23/09/2026
Ha ancora senso avere a che fare con la Repubblica Islamica d'Iran, nonostante il massacro di migliaia di manifestanti dell'8 e del 9 gennaio e nonostante i pasdaran siano riconosciuti un'organizzione terroristica?
On. Tajani, da europeista e vicepresidente del Partito Popolare Europeo (PPE), non sarebbe meglio attenersi alla linea europea di non normalizzazione delle relazioni con la Repubblica Islamica d'Iran, come invita la risoluzione del Parlamento Europeo, votata proprio dal PPE?
La risoluzione recita infatti: "qualsiasi normalizzazione delle relazioni con l’Iran potrà avvenire solo dopo il rilascio incondizionato dei prigionieri politici e progressi concreti verso la democrazia e lo Stato di diritto".
Non ci sono i presupposti per il dialogo...
I prigionieri politici sono constantemente giustiziati, dopo processi sommari privi di garanzie legali o senza preavviso per le famiglie.
I progressi concreti verso la democrazia e lo Stato di diritto non sono contemplati nel modello decennale di repressione sistematica del regime iraniano, che colpisce in particolare donne, attivisti per i diritti umani e dissidenti politici.
Parlare degli stretti di Hormuz e di Bab el-Mandeb, del Libano e dello Yemen, andrebbe come minimo in secondo piano.
Non è solo una questione di principî, ma anche per non trovarsi in futuro a dipendere economicamente da partner energetici inaffidabili.