18/10/2026
Anche questo è antisemitismo?
"Oh mio dio, si sono presi tutto, non riesco a correre". La voce di Heidi Levine è ancora rotta dallo shock quando cerca di scappare fra gli uliveti, mentre zoppica, sostenuta da alcuni giornalisti. Levine è una fotografa storica del Washington Post e oggi - 16 ottobre - è stata aggredita nei dintorni di Abu Falah, in Cisgiordania, da un gruppo di coloni israeliani che hanno attaccato degli agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive.
La dinamica del pestaggio è stata ripresa da alcuni attivisti internazionali. Nel filmato si vede la reporter - che indossa un giubbotto protettivo con la scritta "Press" in evidenza - bloccata a terra e colpita ripetutamente con calci, pugni e bastonate. I coloni le hanno anche rubato l'attrezzatura fotografica e il cellulare.
"Continuavano a colpirmi, mi avranno colpita cinquanta volte. Sono stata attaccata e spinta a terra. Fortunatamente avevo il mio giubbotto protettivo e il casco altrimenti forse ora non sarei stata qui", ha raccontato Levine da un letto dell'ospedale di Ramallah.
Non è stato un attacco isolato. In Cisgiordania si sono susseguite le violenze dei coloni per tentare, come ogni anno, di impedire ai palestinesi di lavorare negli uliveti bruciando anche degli alberi e alcune automobili. Secondo quanto riportato dalla Mezzaluna rossa, oggi - 16 ottobre - nella zona sono state ferite in tutto sei persone. Oren Ziv, un giornalista che ha assistito all'aggressione in cui è stata colpita Levine, ha raccontato di avere visto, dopo gli scontri, un palestinese con ferite da arma da fuoco.
L'Associazione israeliana della stampa estera ha condannato l'accaduto: "Questo è solo l'ultimo di una serie di violenti attacchi di coloni israeliani contro giornalisti e altri civili nella Cisgiordania occupata - si legge in una nota -. Eppure i nostri ripetuti appelli ad agire per contrastare questa illegalità sono stati ignorati dalle autorità israeliane".