Domani - Galatina

Domani - Galatina Domani è un'associazione politico-culturale che lavora per Galatina, il suo territorio e soprattutto il suo futuro.

Domani è stata una lista elettorale presente nelle ultime competizioni comunali ed oggi è all'opposizione dell'attuale amministrazione

𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗱 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗔𝘀𝗰𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲: 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶Si è tenuta la settimana scorsa la commissione comunale per l’attribu...
04/05/2026

𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗱 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗔𝘀𝗰𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲: 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶
Si è tenuta la settimana scorsa la commissione comunale per l’attribuzione del premio De Maria per i bienni 2021-22 e 2023-24 ed in quella sede la consigliera comunale di minoranza, 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮, 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗔𝘀𝗰𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲, così come aveva proposto la nostra associazione politico-culturale 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗗𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗶𝗻 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 e che nelle settimane scorse eravamo tornati a caldeggiare.
𝗦𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗠𝗶𝗰𝗲𝗹𝗶, 𝘀𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 e questo non può che farci piacere e farci ritenere che forse siamo ad un punto di svolta. Attendiamo ora i provvedimenti ufficiali ma nel frattempo 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗲 𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗔𝘀𝗰𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 che da decenni ormai riconosce e ricorda i suoi figli migliori.

𝗣𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮
Candidato: Maestro 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗔𝘀𝗰𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲 (1939 – 2015)

𝘗𝘳𝘦𝘮𝘦𝘴𝘴𝘢
Ci sono storie che appartengono ai singoli uomini e storie che, invece, finiscono per coincidere con l’identità di un’intera comunità.
La vita di Andrea Ascalone appartiene a entrambe.
Con la presente si propone ufficialmente il conferimento del Premio De Maria alla sua memoria, quale figura eminente dell’artigianalità galatinese, che ha dedicato l’intera esistenza alla custodia, alla difesa e alla trasmissione del patrimonio gastronomico e culturale della città.
Questa candidatura affonda le sue radici in un episodio che è insieme storia e memoria collettiva. Nel 1745, nel laboratorio della famiglia Ascalone, l’antenato Nicola, per non sprecare ritagli di pasta frolla e crema avanzata, diede forma a un piccolo dolce ovale.
Un gesto semplice, nato dalla necessità.
Eppure, in quella scelta apparentemente marginale si racchiude un principio profondo: trasformare ciò che è umile in qualcosa di duraturo, dare valore a ciò che potrebbe essere scartato. Così nacque il Pasticciotto di Galatina, non come prodotto di lusso, ma come espressione autentica della cultura materiale del territorio.
Andrea Ascalone è stato l’erede diretto di quel gesto. Ma, soprattutto, ne è stato il custode più rigoroso. Fino alla sua scomparsa nel 2015, ha difeso quella ricetta con una coerenza assoluta, resistendo alle mode, alle semplificazioni e alle logiche del mercato.
La sua non è stata un’opera di trasformazione, ma di fedeltà.
Sotto la sua guida, la storica pasticceria di via Vittorio Emanuele ha superato i confini della bottega artigiana, diventando un luogo simbolico di incontro e rappresentanza culturale.
Tra le sue mura, intrise dei profumi della tradizione, Andrea Ascalone ha accolto con indiscutibile signorilità personalità di rilievo nazionale e internazionale: personaggi politici, uomini illustri e di spettacolo.
Quel laboratorio è divenuto, nel tempo, una vera ambasciata culturale di Galatina.
Per comprendere pienamente il valore di Andrea Ascalone, è necessario comprenderne il carattere.
Uomo schivo, ha costruito la propria autorevolezza nel silenzio del lavoro quotidiano. Era noto per un rigore quasi inflessibile: la ricetta non si adattava al cliente, era il cliente ad avvicinarsi alla tradizione.
In un’epoca segnata dalla standardizzazione e dalla ricerca del consenso immediato, Andrea ha scelto la via più difficile: quella della coerenza.
Dietro questa fermezza vi era però un profondo senso di rispetto per la storia familiare, per il prodotto, per la comunità. Ogni pasticciotto non era per lui una semplice preparazione, ma un atto di responsabilità.
È in questa sintesi di rigore, discrezione e dedizione che si riconosce la statura autentica dell’uomo, prima
Il legame tra Andrea Ascalone e il titolo di “Galatina Città del Pasticciotto” è indissolubile.
Se oggi la città può fregiarsi ufficialmente di questa denominazione e del marchio “Pasticciotto di Galatina”, lo si deve in larga parte al suo lavoro di custodia e di resistenza culturale. Andrea Ascalone ha trasformato un dolce in un’istituzione, rendendolo elemento centrale dell’identità collettiva e della promozione del territorio.
Senza la sua dedizione, il pasticciotto sarebbe rimasto una specialità locale; grazie al suo impegno, è diventato un simbolo riconosciuto ben oltre i confini cittadini. A lui va anche il merito di aver formato giovani pasticcieri che ancora riproducono il famoso dolce basandosi sui suoi insegnamenti.

𝘊𝘰𝘯𝘤𝘭𝘶𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦
Assegnare il Premio De Maria alla memoria di Andrea Ascalone significa rendere omaggio non solo a un maestro artigiano, ma a un custode di identità.
Il suo lascito non è soltanto una ricetta, ma una lezione di coerenza, di passione e di rispetto per le proprie radici.
Senza Andrea Ascalone, il pasticciotto sarebbe stato un dolce.
Grazie a lui, è diventato un simbolo.

𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟳: 𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝘂𝘀𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼𝘗𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪𝘯 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘨𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘪 Edoar...
30/04/2026

𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟳: 𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝘂𝘀𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼
𝘗𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪𝘯 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘨𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘪 Edoardo Mauro 𝘰𝘴𝘱𝘪𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘭 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘦 Il Galatino 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘩𝘦 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘦𝘥𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢.

Alcide De Gasperi amava richiamare spesso, nei suoi articoli e interventi istituzionali, una frase di James Freeman Clarke: «Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni».

Lo so, per chi leggerà potrà sembrare la mia ennesima citazione "da scole erte". E detta alla soglia dei trent’anni, mi farà apparire, ancora una volta, come il più giovane anziano di questo circo politico cittadino.

Eppure è proprio da questo monito che, oggi, il dibattito a Galatina deve ripartire. In vista delle amministrative del 2027, la città non ha bisogno di una sequenza di interventi "spot" in cerca di engagement sui social, ma di una prospettiva più ampia, capace di indicare una rotta chiara per i prossimi anni.

In questo contesto emergono tre nodi centrali. Il primo riguarda la maggioranza a guida Vergine che, ad oggi, rappresenta la coalizione più forte in vista delle prossime amministrative, anche e soprattutto per l’assenza di reali competitor. Un modello che in molti ritengono essere ciò che la città merita, ma che non può essere considerato ciò di cui ha davvero bisogno.

Non sorprende che una coalizione nata (ed attualmente in espansione in vista del 2027), con l’obiettivo di occupare ogni spazio politico da destra a sinistra, abbia finito per privilegiare il consenso a tutti i costi rispetto alla qualità della proposta. Una corsa all’aggregazione trasversale, quasi compulsiva, che ha finito per sacrificare la visione d’insieme sul futuro della città. In questi anni hanno prevalso interventi puntuali, certo elettoralmente efficaci, ma privi di un disegno complessivo. Ne è derivato un modello fondato su equilibri interni e personalismi, con un sindaco nel ruolo di punto di tenuta di un sistema che, altrimenti, tenderebbe a frammentarsi. Il più banale dei divide et impera, principio antico quanto la politica stessa.

E i risultati si vedono. Basti pensare all’assenza di un ragionamento strutturato sul piano traffico cittadino. Oppure al dossier di candidatura di Galatina a Capitale della Cultura 2028: un’idea affascinante sul piano narrativo, ma che non è bastata a portare la città tra le finaliste per via di evidenti limiti nella proposta progettuale e nella sostenibilità delle promesse di lungo periodo.
Il secondo nodo riguarda l’alternativa, o forse sarebbe più corretto dire la difficoltà a farla esistere davvero. Anche perché, al netto delle legittime posizioni individuali, ciò che oggi manca è una sintesi tra chi si colloca fuori dall’ampio perimetro costruito intorno alla maggioranza. Il limite, però, è più profondo: una proposta che si definisce semplicemente "contro" qualcuno e che nasce sommando esclusioni difficilmente risulta credibile.

Il tema, allora, non è solo costruire un’alternativa, ma capire quale alternativa.
Perché oggi non basta più la critica, pur legittima. Serve un progetto riconoscibile, capace di partire da priorità condivise e da domande reali. Gli argomenti non mancano: lo sviluppo urbano, la qualità degli spazi pubblici, il lavoro, il sostegno alle imprese, le politiche sociali e le nuove fragilità. Questioni che richiedono studio, ascolto e capacità di sintesi, non slogan né aggregazioni costruite a ridosso delle scadenze elettorali. È su questo piano che si gioca la credibilità di una proposta alternativa. Non nella costruzione di narrazioni funzionali, ma nella capacità di avviare un percorso politico che guardi ai prossimi vent’anni, in cui vengano prima i contenuti e solo dopo le candidature.

Ed è proprio qui che si innesta il terzo nodo, forse il più amaro. Perché parlare di futuro significa inevitabilmente interrogarsi sul ruolo dei giovani e sulla loro partecipazione politica. Il punto è che, per molti giovani galatinesi, questa non è più la loro città. Vivono altrove. E allora, prima ancora di riportarli dentro il dibattito politico, bisognerebbe creare le condizioni perché possano tornare.
La leva più forte che la politica ha a disposizione è anche la più semplice: garantire, come ricordava qualche settimana fa Lorenza Del Coco tra le pagine di questo giornale, che il lavoro passi "dal curriculum e non dalla supplica", dal merito e non dall'inchino.
Ma è evidente che questi νόστοι metterebbero in discussione equilibri consolidati. Perché un giovane che torna non porta solo competenze: porta uno sguardo diverso. Porta con sé un mondo che non si riconosce più in un carrozzone politico alimentato da dinamiche e ragionamenti incapaci di andare oltre il passaggio a livello "de a via de Lecce" (anche questa espressione tratta dalle pagine de Il Galatino). Porta, soprattutto, una generazione meno disponibile ad accettare le squallide regole del gioco.

E allora non si tratta di scegliere tra questa o quella coalizione. Perché una maggioranza senza visione amministra per gli applausi, un’opposizione senza progetto la insegue e una generazione lasciata ai margini smette semplicemente di crederci. La vera sfida è un’altra: costruire le condizioni affinché, tra qualche anno, qualcuno possa ancora scegliere di restare, di tornare e di partecipare.
Tutto il resto è solo il tentativo di chi prova a essere De Gasperi, finendo poi, senza troppe pretese, a fare chiacchiere da bar in uno dei tanti locali in piazza.

𝗠𝗶𝗰𝗿𝗼-𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮:𝘴𝘪 𝘱𝘶𝘰̀ 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭 21 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 2026Il microcredito sociale è ...
23/04/2026

𝗠𝗶𝗰𝗿𝗼-𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮:
𝘴𝘪 𝘱𝘶𝘰̀ 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭 21 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 2026

Il microcredito sociale è un'opportunità concreta per chi ha bisogno di un supporto per superare un momento di difficoltà economica, far fronte a spese essenziali come affitti arretrati, spese mediche o formazione scolastica e lavorativa.

Finanziata dalla Regione Puglia e gestita in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito, la misura offre prestiti per un importo massimo di 10.000 euro senza tassi di interesse, con un piano di ammortamento fino a 60 rate mensili e, grazie alla costituzione del Fondo di Garanzia per il Microcredito Sociale, senza dover fornire garanzie reali o personali dal richiedente.

𝙄𝙡 𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙚̀ 𝙙𝙚𝙨𝙩𝙞𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙖 𝙘𝙝𝙞 𝙚̀ 𝙧𝙚𝙨𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙞𝙣 𝙋𝙪𝙜𝙡𝙞𝙖 𝙙𝙖 𝙖𝙡𝙢𝙚𝙣𝙤 12 𝙢𝙚𝙨𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖𝙩𝙞𝙫𝙞 𝙚 𝙝𝙖 𝙪𝙣 𝙄𝙎𝙀𝙀 𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙞𝙣 𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙫𝙖𝙡𝙞𝙙𝙞𝙩𝙖̀ 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙞𝙤𝙧𝙚 𝙖 18.500 𝙚𝙪𝙧𝙤.

𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲
I soggetti in possesso dei requisiti previsti dall'Avviso possono presentare domanda esclusivamente online accedendo alla piattaforma regionale dedicata raggiungibile al seguente link: https://pugliasociale.sistema.puglia.it , utilizzando lo SPID, la CIE e CNS, per un processo sicuro e semplice.

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝘀𝗮𝘁𝗼 𝘂𝘀𝗮𝘁𝗼
🏠 Casa (affitti, bollette utenze, manutenzione)
🏥 Salute (visite, cure, farmaci)
📚 Studio e lavoro (corsi, libri, formazione)
🧑‍🧑‍🧒‍🧒 Bisogni familiari essenziali

𝗘' 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟮.𝟬𝟬 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟭 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲.

𝘊𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘰, 𝘱𝘦𝘥𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘷𝘪𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀𝗗𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗵𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗲?Nelle ultime setti...
16/04/2026

𝘊𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘰, 𝘱𝘦𝘥𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘷𝘪𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀
𝗗𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗵𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗲?

Nelle ultime settimane, anche complici le nostre iniziative pubbliche, è tornato centrale nel dibattito cittadino il tema della viabilità. In particolare la pedonalizzazione di un tratto commercialmente importante di Galatina ha portato taluni a ribadire come ciò sia frutto di una “𝘷𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘪𝘤𝘢 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘪𝘮𝘪𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘢𝘭𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘣𝘶𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀” (citiamo più o meno a memoria).
Solo che a noi qualche dubbio viene. In particolare, 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮 𝗮 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗼𝗽𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗱’𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲. Ci spieghiamo: 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝘃𝗮𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝘀𝘁𝗲𝘀𝗶, 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗼𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗯𝗲𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗲 𝗼𝗿𝗲 (12 su 24 in estete, in inverno è anche peggio) 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲. E a questo aggiungiamo che alcune zone particolarmente sensibili (pensiamo soprattutto a piazza San Pietro) appaiono sempre più come zone franche nelle quali è troppo spesso consentita non solo la sosta ma è anche tollerata la seconda fila.
𝗘 𝗾𝘂𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮? 𝗤𝘂𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗶𝗺𝗶𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮? 𝗜𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗲? Intendiamoci: chi conosce le posizioni politiche di Domani in merito sa che fosse per noi il centro storico sarebbe chiuso h24 a non possessori di pass. Fosse per noi i tavolini occuperebbero tutte le piazze al posto delle auto. Ma qui il concetto è: 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗵𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗱𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝘂 𝘂𝗻’𝗮𝗿𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗴𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼?
Per non parlare delle porte di accesso alla città che sono chiuse di diritto e aperte di fatto. Su tutte, Porta Cappuccini è la via d’accesso preferita (contromano) di residenti e non e il suo varco è rimasto da sempre inattivo. Per non parlare del parcheggio selvaggio attorno alla Pupa che viene presa d’assalto ogni sera da automobilisti sicuri di non subire mai sanzioni.
Ecco, 𝗶𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗵𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗲. Bellissima (anche se poco funzionale al resto della città) su una strada e totalmente assente dalla strada accanto fino ai confini dell’abitato.

“𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗲̀ 𝗰𝘂𝗹𝗼, 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲, 𝗰𝗮𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗮𝘇𝘇𝗼”Abbiamo letto il comunicato della maggioranza sull’incontro s...
09/04/2026

“𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗲̀ 𝗰𝘂𝗹𝗼, 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲, 𝗰𝗮𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗮𝘇𝘇𝗼”

Abbiamo letto il comunicato della maggioranza sull’incontro svolto nella giornata di ieri con cittadini e commercianti di Corso Porta Luce. E, anche qui, non possiamo che fare una constatazione piuttosto semplice: 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲, 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝘃𝗮.

𝗖𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗳𝗮, dopo il nostro incontro pubblico, 𝗰𝗶 𝗲𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼. Tra sorrisi, risatine e qualche tentativo maldestro di sminuire, sembrava quasi che stessimo parlando di aria fritta, di questioni inesistenti, di preoccupazioni campate in aria.

𝗣𝗼𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲, 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶. E guarda caso emergono proprio quei temi: viabilità, accessibilità, organizzazione degli spazi, impatto concreto dei lavori. Guarda tu che coincidenza: gli stessi.

Delle due l’una: o nel giro di pochi giorni è cambiata la realtà oppure, più semplicemente, quella realtà c’era già, ma si è preferito ignorarla finché non è diventato inevitabile prenderne atto.

Noi una risposta ce la siamo data.

E allora sì, 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗵𝗮 𝘂𝗻 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼: 𝗲̀, 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼, 𝘂𝗻’𝗮𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. Un’ammissione che quelle criticità esistono e che qualcuno, forse, avrebbe dovuto ascoltare prima, invece di liquidare tutto con superficialità.

Resta però il solito grande paradosso che accompagna la boria e l’arroganza di questa amministrazione: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗹’𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝗱𝗲𝗺𝗽𝗶𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗼𝘀𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗻𝗼. 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮, 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗴𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 “𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼” 𝗲 “𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲”. Come disse il conte Catellani al ragionier Fantozzi: “Il suo è c**o, la mia è classe, caro il mio coglionazzo”.

Al netto dell’ironia, 𝗶𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝗻𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 (su cui molti di noi non sono nemmeno in totale disaccordo), 𝗺𝗮 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮. 𝗘̀ 𝗲𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝗰𝗼.

Serve, ed è ormai evidente a tutti, un ragionamento serio sul piano traffico cittadino. Un piano che tenga insieme le arterie principali, la viabilità alternativa, i flussi, le esigenze di residenti e attività commerciali. 𝗡𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗽𝗼𝘁, 𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: ascoltare, portare fuori le criticità, proporre e chiedere chiarezza. Anche a costo di qualche risatina.

Perché se oggi si discute di questi problemi è anche perché qualcuno ha deciso di non far finta che non esistessero.

"𝗨𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘂𝘁𝗼𝘃𝗲𝗹𝗼𝘅 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗱𝗶𝗴𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮" - 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮...
02/04/2026

"𝗨𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘂𝘁𝗼𝘃𝗲𝗹𝗼𝘅 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗱𝗶𝗴𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮" - 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲
𝐴𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑣𝑜𝑙𝑢𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝐺𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖𝑛𝑎.𝑖𝑡 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑡𝑡𝑟𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑒 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 - 𝑐ℎ𝑒 𝑞𝑢𝑖 𝑟𝑖𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜 - 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑜 𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑙𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜 (𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒) 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 "𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑃𝑜𝑟𝑡𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑜" 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑚𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑚𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑒𝑡𝑜𝑑𝑜; 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙'𝑎𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑎 (𝑙𝑒𝑔𝑔𝑎𝑠𝑖 𝑃𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑇𝑟𝑎𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜) 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑓𝑎𝑟 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑜 𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑑𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑙𝑖𝑧𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑔𝑜𝑙𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑎𝑙𝑖 (𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜).
Alla luce delle polemiche successive alla nostra iniziativa 𝗰𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝟭𝟱 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝟮𝟬𝟬 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗿𝗼𝗳𝗲.

𝐷𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑙𝑒:
𝗦𝗶 𝗲̀ 𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝘀𝗲𝗿𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗹𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 su un tema che coinvolge gran parte della città e i cui risvolti negativi sono oramai sotto gli occhi di tutti: le scelte sulla viabilità e le inevitabili ricadute sulla vivibilità cittadina.
Argomento centrale non poteva che essere quello che al momento sembra la scelta più discussa e discutibile dell’amministrazione Vergine: il cantiere di corso Porta Luce.
Cantiere per la chiusura totale della strada, per la chiusura parziale o per l’inversione di marcia? 𝗗𝗼𝗽𝗼 𝗱𝗶𝗲𝗰𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶, 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 che hanno fatto inevitabilmente lievitare i costi e ad oggi non è dato sapere quali siano gli intendimenti definitivi dell’amministrazione che sembra viaggiare a vista con scelte estemporanee che mettono a dura prova il già disorganico sistema viario galatinese.
𝗜 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗱 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘂𝘁𝗼 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲. E’ stata chiara sin da subito la frustrazione di chi oggi non riesce ad avere un interlocutore istituzionale con cui affrontare problematiche e criticità. Principale doglianza di qualcuno fra gli intervenuti è stata la constatazione che dopo una serie iniziale di riunioni per una “condivisione di facciata” l’amministrazione abbia deciso in totale autonomia e senza alcuna considerazione sulle osservazioni di chi per quella scelta avrebbe subito gli inevitabili danni.
Aver vinto le elezioni autorizza certamente l’amministrazione a effettuare scelte politiche che immaginino un’idea di viabilità diversa ma quel che non può essere accettato è che tali scelte siano determinate dalla supponenza e dell’arroganza di chi forse ha scambiato il consenso elettorale con il mandato a fare un po’ quello che pare. Se negli ultimi decenni la viabilità su Corso Porta Luce è sempre stata argomento di riflessione per diverse amministrazioni e oggetto di vari esperimenti, vorrà certamente dire che la soluzione non può essere né semplice né circoscritta a quel breve tratto stradale. 𝗢𝗴𝗻𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘂 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗮𝗱𝗶𝗮𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘃𝗶𝗮 𝗠𝗮𝘇𝘇𝗶𝗻𝗶, 𝘃𝗶𝗮 𝗫𝗜 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼, 𝘃𝗶𝗮 𝗣𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝘃𝗶𝗮 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮, 𝘃𝗶𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗖𝗮𝘃𝗮𝘇𝘇𝗮, 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗮𝗴𝗶𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗹’𝗼𝘀𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗹𝘂𝘀𝘀𝗶, 𝘃𝗶𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗶𝗻𝗮 𝗗𝗲𝗹 𝗣𝗼𝗻𝘁𝗲, 𝘃𝗶𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱’𝗘𝗻𝗴𝗵𝗶𝗲𝗻 𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗠𝗲𝘇𝗶𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲 𝘀𝘂 𝘃𝗶𝗮 𝗫𝗫 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗚𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶 per la chiusura del Corso con lunghe code al semaforo nell’incrocio di via Trieste e il caos in occasione della “tempesta perfetta” quando il passaggio a livello di via Lecce è chiuso.
Nell’istanze ricevute abbiamo percepito la diversità di esigenze in campo, abbiamo avuto la percezione dell’esistenza di un Corso Porta Luce “nord” e uno “sud” con problematiche ed aspettative talvolta divergenti ma la voce univoca è certamente stata quella dei residenti nelle vie limitrofe che ad oggi sembrano le “vittime sacrificali inascoltate” di questa amministrazione (malgrado raccolta firme e richiesta di incontro al Sindaco senza riscontro) che a gran voce chiedono di alzare lo sguardo e puntare ad un orizzonte più ampio di una singola strada.
𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀, 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗧𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼, con il quale professionisti del settore, e non urbanisti improvvisati dell’ultima ora, su legittime indicazioni dell’organo politico, sviluppino quello che può e non può essere fatto sulla viabilità cittadina. Troppo spesso infatti si sono compiute scelte spot che non tenevano in considerazione le conseguenze sulle strade adiacenti, come nel caso specifico.
Alla luce di questo momento di confronto e partecipazione, i nostri movimenti politici si sono rafforzati nella convinzione che non siano più sostenibili spot occasionali ma che è inderogabile avviare un percorso che abbia uno sguardo d’insieme. A tal fine, 𝗻𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮̀ 𝗮𝘃𝘃𝗶𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮. Grazie ai fondi garantiti dall’autovelox, il nostro comune è finanziariamente in grado di dotare la città di questo necessario strumento.
Chi volesse sostenere l’iniziativa, potrà contattare i responsabili dei nostri gruppi politici.

CON Galatina
Domani - Galatina
Galatina InMovimento
Partito Democratico Galatina

Numerose le sollecitazioni pervenuteci da cittadini, commercianti e residenti in corso Porta Luce.Per questo motivo i gr...
29/03/2026

Numerose le sollecitazioni pervenuteci da cittadini, commercianti e residenti in corso Porta Luce.
Per questo motivo i gruppi politici CON Galatina, Domani - Galatina e Galatina InMovimento, hanno deciso di dare appuntamento a tutti domani pomeriggio alle 19 presso Porta Luce, per ascoltare e capire le difficoltà dovute a una gestione del piano traffico a dir poco discutibile.
Ci trovate domani su corso Porta Luce, come sempre, al vostro fianco.

𝗩𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲𝘋𝘰𝘱𝘰 𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘭𝘦𝘤𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘷𝘶𝘵𝘦, 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘪 𝘢𝘥 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭...
26/03/2026

𝗩𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
𝘋𝘰𝘱𝘰 𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘭𝘦𝘤𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘷𝘶𝘵𝘦, 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘪 𝘢𝘥 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘰: 𝘭𝘶𝘯𝘦𝘥𝘪̀ 30 𝘮𝘢𝘳𝘻𝘰, 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘳𝘦 19.00, 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘗𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘓𝘶𝘤𝘦

𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝘀𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼. Da una parte gli interventi dell’amministrazione hanno determinato un cambio di abitudini da parte dei galatinesi, dall’altro lo scollegamento assoluto tra gli stessi interventi ha fatto sì che si imponesse la necessità di una visione d’insieme della città che evidentemente manca a chi oggi amministra.
𝗟𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲, 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮, 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗮 𝘁𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. Chi invece ha riconosciuto la fondatezza delle nostre posizioni sono stati 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 che, da parte loro, 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗰𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Che poi dovrebbe essere l’essenza stessa della politica, quella cioè di collaborare mettendo insieme e a confronto le idee e le necessità di ognuno al fine di determinare la migliore soluzione per tutti. 𝗦𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮.
𝗡𝗼𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗶. Vogliamo dare appuntamento a cittadini coinvolti, partendo dai problemi di vivibilità e di viabilità di uno specifico angolo di Galatina, e costruire un momenti di ascolto. E non possiamo non partire da corso Porta Luce che è ancora oggetto di interventi le cui ripercussioni riguardano non solo le strade adiacenti ma tutta la città. 𝗔𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲, 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟵,𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲, fare quattro chiacchiere con chi vive quotidianamente quelle strade tanto da commerciante quanto da residente e confrontarsi su una visione ampia e complessiva di vivibilità cittadina.
Vi aspettiamo.

Domani - Galatina CON Galatina Galatina InMovimento

𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲, 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝘀𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗲́ 𝘃𝗶𝘀...
19/03/2026

𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲, 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝘀𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗲́ 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮

Da settimane i lavori su Corso Porta Luce risultavano fermi, senza che se ne comprendesse il motivo. Poi, come troppo spesso accade, 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗮𝗹 “𝗰𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲𝗿𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼” 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, segno evidente di una gestione poco trasparente e ancora meno lineare.

𝗘 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮. 𝗟’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗿𝗱, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗔𝗹𝗶𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗶, 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗯𝗮𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗼, seguendo l’intervento già realizzato nell’ultimo segmento. 𝗠𝗮 𝘀𝘂 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮: 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼? Solo in parte? A senso unico? Nessuno lo sa. E, a quanto pare, non è nemmeno una priorità saperlo, visto che i progetti possono essere continuamente riscritti in corso d’opera.

𝗣𝗼𝗶 𝗰’𝗲̀ 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗼𝘀𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 “𝗽𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗶” (dal nome dall’assessore che la realizzò e che, dicono i maligni, fu anche l’unico ciclista ad usarla). Una pista spesso derisa, ma che, vale la pena ricordarlo, ha consentito a suo tempo di ottenere i finanziamenti per il rifacimento complessivo della strada, inclusi asfalto, marciapiedi e illuminazione. Dettagli che però vengono sistematicamente ignorati da chi preferisce la polemica facile alla ricostruzione dei fatti.

𝗢𝗴𝗴𝗶, 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗼 𝗮𝗱𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮, 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶, probabilmente a spina di pesce, nel tentativo di compensare quelli eliminati altrove, tra Corso Porta Luce e via Mazzini.

Al di là dei singoli interventi, alcuni dei quali potrebbero anche essere condivisibili, 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼, 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗥𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼, 𝘀𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗼 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗮 𝗿𝗶𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼, che avrebbe dovuto collegarsi con la tangenziale e con la ciclabile verso Noha, non è una scelta strategica. È l’assenza stessa di strategia.

𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮, senza coerenza e senza programmazione. Una sorta di urbanistica “a vista”, che rischia di lasciare solo interventi scollegati tra loro e privi di efficacia.

𝗣𝗲𝗿 𝗼𝗿𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝘃𝗼𝗰𝗶. 𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, che ci auguriamo arrivino presto, pronti, se necessario, anche a essere smentiti. 𝗠𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮, 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝗿𝗹𝗲.

𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗛𝗮𝗯𝗲𝗿𝗠𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮...
12/03/2026

𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗛𝗮𝗯𝗲𝗿
𝗠𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮

Questa settimana 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲 𝗮𝗹 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗵𝗮 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗴𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗛𝗮𝗯𝗲𝗿 che ha portato l’opera di Italo Svevo La coscienza di Zeno. Teatro pieno, platea attenta e lunghissimo applauso conclusivo sintomi tutti di un’educazione culturale che anno dopo anno sta prendendo piede a Galatina e che è il frutto di un lunghissimo lavoro di squadra.

Già, di squadra. Perché 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝗲𝗽𝗽𝗶𝗻𝗼 𝗚𝗮𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶̀ 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗺𝗶𝗻𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝗽𝗲𝗿𝗶̀ 𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗔𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗼̀ 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 (dopo aver salvato alcuni fondi che sembravano ormai persi) e inaugurò il teatro restituendolo alla città. E la soddisfazione di chi ha partecipato ad una di quelle stagioni non può che essere grande nel vedere in città nomi come quelli di Haber che chiudono il cerchio di tanto lavoro.

𝗢𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝘂𝗰𝗶 (e non ci riferiamo solo all’evento citato) 𝗺𝗮 𝗵𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲: una mancata programmazione organica, una gestione che viene troppo spesso affidata all’iniziativa privata e associazionistica, troppi giorni di chiusura nel corso dell’anno.

Lo diciamo subito con franchezza, 𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲 – di cui abbiamo fatto con orgoglio parte dal primo all’ultimo giorno e alla quale abbiamo già riconosciuto grandi meriti anche in questo campo – 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼̀ 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 (che pure era quasi pronto) 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲.

𝗜𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝘂𝗼𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗮 𝘃𝘂𝗼𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗼𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀, possibilmente sganciata dalle dinamiche politiche, ed in grado di intercettare dei fondi che possano permettere un’autonoma e duratura gestione. Il che vuol dire immaginare un percorso di educazione culturale che passi dal teatro, non inteso soltanto come luogo fisico, e che ne faccia un contenitore culturale imprescindibile per la città. Il che significa mettere in rete tutte le realtà cittadine non solo come organizzatrici dei singoli eventi che le riguardano ma come responsabili dell’offerta culturale da armonizzare e proporre all’utenza in modo sinergico.

In questo, 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗲 𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀, 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 (e sia chiaro, questo non vuol dire che l’ente comunale non debba fare la sua parte) e organizzativamente autonoma dall’inquilino di turno di Palazzo Orsini. 𝗜𝗻 𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗲𝗿𝗮̀, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮 che metta in rete teatro, musica, danza, convegnistica e tutte le altre forme d’arte e d’intrattenimento che potranno prendere posto sul palco del nostro Cavallino Bianco.

Indirizzo

Galatina
73013

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