte allโ€™attacco sempre piรน pesante che padroni e governo stanno portando a tutti i lavoratori.

Ormai da tempo i salari dei lavoratori e delle lavoratrici non bastano piรน ad arrivare a fine mese, i prezzi del cibo, della benzina, dei principali generi di consumo crescono di giorno in giorno, alimentati dalla guerra in Medio Oriente, dai dazi, dalla crisi generale che investe il sistema capitalistico e accende lo scontro fra tutti gli Stati.

Il governo Meloni, la Confindustria, il grande capitale nostrano sono in prima fila in questo scontro per ritagliarsi la loro fetta di torta. Ma i loro profitti non sono altro che lโ€™altra faccia dello sfruttamento sui posti di lavoro, dellโ€™aumento degli orari di lavoro, del taglio dei nostri diritti, a cominciare dal piรน importante di tutti: il diritto di sciopero.

La delibera della Commissione di Garanzia sugli scioperi, per sottoporre tutto il settore della logistica ai vincoli che giร  investono i servizi essenziali, ha infatti lโ€™obiettivo di azzerare il conflitto e l'agibilitร  sindacale in un settore che ha saputo conquistare con la lotta aumenti di salario e migliori condizioni di lavoro e si รจ rivelato punto di riferimento centrale per lโ€™opposizione alla guerra e alla complicitร  del governo italiano nel genocidio del popolo palestinese.

Senza una forte risposta di tutti i settori di lavoro, non ci potrร  essere nessun argine alle pretese dei padroni e del governo.

La sempre piรบ larga imposizione di una vera e propria "economia di guerra", i cui costi pagano i proletari, non fa altro che dirottare una montagna di miliardi dalla sanitร  pubblica, dai trasporti, dallโ€™edilizia popolare, dallโ€™istruzione, verso il riarmo, verso la preparazione delle guerre future, verso la militarizzazione della vita sociale.

Contemporaneamente, la maggioranza di governo, senza incontrare alcuna vera opposizione, procede come un rullo compressore per varare decreti sicurezza contro le lotte operaie, sociali, per la casa, ripristinando il fermo di polizia, coordinando lโ€™azione di Prefetture e Questure nel comminare fogli di via e multe, fomentando il razzismo contro gli immigrati; mentre lo stesso governo continua, anche in questi giorni, a balbettare vergognosamente rispetto il sequestro e le torture di cui il regime sionista di Israele si รจ reso protagonista nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla, rendendo ancora piรบ evidenti le pratiche colonialiste che il popolo palestinese subisce quotidianamente, dentro e fuori quella che ancora qualcuno ha il coraggio di definire "l'unica democrazia del medioriente"!

L'aumento dello sfruttamento nei posti di lavoro, della precarietร  sociale, dell'inflazione crescente non sono quindi altro che lโ€™altra faccia dellโ€™azione del governo sul piano internazionale, della sua complicitร  col genocidio del popolo palestinese, del riarmo, del sempre maggiore predominio dellโ€™industria bellica.

I lavoratori e le lavoratrici possono difendersi efficacemente solo tenendo insieme questi due livelli, avendo consapevolezza che la mano che sfrutta รจ la stessa che bombarda e semina morte in tutto il mondo!

Proprio per questo, in occasione della giornata di sciopero generale del 29 Maggio, facciamo appello a tutti i lavoratori e lavoratrici, alle realtรก sociali e politiche del territorio e a tutti i cittadini ad aderire alla giornata di mobilitazione, partecipando al presidio che a partire dalle ore 10.30, si concentrerรก sotto la prefettura di Alessandria, a piazza della Libertร !

๐Ÿ”ฅ CONTRO GUERRE E GENOCIDIO! CONTRO ECONOMIA DI GUERRA E DECRETI SICUREZZA!

๐Ÿ”ฅ PER FORTI AUMENTI SALARIALI, IL RIPRISTINO DELLA SCALA MOBILE, LA DIFESA DELLE PENSIONI, IL DIRITTO ALLA CASA!

๐Ÿ”ฅ PER LA DIFESA DEL DIRITTO DI SCIOPERO E CONTRO LA LEGGE 146/90!

Questo 1 maggio รจ piรน importante che mai scendere in piazza come lavoratori e lavoratrici:-  contro ogni restrizione del...
30/04/2026

Questo 1 maggio รจ piรน importante che mai scendere in piazza come lavoratori e lavoratrici:

- contro ogni restrizione della libertร  di sciopero e contro la legge 146/1990, che con la scusa dei servizi pubblici essenziali ingabbia in numerosi settori l'efficacia dello sciopero, unica arma per difendere le nostre condizioni di vita e di lavoro
- contro i decreti sicurezza del governo Meloni e contro l'economia di guerra che giร  oggi per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici vuol dire salari piรน bassi, orari piรน lunghi, ritmi piรน alti e un clima generale piรน oppressivo e repressivo nei luoghi di lavoro
-contro le guerre imperialiste, che estendono sempre di piรน la loro portata e violenza: dall'aggressione all'Iran e alle popolazioni di tutto il Medio Oriente, a partire dal genocidio palestinese, alla continuazione della guerra in Ucraina, passando per le aggressioni al Venezuela, la lacerazione del Sudan e innumerevoli altri conflitti che ci trascinano lentamente verso una deriva di guerra globale
- contro la precarietร  sempre piรน diffusa, di cui sono protagoniste le agenzie interinali e il sistema degli appalti e subappalti, l'abbattimento dei servizi pubblici di cui usufruiscono per primi lavoratori e lavoratrici in favore delle spese militari, il ricatto dei salari da fame e della disoccupazione senza garanzia salariale
- per forti aumenti di salario che recuperino le mensilitร  p***e con il carovita e la riduzione di orario di lavoro a paritร  di salario per contrastare i licenziamenti dovuti agli aumenti di produttivitร 

Il 1 maggio รจ una giornata di lotta internazionale, uniamoci per migliorare le nostre condizioni!

Si cobas

20/04/2026

Prefettura e Questura di Alessandria non ci fanno paura!

Volevano utilizzare per la prima volta in Italia il decreto sicurezza contro gli scioperi scegliendo una zona periferica di provincia per far passare tutto in sordina: non glielo abbiamo permesso!

In centinaia abbiamo attraversato il centro di Alessandria sabato in solidarietร  ai lavoratori e agli operatori sindacali colpiti da multe e fogli di via!

Toccano uno toccano tutti non รจ solo uno slogan ma la nostra indicazione di lotta.

Se i padroni del distretto logistico di Tortona e Rivalta Scrivia, retroporto di Genova, pensavano di liberarsi del Si Cobas sbagliavano di grosso : noi da qui non ce ne andiamo!!

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO!๐Ÿ“ฃ๐Ÿ“ฃSABATO 18 APRILE TUTTI IN PIAZZA AD ALESSANDRIA CONTRO LA REPRESSIONE ๐ŸšŒ๐Ÿšฉpullman da G...
12/04/2026

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO!๐Ÿ“ฃ๐Ÿ“ฃ
SABATO 18 APRILE TUTTI IN PIAZZA AD ALESSANDRIA
CONTRO LA REPRESSIONE
๐ŸšŒ๐Ÿšฉpullman da Genova
โœ๏ธscrivici per prenotarti!

BASTA DECRETI "SICUREZZA", MULTE E FOGLI DI VIA CONTRO I LAVORATORI IN SCIOPERO

Mentre il settore della logistica cresce senza sosta, con l'apertura di nuovi magazzini e poli logistici in tutta la provincia alessandrina, le istituzioni del territorio, piรน che interrogarsi sulle condizioni di lavoro in questi stabilimenti, sembrano oggi per lo piรน occupate a colpire e reprimere le lotte dei lavoratori che, proprio all'interno di questo settore, si stanno moltiplicando, rivendicando un lavoro stabile e sicuro e in generale migliori condizioni salariali e contrattuali.
Il diffondersi di lotte e scioperi, come il rafforzamento delle organizzazioni del sindacalismo combattivo sul territorio viene vissuto da padroni, prefettura e questura come un vero e proprio pericolo.
Nessuno deve disturbare il manovratore.
Gli investimenti milionari che i principali gruppi multinazionali della logistica stanno effettuando sul territorio non possono essere messi in discussione, tanto meno proprio da quei lavoratori per lo piรน "pezzenti" e magari immigrati, che invece, a dire di qualcuno, dovrebbero lavorare a testa bassa, senza tante storie.
รˆ in questo quadro che s'inserisce il gravissimo attacco repressivo che in questi giorni prefettura e questura di Alessandria stanno muovendo contro lavoratori, attivisti sindacali, solidali che avevano partecipato agli scioperi nelle ultime settimane presso il magazzino Arcese di Tortona, come in quelli della Coop di Serravalle, notificando aperture d'indagini, comminando fogli di via dal comune di Tortona ai sindacalisti del SI Cobas e sanzioni amministrative fino a 10.000 euro per gli organizzatori delle proteste.

Si tratta della prima applicazione sul territorio italiano, in occasione di una vertenza sindacale, del recente, quanto famigerato, decreto "sicurezza" - d.l. 23 del 24 febbraio 2026, peraltro ancora in fase di conversione parlamentare - utilizzato in questa occasione contro uno sciopero di lavoratori, che viene colpito con queste pesanti ammende, perchรฉ avrebbe avuto l'ardire di organizzare un'iniziativa "artatamente non preavvisata, anche al fine di cagionare un elevato danno economico all'azienda indicata e guadagnare un maggior potere negoziale".

Verrebbe da chiedersi: ma che altro dovrebbe fare uno sciopero, se non costruire un'iniziativa di lotta che prenda di sorpresa il padrone, che sia in grado di interrompere realmente l'attivitร  lavorativa e produttiva, che possa costringerlo a sedersi a un tavolo per trattare?

Il messaggio perรฒ dell'attacco repressivo รจ chiaro e tradotto dal linguaggio poliziesco dice: non sono piรน ammessi scioperi veri.
Bisogna colpire queste pratiche di lotta e gli scioperi "non telefonati" che sono l'unica arma in mano ai lavoratori e lavoratrici per difendersi e migliorare le proprie condizioni di vita.
Non siamo certo ingenui e capiamo benissimo che quello che sta succedendo oggi ad Alessandria รจ solo l'anticipazione locale di una stretta repressiva molto piรน larga che sta marciando in tutto il paese che รจ fatta di continue limitazioni all'agibilitร  politica e sindacale di chi lotta, delle persistenti limitazioni al diritto di sciopero, della continua produzione di nuovi pacchetti "sicurezza", dell'ostinata criminalizzazione di tutti i movimenti sociali e di protesta, della militarizzazione della vita politica e sociale.
La feroce repressione che ha colpito il movimento per la Palestina, l'attacco alle realtร  sociali e agli spazi occupati, la continua criminalizzazione di chi lotta, resiste a uno sfratto, si mobilita per l'ambiente, sciopera sul proprio posto di lavoro, il recente tentativo da parte della Commissione di Garanzia, di estendere anche al settore della logistica l'applicazione della l.146/90, che norma le modalitร  di sciopero nei settori dei servizi pubblici ed essenziali, sono tutti elementi che vanno proprio in questa direzione.
La tendenza generale alla guerra, gli interessi dell'imperialismo italiano e del "partito bipartisan della guerra" nel partecipare all'accaparramento di risorse e sfere d'influenza in giro per il mondo, la necessitร  d'imporre una vera e propria economia di guerra di cui tutti noi percepiamo oggi i primi costi, necessitano di un fronte interno pacificato, senza contrasto, senza conflitto, senza scioperi e proteste.

Ed รจ in questo senso che governo, prefetture e questure si muovono e si muoveranno sempre piรน.
A fronte di questo quadro la ripresa piรน complessiva degli scioperi, delle manifestazioni e delle mobilitazioni dei lavoratori, degli studenti, disoccupati, giovani e donne รจ sempre piรน necessaria.
Innanzitutto a partire dal territorio di Alessandria, dove la necessitร  preventiva di fermare le lotte, spinge la repressione a utilizzare fin da subito il nuovo decreto sicurezza, proprio nella fretta di provare a spegnere ogni possibilitร  di allargamento delle lotte, che non solo mettono in discussione lo sfruttamento all'interno di fabbriche e magazzini, ma contrastano nei fatti questa tendenza sempre piรน marcata alla militarizzazione e all'economia di guerra, che impegna sempre piรน risorse per la spesa militare, togliendole ai salari e alle spese sociali, come dimostrato, proprio in questi giorni, dal blocco da parte del governo di 971 milioni di euro, originariamente destinati all'edilizia popolare.

Proprio per questo ci appelliamo a tutte le realtร  sindacali, sociali e politiche del territorio per partecipare e aderire alla manifestazione del 18 aprile che vogliamo costruire insieme a tanti lavoratori e lavoratrici, in risposta all'attacco al diritto di sciopero che la Questura e la Prefettura di Alessandria vorrebbero portare avanti nel silenzio generale.
Il 18 aprile costruiamo un corteo operaio e popolare che attraversi il centro della cittร , sfili proprio sotto quei palazzi che oggi, in complicitร  con gli interessi padronali, mettono in discussione il diritto di sciopero, l'agibilitร  politica e sindacale dei lavoratori e delle organizzazioni del sindacalismo conflittuale.
Facciamo appello ai tanti lavoratori e lavoratrici, agli studenti, ai disoccupati, ai movimenti ecologisti e femministi anche delle altre cittร  d'Italia, con cui abbiamo condiviso tanti momenti di sciopero e di lotta negli scorsi anni, di scendere in piazza il 18 assieme a noi, assieme a quei lavoratori, militanti sindacali e politici oggi colpiti dalla repressione, dalle multe e dai fogli di via!
Difendiamo il diritto di sciopero, con la lotta!
Mobilitiamoci contro lo stato di polizia e l'economia di guerra! Sabato 18 aprile, tutti in piazza ad Alessandria, concentramento ore 15, in Piazza Matteotti!
Il nemico รจ in casa nostra... sono i padroni e i loro governi!

SI Cobas Alessandria e Tortona

11/04/2026

CONTRO LA REPRESSIONE, DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO! SABATO 18 APRILE, TUTTI IN PIAZZA AD ALESSANDRIA!
BASTA DECRETI "SICUREZZA", MULTE E FOGLI DI VIA, CONTRO CHI SCIOPERA!

Mentre il settore della logistica cresce senza sosta, con l'apertura di nuovi magazzini e poli logistici in tutta la provincia alessandrina, le istituzioni del territorio, piรน che interrogarsi sulle condizioni di lavoro in questi stabilimenti, sembrano oggi per lo piรน occupate a colpire e reprimere le lotte dei lavoratori che, proprio all'interno di questo settore, si stanno moltiplicando, rivendicando un lavoro stabile e sicuro e in generale migliori condizioni salariali e contrattuali.

Il diffondersi di lotte e scioperi, come il rafforzamento delle organizzazioni del sindacalismo combattivo sul territorio viene vissuto da padroni, Prefettura e Questura come un vero e proprio pericolo. Nessuno deve disturbare il manovratore. Gli investimenti milionari che i principali gruppi multinazionali della logistica stanno effettuando sul territorio non possono essere messi in discussione, tanto meno proprio da quei lavoratori per lo piรน "pezzenti" e magari immigrati, che invece, a dire di qualcuno, dovrebbero lavorare a testa bassa, senza tante storie.

รˆ in questo quadro che s'inserisce il gravissimo attacco repressivo che in questi giorni Prefetto e Questore di Alessandria stanno muovendo contro lavoratori, attivisti sindacali, solidali che avevano partecipato agli scioperi nelle ultime settimane presso il magazzino Arcese di Tortona, come in quelli della Coop di Serravalle, notificando aperture d'indagini, comminando fogli di via dal comune di Tortona ai sindacalisti del S.I. Cobas e sanzioni amministrative fino a 10.000 euro per gli organizzatori delle proteste.

Si tratta della prima applicazione sul territorio italiano, in occasione di una vertenza sindacale, del recente, quanto famigerato, decreto "sicurezza" - D.L 23 del 24 febbraio 2026, peraltro ancora in fase di conversione parlamentare - utilizzato in questa occasione contro uno sciopero di lavoratori, che viene colpito con queste pesanti ammende, perchรฉ avrebbe avuto l'ardire di organizzare un'iniziativa "artatamente non preavvisata, anche al fine di cagionare un elevato danno economico all'azienda indicata e guadagnare un maggior potere negoziale".

Verrebbe da chiedersi: ma che altro dovrebbe fare uno sciopero, se non costruire un'iniziativa di lotta che prenda di sorpresa il padrone, che sia in grado di interrompere realmente l'attivitร  lavorativa e produttiva, che possa costringerlo a sedersi a un tavolo per trattare?

Il messaggio perรฒ dell'attacco repressivo รจ chiaro e tradotto dal linguaggio poliziesco dice: non sono piรน ammessi scioperi veri. Bisogna colpire queste pratiche di lotta e gli scioperi "non telefonati" che sono l'unica arma in mano ai lavoratori e lavoratrici per difendersi e migliorare le proprie condizioni di vita.

Non siamo certo ingenui e capiamo benissimo che quello che sta succedendo oggi ad Alessandria รจ solo l'anticipazione locale di una stretta repressiva molto piรน larga che sta marciando in tutto il paese che รจ fatta di continue limitazioni all'agibilitร  politica e sindacale di chi lotta, delle persistenti limitazioni al diritto di sciopero, della continua produzione di nuovi pacchetti "sicurezza", dell'ostinata criminalizzazione di tutti i movimenti sociali e di protesta, della militarizzazione della vita politica e sociale.

La feroce repressione che ha colpito il movimento per la Palestina, l'attacco alle realtร  sociali e agli spazi occupati, la continua criminalizzazione di chi lotta, resiste a uno sfratto, si mobilita per l'ambiente, sciopera sul proprio posto di lavoro, il recente tentativo da parte della Commissione di Garanzia, di estendere anche al settore della logistica l'applicazione della l.146/90, che norma le modalitร  di sciopero nei settori dei servizi pubblici ed essenziali, sono tutti elementi che vanno proprio in questa direzione.

La tendenza generale alla guerra, gli interessi dell'imperialismo italiano e del "partito bipartisan della guerra" nel partecipare all'accaparramento di risorse e sfere d'influenza in giro per il mondo, la necessitร  d'imporre una vera e propria economia di guerra di cui tutti noi percepiamo oggi i primi costi, necessitano di un fronte interno pacificato, senza contrasto, senza conflitto, senza scioperi e proteste. Ed รจ in questo senso che governo, prefetture e questure si muovono e si muoveranno sempre piรน.
A fronte di questo quadro la ripresa piรน complessiva degli scioperi, delle manifestazioni e delle mobilitazioni dei lavoratori, degli studenti, disoccupati, giovani e donne รจ sempre piรน necessaria.

Innanzitutto a partire dal territorio di Alessandria, dove la necessitร  preventiva di fermare le lotte, spinge la repressione a utilizzare fin da subito il nuovo decreto sicurezza, proprio nella fretta di provare a spegnere ogni possibilitร  di allargamento delle lotte, che non solo mettono in discussione lo sfruttamento all'interno di fabbriche e magazzini, ma contrastano nei fatti questa tendenza sempre piรน marcata alla militarizzazione e all'economia di guerra, che impegna sempre piรน risorse per la spesa militare, togliendole ai salari e alle spese sociali, come dimostrato, proprio in questi giorni, dal blocco da parte del governo di 971 milioni di euro, originariamente destinati all'edilizia popolare.

Proprio per questo ci appelliamo a tutte le realtร  sindacali, sociali e politiche del territorio per partecipare e aderire alla manifestazione del 18 aprile che vogliamo costruire insieme a tanti lavoratori e lavoratrici, in risposta all'attacco al diritto di sciopero che la Questura e la Prefettura di Alessandria vorrebbero portare avanti nel silenzio generale.

Il 18 aprile costruiamo un corteo operaio e popolare che attraversi il centro della cittร , sfili proprio sotto quei palazzi che oggi, in complicitร  con gli interessi padronali, mettono in discussione il diritto di sciopero, l'agibilitร  politica e sindacale dei lavoratori e delle organizzazioni del sindacalismo conflittuale.
Facciamo appello ai tanti lavoratori e lavoratrici, agli studenti, ai disoccupati, ai movimenti ecologisti e femministi anche delle altre cittร  d'Italia, con cui abbiamo condiviso tanti momenti di sciopero e di lotta negli scorsi anni, di scendere in piazza il 18 assieme a noi, assieme a quei lavoratori, militanti sindacali e politici oggi colpiti dalla repressione, dalle multe e dai fogli di via!

Difendiamo il diritto di sciopero, con la lotta! Mobilitiamoci contro lo stato di polizia e l'economia di guerra! Sabato 18 aprile, tutti in piazza ad Alessandria, concentramento ore 15, in Piazza Matteotti!

Il nemico รจ in casa nostra! Sono i padroni e i loro governi!

09/04/2026

L'attacco nel settore della logistica contro l'agibilitร  a scioperare, l'intensificarsi degli interventi militari per la contesa delle risorse e dell'egemonia globale, la normalizzazione della guerra, la corsa al riarmo e il genocidio in diretta, la precarietร , lo sfruttamento e lo stato di polizia dentro al quale si confinano tutti i tentativi di pacificazione sociale dei segmenti proletari piรน combattivi...

Sono i motivi per cui eravamo davanti alla Commissione di Garanzia degli scioperi a denunciare che l'estensione della Legge 146/90 alla logistica non puรฒ passare.

Grazie agli scioperi abbiamo bloccato tutto e fatto tremare i padroni.

Difendiamo la sola arma che abbiamo per contrastare crisi, sfruttamento e economia di guerra!

06/04/2026

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Lโ€™11 marzo la Commissione di Garanzia ha deliberato che gli scioperi nel settore della logistica dovranno sottostare alla Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali.

Nonostante gli scioperi nella logistica non interessino merci il cui approvvigionamento costituisce un servizio pubblico essenziale, la proclamazione dello sciopero dovrร  rispettare un preavviso di almeno 10 giorni e le procedure di raffreddamento verso lโ€™azienda.

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Questo provvedimento รจ un enorme favore ai padroni della logistica.

Solo gli scioperi hanno permesso ai lavoratori di contrastare le condizioni di sfruttamento, caporalato e salari di fame, a cui i padroni sognano di poter tornare.

Cosรฌ la delibera si inserisce a pieno titolo nel contesto dei 7 decreti sicurezza adottati dal Governo Meloni, decisi a reprimere ogni tipo di lotta che possa mettere in discussione lโ€™economia di guerra e la tendenza alla guerra promossi dalla borghesia nella crescente competizione tra potenze capitaliste.

Non a caso, si attacca un settore che si รจ rivelato un punto di riferimento centrale per lโ€™opposizione alla guerra e alla complicitร  del governo italiano nel genocidio del popolo palestinese.

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Lโ€™11 marzo la Commissione di Garanzia ha deliberato che gli scioperi nel settore della logistica dovranno sottostare alla Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali.

Nonostante gli scioperi nella logistica non interessino merci il cui approvvigionamento costituisce un servizio pubblico essenziale, la proclamazione dello sciopero dovrร  rispettare un preavviso di almeno 10 giorni e le procedure di raffreddamento verso lโ€™azienda.

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Questo provvedimento รจ un enorme favore ai padroni della logistica.

Solo gli scioperi hanno permesso ai lavoratori di contrastare le condizioni di sfruttamento, caporalato e salari di fame, a cui i padroni sognano di poter tornare.

Cosรฌ la delibera si inserisce a pieno titolo nel contesto dei 7 decreti sicurezza adottati dal Governo Meloni, decisi a reprimere ogni tipo di lotta che possa mettere in discussione lโ€™economia di guerra e la tendenza alla guerra promossi dalla borghesia nella crescente competizione tra potenze capitaliste.

Non a caso, si attacca un settore che si รจ rivelato un punto di riferimento centrale per lโ€™opposizione alla guerra e alla complicitร  del governo italiano nel genocidio del popolo palestinese.

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Fermiamo la Commissione di Garanzia e lโ€™attacco generale contro le lotte e il diritto di sciopero!

IL DECRETO SICUREZZA SVELA IL SUO VERO FINE: LA PRIMA APPLICAZIONE IN ITALIA รˆ CONTRO UNO SCIOPERO DI LAVORATORI. RISPON...
03/04/2026

IL DECRETO SICUREZZA SVELA IL SUO VERO FINE: LA PRIMA APPLICAZIONE IN ITALIA รˆ CONTRO UNO SCIOPERO DI LAVORATORI.

RISPONDIAMO UNITI: SABATO 18 APRILE MANIFESTAZIONE AD ALESSANDRIA!

Multe fino a 10 mila euro, fogli di via, aperture indagini: la questura di Alessandria reprime lavoratori e sindacalisti rivelando il vero scopo di queste leggi.

Tutto questo per uno sciopero che si รจ svolto in modo del tutto pacifico e senza problemi in un magazzino di Tortona, per denunciare l'uso spropositato di contratti a tempo determinato e rivendicare la stabilizzazione dei lavoratori.

Rivendichiamo il diritto ad organizzare scioperi senza preavviso, gli unici efficaci per causare danni e conquistare i propri diritti!

Rivendichiamo l'agibilitร  sul territorio per gli operatori sindacali colpiti con 3 anni di foglio di via!

Contro decreti sicurezza, fogli di via e economia di guerra: tutti ad Alessandria sabato 18 aprile!

Se toccano uno, toccano tutti e tutte!

Indirizzo

Via Alla Porta Degli Archi 3/1
Genova
16121

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