10/09/2026
Genazzano, tra sacro e profano, tra passato, presente e…futuro.
Genazzano accoglie Robert, Papa Leone XIV. Che meraviglia Genazzano, i Genazzanesi, i volontari, le associazioni….
Genazzano resiste.
Genazzano resiste a prescindere, a sostenerlo sono più di mille anni di storia, di passioni e di una comunità che, non dandosi per vinta, lunedì era pronta ad accogliere una moltitudine che non è arrivata: qualche anno di immobilismo amministrativo lascia il segno e le voci corrono…
Su quello sperone di tufo e quell’agglomerato urbano, che sembra in perfetto equilibrio con i suoi vicoli, quelli fuori dai cortei ufficiali, quelli dove la gente vive o sopravvive, ci si accorge che l'equilibrio è altro. Lì la vegetazione spontanea è padrona e sotto di essa le strutture portanti mostrano un equilibrio precario ma incredibile. Nelle strade del Centro Storico il manto di sampietrini sprofonda, ma per fortuna i giunti confondono le irregolarità.
Chissà se Robert, sulla papamobile, attraversando il Centro Storico abbia sentito i sobbalzi: dovrà aver pensato fosse una caratteristica della pavimentazione.
Che meraviglia il verde sulla Provinciale, fa da quinta al costone, accompagna lo sguardo degli automobilisti. Della frana di gennaio scorso neanche il ricordo. Del dissesto idrogeologico neanche più un accenno. Ma basta guardare al di là del fosso: Via Nuova sprofonda tra incuria e rovi.
Che meraviglia Piazzale della Pace. Robert non avrà avuto modo di sbirciare Via Garibaldi. Se l'avesse fatto, avrebbe pensato: "Che paese pieno di cantieri". Non può sapere che qui i cantieri aprono, ma non chiudono mai. E dal muretto che costeggia Viale San Vito non avrà potuto sporgersi a vedere lo sconquasso della Valle, che colpo al cuore quel nastro d'asfalto appena posato! Ma il Nuovo Acquedotto "deve" passare, serve acqua.
E poi Piazza Santa Maria, la Piazza del Santuario, il Santuario in tutto il suo splendore. Ci sono cantieri aperti anche lì. Che paese in divenire, che vivacità. Eh sì, un paese vivo. Robert non sa che quella piazza è da anni quasi sempre vuota, - se non fosse per lui... – con il bar di proprietà del Comune chiuso, l'Ostello chiuso, i Servizi Igienici Pubblici chiusi, il Centro Storico invaso dalla vegetazione spontanea tra i sampietrini… Non può bastare neanche una settimana di grande impegno di tutti i cittadini per riparare a un lustro di abbandono.
Che emozione la Santa Messa, l’esaltazione commovente della nostra Signora del Buon Consiglio, definita da Robert nell'omelia “l'intelligenza che dialoga con Dio”, quale alta considerazione della donna e quanto risulta più odiosa la profanazione quotidiana del corpo delle donne dopo le parole di Robert. E la pace invocata, ricercata. E poi l'uscita sul sagrato. Che festa meravigliosa. Genazzano è questo. Era questo.
E quel Colle a est, sullo sfondo del sagrato: Robert non sa che lì avrebbe potuto stagliarsi una “bellissima” Antenna ponte radio. No, qui no, non su questa bellezza. Ma il fabbisogno rimane, urgente. L'antenna cercherà un'altra collocazione, uno spazio dove la modernità non contraddica la memoria del luogo. È il compromesso di un paese che resiste: protegge ciò che vede, accetta ciò che non vede.
Poi la discesa lungo le strade intitolate ai nostri martiri della Resistenza uccisi per la nostra libertà. Robert legge i loro nomi sulle lapidi, vede le corone di fiori, fortunatamente ancora deposte quest'anno, vedremo i prossimi, starà ai genazzanesi difendere quella memoria.
E l'arrivo a Porta Romana, che si staglia fiera. Che meraviglia! Il Monumento alla Resistenza, il Giardino - per la venuta di Robert senza verde infestante - con quel meraviglioso Sarcofago. Avranno detto a Robert che un accidente lo ha ridotto in pezzi pochi giorni fa e che "proprio non si è fatto in tempo a sistemarlo".
E poi Piazza della Repubblica, con l'affaccio sul Rio "delle Amazzoni". La vegetazione regna rigogliosa al di qua e al di là del vecchio Ponticello, sugli argini fin dove il Rio scompare. Ma fino a lì lo sguardo di Robert non arriva. Robert non sa. Robert non sa neanche che all'indomani la tradizionale, centenaria Fiera dell'8 Settembre non si è tenuta perché c'è chi la tradizione la usa a suo uso e consumo. Robert ci benedice, in Piazza della Repubblica, ci dà speranza e noi crediamo sia possibile un mondo migliore, una Genazzano migliore.
E poi è sera, Robert parte per Roma. Tranquilli, dalla Provinciale la Discarica non si vede. Non si vede neanche il nostro bellissimo Cimitero dove un altro cantiere non vede fine e non saranno le “magie elettorali” a far dimenticare la quotidianità di questi anni. Robert non passerà neanche davanti al Ponte dei Picari che presto verrà circondato da pannelli fotovoltaici. No, no!
Tutto quanto accade a Genazzano non è dato sapere ai Genazzanesi, figuriamoci a Robert.
Robert è stato speranza, torna a Roma ma lunedì ha brillato e resta nel cuore, come restano nel cuore i volontari e le forze dell'ordine che ci hanno permesso di accoglierlo.
Robert torna a Roma ma i volontari rimangono nella Valle dello sconquasso, sulle lapidi distrattamente dimenticate, nei vicoli dove la gente sopravvive.
Robert conosce Genazzano, questo è il paese che lo ha accolto prima ancora che diventasse Papa Leone XIV. Robert sa che Genazzano è il panorama, il Santuario, il Castello, il Parco degli Elcini, il Convento di San Pio, la Chiesa di San Nicola, di San Giovanni, di San Paolo, di Santa Croce, di San Giuseppe, di Santa Cristina. È il Ninfeo, è il Piluozzo, è la Puorta con la sua Fontana.
Genazzano è il nostro Paese, sospeso da sempre tra sacro e profano, tra passato e…futuro.
Il presente passa, le persone passano.
Il futuro, invece, lo possiamo ancora costruire insieme ai cittadini, ai comitati, alle associazioni alle forze progressiste.