19-San Teodoro: Passeggiando per le vie di Genova

19-San Teodoro: Passeggiando per le vie di Genova Genova come era con accenni storici, e il cambiamento del territorio nel tempo nel quartiere di San Teodoro di Genova.

Rassegna delle ville del quartiere di San Teodoro che si sviluppavano principalmente, oltre che nel litorale, lungo le d...
29/11/2021

Rassegna delle ville del quartiere di San Teodoro che si sviluppavano principalmente, oltre che nel litorale, lungo le due uniche vie di valico di un tempo: Salita degli Angeli e Salita San Rocco che nella parte alta diviene salita Granarolo. Altro luogo di concentrazione di ville era quello della dorsale di San Francesco.

LEGENDA1- LE VILLE IN SALITA DEGLI ANGELI civ. 92- " " civ. 273- " " civ.554- " " civ. 59-635-BORZONE-CANEPA Salita degl...
29/11/2021

LEGENDA
1- LE VILLE IN SALITA DEGLI ANGELI civ. 9
2- " " civ. 27
3- " " civ.55
4- " " civ. 59-63
5-BORZONE-CANEPA Salita degli Angeli, 67
6-DE M***A Salita degli Angeli, 83
7-TOMATI-CICALA Salita degli Angeli, 70
8-S. CATTERINA Via delle Mura di Porta Murata, 15
9-BRUZZONE- CALCAGNO V. delle Mura di Porta Murata, 20
10-DI NEGRO-ROSAZZA"Lo Scoglietto" P.zza di Negro, 3
11-DI NEGRO-DURAZZO-BRIGNOLE SALE-NEGRONE. -DEI PRETI DELLA MISSIONE Via di Fassolo, 29
12-IL CASTELLO-SUORE FIGLIE DI S.GIUSEPPE DI RIVALBA Via asilo Garbarino 31
13-CAMBIASO GARIBALDI S. S. Francesco da Paola, 45
14-GIUSEPPINA Via Bologna, 21
15-VIALE- OPERE PARROCCHIALI S. ROCCO S. San Rocco 28
16-(PROPRIETA' IGNOTA) S. San Rocco 36
17-AIROLO-LOMELLINI S. Granarolo 24
17.1-FONTANA S.Gesù e Maria 10 (antico ingresso)
18-COLONNA-CAMBIASO S.Granarolo 15 distrutta
19-BENVENUTO S. Gesù e Maria 29 ?
2O-PARODI S. Gesù e Maria 42
21-"CLOTILDE" S. Granarolo 82
22-CROSA VERGAGNI S. San Rocco 15
23-DORIA"DEL GIGANTE" Via S. Benedetto, 7
24-DORIA "DEL PRINCIPE" con giardini superiori Piazza del Principe 4
25-BRICCO Via San Marino 184 a/b/c
26-SIBILLA S.Chiassaiuola 80/82
27-CAMPODONICO S. Granarolo 91
28-MARCHESI S.Granarolo 118
29-ROCCATAGLIATA S Granarolo 97
VILLE COLLE SAN BENIGNO DEMOLITE
30-PICASSO, già Talacchini, già Bonino
31-BALDOINO
LE ANTICHE CRÉUSE
1.Salita San Rocco; 2.Salita Granarolo; 3.Salita Gesù e Maria; 4.Salita San Francesco da Paola; 5.Salita degli Angeli
6.Antica S. degli Angeli ora scomparsa che arrivava fino alla Porta Murata

7-Via Venezia con a destra i Treuggi originali a cui verrà eliminata, in una ristrutturazione successiva, la parte orizz...
05/11/2021

7-Via Venezia con a destra i Treuggi originali a cui verrà eliminata, in una ristrutturazione successiva, la parte orizzontale a sud e definitivamente demoliti all’inizio degli anni ’60. Foto di Enzo Romano

...5a. Galleria Rifugio AA n°64, da via Bologna a via FerraraTentativo di localizzazione del rifugio antiaereo di via Fe...
12/10/2021

...5a. Galleria Rifugio AA n°64, da via Bologna a via Ferrara
Tentativo di localizzazione del rifugio antiaereo di via Ferrara ormai scomparso. Si è preso in considerazione in primis l'altitudine sul livello del mare, in base alle testimonianze del tempo, appurando che un'entrata era all'altezza del civico di via Bologna 28 quindi di 102mt slm e la lunghezza di 140 mt.

26- 1890 c/a. La zona di salita del Passero vista da nord in rosso tutti palazzi che verranno demoliti; In verde il civ....
16/11/2020

26- 1890 c/a. La zona di salita del Passero vista da nord in rosso tutti palazzi che verranno demoliti; In verde il civ. 8/12 di salita San Francesco da Paola; Segnata in azzurro dovrebbe essere salita del Passero e in giallo vico Sparviero.

Palazzo Gio Carlo Brignole, piazza della Meridiana 2_(1628); via CAIROLI già Strada Nuovissima.PIANO TERRENO: a) Atrio. ...
20/05/2020

Palazzo Gio Carlo Brignole, piazza della Meridiana 2_(1628); via CAIROLI già Strada Nuovissima.
PIANO TERRENO: a) Atrio. Scena di Ottaviano Fregoso che distrugge la fortezza della Briglia intorno alla Lanterna, quando Genova fu posta sotto assedio dalle truppe francesi di Luigi XII, affrescato nel sesto decennio del XIX secolo da Giuseppe Isola e dal decoratore Federico Leopardi

Rassegna delle ville del quartiere di San Teodoro che si sviluppavano principalmente, oltre che nel litorale, lungo le d...
22/02/2020

Rassegna delle ville del quartiere di San Teodoro che si sviluppavano principalmente, oltre che nel litorale, lungo le due uniche vie di valico di un tempo: Salita degli Angeli e Salita San Rocco che nella parte alta diviene salita Granarolo. Altro luogo di concentrazione di ville era quello della dorsale di San Francesco.

24- Comparazione della cartina del Touring Club Italiano del 1916 con un’attuale visione satellitare. 1) Civ.2 di via L....
06/02/2020

24- Comparazione della cartina del Touring Club Italiano del 1916 con un’attuale visione satellitare. 1) Civ.2 di via L. Gagliardi/Pastificio Cassanello già Regia Fabbrica di Tessuti a Maglia (tratteggiato in rosso il cortile con l’antico colonnato) – 2) Scuola G.Carducci (1872) – 3) Oratorio di Santa Maria del Rosario salita San Francesco – 4) In rosso l’attuale salita del Passero – 5) In verde il tratto dell’ex salita del Passero ora smantellata – 6) salita del Passero tuttora esistente – 7) Luogo probabile dove dovrebbero essere stati situati i “treuggi” di s. San Francesco – 8. Villa Doria detta del Gigante; 9- Vico Sparviero(ora scomparso); 10- Via Lazzaro Gagliardo ora via Asilo Garbarino (vedi foto successiva n. 25___ Riga arancione: attuale via L. Gagliardi/La stessa via non ancora tracciata spostata un po’ più a nord per l’allargamento della ferrovia; tratteggiato in rosso l’area che sarà occupata dai binari.

MONASTERO DI SAN BENIGNO DI CAPODIFAROBreve storia del Monastero che per quasi 7 secoli svettò sul colle che divise da s...
29/01/2020

MONASTERO DI SAN BENIGNO DI CAPODIFARO
Breve storia del Monastero che per quasi 7 secoli svettò sul colle che divise da sempre Genova da Sampierdarena. Con l’insediamento dei monaci provenienti dall’abbazia di Fruttuaria di S. Benigno Canavese, e il generoso aiuto di famiglie del posto, la chiesa si trasformò prima in monastero e poi, il secolo seguente, in abbazia. Dopo alterni periodi di splendore e miseria, la struttura tornò fiorente attorno alla fine del 1500, grazie alle famose opere di artisti molto noti ai tempi come Lazzaro Tavarone, pittore genovese specializzato in affreschi.Nel 1633 il complesso venne inglobato nelle “mura nuove”. L’inizio della fine. Nel 1798 i monaci – a causa delle leggi di soppressione della religione emanate dalla repubblica ligure – abbandonarono l’abbazia. La chiesa fu sconsacrata l’anno seguente e rapidamente trasformata in un deposito di munizioni. Pochi anni dopo venne svuotata e i suoi innumerevoli cimeli sparsi o razziati. Nel 1818 sui ruderi dell’edificio vennero piazzate delle bocche da fuoco, a difesa della città. L’evento che segnò la fine dell’abbazia furono i “moti genovesi” avvenuti tra il 5 e l’11 aprile del 1849. L’indipendenza proclamata dalla città sfociò in un violento bombardamento inglese – da mare – e nella rappresaglia del governo sabaudo. I cannoni eretti al posto dell’abbazia vennero rivolti contro gli stessi cittadini, compiendo una vera e propria strage. 450 morti, edifici crollati o in fiamme e la razzia finale operata dall’esercito reale, con episodi di brutale violenza. Questi eventi portarono – su suggerimento del generale La Marmora, lo stesso che aveva dato il via alle trentasei ore di bombardamenti ininterrotti – alla demolizione completa dell’edificio, sostituendolo con la costruzione di due caserme, come monito per prevenire eventuali future idee di rivolta. Le “Caserme S.Benigno”. FONTE: “Genova, il cambiamento di una città. Le demolizioni a S.Benigno.” LINK: https://www.toptaglio.com/2013/03/11/genova-il-cambiamento-di-una-citta-le-demolizioni-a-s-benigno/
BIBLIOGRAFIA:
FONTE: A Mae Zena LINK: http://www.amezena.net/storia-di/storia-di-una-briglia-e-di-un-cavallo/
FONTE: Benigno (colle di San) | Il sito di Ezio Baglini LINK: http://www.sesgenova.it/?page_id=686
FONTE: “LE CARTE DEL MONASTERO DI SAN BENIGNO DI CAPODIFARO” a cura di ANTONELLA ROVERE
FONTE: Archivio di Stato di Genova”
FONTE: “C’era una volta Genova” LINK: http://ceraunavoltagenova.blogspot.com/2015/01/genova-san-benigno.html
FONTE: Il Blog dell’Esca “I MOTI GENOVESI DEL 1849: un episodio dimenticato del Risorgimento italiano”. LINK: https://ilblogdellesca.blogspot.com/2018/10/i-moti-genovesi-del1849-un-episodio.html

Il nodo viario di San BenignoNella zona di San Benigno confluiscono alcune delle principali vie di comunicazione del nod...
26/01/2020

Il nodo viario di San Benigno
Nella zona di San Benigno confluiscono alcune delle principali vie di comunicazione del nodo viario genovese, quali l'autostrada A7 con il casello di Genova Ovest, la strada sopraelevata, oltre ad alcune delle principali strade urbane che collegano i quartieri di Sampierdarena e San Teodoro: via A. Cantore, lungomare G. Canepa, via di Francia e via Milano. Ma fino agli anni 30 del Novecento tutto questo non esisteva. Esisteva la collina che era il punto di incontro-separazione di due qualità di roccia molto diverse, delle quali una si estende a tutto il levante della collina e l’altra a tutto il ponente pressoché sino al torrente. Negli anni 1850, primo a bucare il colle fu il tunnel della ferrovia ed in seguito al moltiplicarsi dei traffici portuali e la necessità di sempre più velocemente smaltire e riempire le stoccature navali si procedette a “bucare” il colle con numerose gallerie (all’inizio fu preferita la ferrovia; col fascismo fu poi dato prevalente impulso ai trasporti su gomma); quindi dapprima una groviera di buchi, poi l’appiattimento del colle. Oggi essendo il colle quasi ormai scomparso, l’ingresso di quelle rimaste segna la posizione di dove era il fianco collinare.

La "BRIGLIA" di san BenignoRe Luigi XII, occupata Genova nell’aprile del 1507, decise di dotarla di una poderosa fortezz...
26/01/2020

La "BRIGLIA" di san Benigno

Re Luigi XII, occupata Genova nell’aprile del 1507, decise di dotarla di una poderosa fortezza che, insieme a quella del Castelletto, gli avrebbe consentito di tenere in scacco la Superba. Osservando infatti il litorale dal Molo vecchio aveva intuito che, posizionandola ai piedi della Lanterna e fornendola di adeguate artiglierie, avrebbe controllato l’accesso al porto e dominato la città. Il Sovrano oltre a sottomissione e fedeltà pretese dalla cittadinanza il favoloso esborso di 40000 scudi necessari per l’erezione del “chateau neuf” da posizionarsi sul promontorio di Capo di Faro. Il progetto iniziale prevedeva una costruzione a pianta quadra di circa 60 passi per lato e l’abbattimento del vecchio Faro. Fortunatamente il Senato genovese, preoccupato per quanto stabilito, donò 200 scudi d’oro al progettista dei lavori, l’ingegner De Spin, affinché rinunciasse allo scellerato proposito di demolizione della Lanterna.

La guarnigione francese, nonostante la carenza di provviste, continuò eroicamente la resistenza ad oltranza. In un primo momento si pensò di minare la “Mouvesine” dalle fondamenta, poi di incendiarla, ma entrambi i tentativi ebbero risultati deludenti

Il comandante del legno francese nel marzo 1513 tentò di ingannare i genovesi issando il vessillo di S. Giorgio. Una volta giunto a tiro di cannone delle quattro galee poste a difesa dell’ingresso del porto, si aprì un varco a colpi di bombarda riuscendo ad attraccare alla Fortezza. Se l’azione avesse avuto esito positivo l’assedio dei genovesi sarebbe stato vanificato; ma grazie al coraggio di due capitani Emanuele Cavallo e Andrea Doria che a bordo della loro nave, sfidarono il fuoco di sbarramento della Briglia e riuscirono ad agganciare l’imbarcazione francese, l’epilogo fu ben diverso. Durante il duro scontro il capitano francese tuffatosi in mare cercando la fuga, venne catturato insieme ad altri 32 marinai e, con essi, imprigionato; sei furono gli impiccati. La nave sequestrata ai nemici fu ancorata nel porticciolo sotto Sarzano. Andrea Doria, rimasto ferito, per il coraggio dimostrato ebbe onori e rinnovati incarichi, Emanuele Cavallo la riconoscenza del Doge e l’esenzione perpetua dalle tasse per sé e per gli eredi.

Il 16 marzo 1514 il presidio francese provato dalla fame e abbandonato dalla madrepatria, finalmente si arrese. II Doge, ordinò nonostante le suppliche francesi di risparmiarla, l’atterramento della Briglia. All’ingente spesa preventivata per l’abbattimento della Fortezza contribuì personalmente in maniera significativa Fregoso stesso. Allo spettacolo della demolizione affidata agli artificieri e ai maestri antelami, assistettero nobili e principi giunti da tutta Italia.

Oltre alla Briglia purtroppo anche la torre del Faro era rimasta gravemente danneggiata e solo nel 1543 i Padri del Comune deliberarono di ripristinarla. La Lanterna venne restaurata utilizzando sia pietre provenienti dalla cava di Carignano, magistralmente lavorate dai “piccapietra” dell’omonimo quartiere, che i resti della Fortezza e, a lavori ultimati, elevata all’attuale altezza di 117 metri dal livello del mare. Venne decorata all’esterno sul prospetto orientale con il fregio del Comune (S. Giorgio e i Grifoni) dipinto dal maestro Evangelista da Milano.

Al suo interno a metà delle scale venne posta la famosa lapide scritta, a celebrazione della definitiva libertà conquistata poi nel 1528 ad opera di Andrea Doria, dal letterato e annalista Jacopo Bonfadio:

“Anno della nascita di Cristo 1543, e quindicesimo della restituita libertà; Pietro Gio Battista Lercari e Luciano Spinola, Padri del Comune, riedificarono questa Torre che i nostri padri avevano costruita e che rimase distrutta nel 1512 dai proiettili, nell’assedio della rocca della Lanterna”. Nel 1626 la Lanterna divenne il fulcro e parte integrante del nuovo progetto delle Mura Nuove terminate nel 1639, l’ultima cinta muraria della città.

Indirizzo

Genova

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Genova come era con accenni storici, e il cambiamento del territorio nel tempo nel quartiere di San Teodoro di Genova.

Questa pagina ha lo scopo di raccogliere molta della documentazione fotografica esistente per ricordare la Zena che non c’è più. Sono state inserite molte immagini e cartoline trovate in rete e nei vari gruppi esistenti su fb e si è cercato di catalogare cronologicamente un materiale che certamente è per così dire a “numero chiuso”, ma senz’altro considerevole, affinchè la consultazione possa essere agevole. Ci è parso inoltre opportuno istituire un raffronto con l'oggi e sottolineare riferimenti culturali di vario tipo (artistici, storici, letterari, cinematografici ecc.) per completare il quadro. Si ringraziano perciò anticipatamente tutti coloro che, animati dal nostro stesso entusiasmo, vorranno contribuire a completare questa raccolta che ha soltanto un fine storico-culturale dettato da un sentimento di amarcord. Tutti i visitatori di questa pagine infatti potranno aggiungere immagini mancanti anche con note storiche esplicative.