19/05/2020
Il nostro Paese non può ripartire senza investire sul trasporto pubblico locale e la mobilità urbana, sul trasporto ferroviario, aereo e marittimo. Sul sistema dei porti e, più in generale, sul vasto comparto delle infrastrutture che necessitavano urgentemente di interventi diretti e ritagliati.
Dei 120 milioni di euro stanziati per la diffusione delle forme di mobilità alternativa nelle città, accompagnati da modifiche al codice della strada per agevolare la circolazione dei mezzi su apposite corsie ciclabili, abbiamo già parlato in questi giorni. Con il decreto Rilancio abbiamo stanziato diversi fondi per affrontare il tema della riduzione dei fatturati con misure uguali per tutti e più mirate per i settori che con l’epidemia hanno dovuto affrontare addirittura una crescita di costi.
Abbiamo previsto 155 milioni di euro, nel 2020, per coprire le minori entrate registrate dal gestore delle infrastrutture ferroviarie, 130 milioni per la compensazione dei danni subiti dal settore aereo e 20 milioni di euro a sostegno del settore dell’autotrasporto. Ulteriori 50 milioni di euro sono, invece, destinati al rifinanziamento, nel 2020, dei cosiddetti mare bonus e ferro bonus.
Un totale di 302 milioni di euro sono stati previsti per il finanziamento e la realizzazione di alcune opere strategiche. Cresce di 40 milioni, nel 2020, anche il fondo “Salva Opere” per ristorare i crediti verso le aziende interessate da crisi, fallimenti o concordati.
500 milioni di euro sono stati, infine, investiti per potenziare il trasporto pubblico locale.
Questo è il nostro impegno. Perché nessuno resti indietro e perché la costruzione di un’Italia più giusta, semplice e competitiva, non può prescindere dal potenziamento della sua rete di infrastrutture.