12/05/2026
Festival internazionale di poesia – edizione 2026
“Gaeta-Poesia Mediterraneo”
Torna nuovamente a Gaeta, e quest’anno anche a Formia, la poesia del Mediterraneo.
Domenica 17 e lunedì 18 si terrà la decima edizione del Festival internazionale “Gaeta-Poesia Mediterraneo” che si tiene dal lontano anno 2000 (nato a Gaeta per celebrare la cultura delle quattro sponde). Come sempre, il Festival è organizzato dal dinamico instancabile appassionato presidente dell’Associazione “la stanza del poeta”, il poeta del Golfo Giuseppe Napolitano, che ha quindi il ruolo di direttore artistico della manifestazione.
Ospiti di quest’anno sono otto poeti: A***n Kallço – Albania, Hafid Gafaìti – Algeria, Maria Desmée, Daniel Leuwèrs e Antoine Simon – Francia, Adriana Hoyos e Gustavo Vega – Spagna, Tonia Passola – Catalogna, Manal Serry – Egitto.
L’apertura del Festival è prevista domenica 17 maggio alle 18, nella Pinacoteca di Gaeta “Antonio Sapone”, in Via De Lieto, nella sala dedicata a Quirino Leccese (che fu anche Preside del Liceo di Formia).
Lunedì 18, la mattina alle 10:30, ci sarà l’incontro istituzionale in Aula consiliare a Gaeta col Sindaco Cristian Leccese e altre autorità.
Sempre lunedì, nel pomeriggio, alle 17, conclusione dei lavori nella Sala “Sicurezza” del Comune di Formia (e non all’Albergo “Miramare” come inizialmente previsto).
I poeti ospiti leggeranno in originale le loro poesie, che saranno poi lette in traduzione da Maira Baldari e Irene Vallone. Per l’occasione è stato pubblicato un libro che le raccoglie tutte.
Lunedì a Formia sarà anche presentato un libro di Daniel Leuwers (professore all’Università di Tours e inventore dei “libri poveri / livres pauvres”): “A che serve parlare d’amore?” una raccolta di poesie tradotta da Giuseppe Napolitano. È proprio Napolitano che – nell’introduzione al libro del festival – ne celebra l’importanza e ne auspica la prosecuzione, magari “istituzionalizzata” (sarebbe bello – dice – se a Gaeta volessero rendere stabile questa manifestazione in quanto aperta alle diverse culture che ci legano sulle sponde del nostro mare Mediterraneo).
Anche quest’anno, come segno di continuità ma soprattutto come augurio, c’è una sezione del Festival dedicata alla riflessione sulla poesia come “una lucciola in giardino”: l’augurio appunto è che la parola del poeta possa illuminare il buio che pare avvolgerci, schiudere una fiammella di speranza e far comunicare tutti (quelli che una volta si dicevano “gli uomini di buona volontà”) nel nome della poesia, nel nome della comunione che il Mediterraneo simboleggia da migliaia di anni. Ci bagniamo nella stessa acqua e ci guardiamo in faccia pur con le diverse lingue e culture che ci caratterizzano, ma dobbiamo continuare a credere nella missione unificatrice del nostro mare, a dispetto di politiche tendenti ad escludere: la poesia è inclusione, la parola del poeta accende e custodisce la fiammella che ci scalderà insieme.