PD Fubine

PD Fubine Circolo PD di Fubine (AL)

06/09/2026

Ricordate il famoso chiodo di Salvini?

Il 2 ottobre 2024 la rete ferroviaria andò in tilt: Roma Termini paralizzata, ritardi e cancellazioni a catena, migliaia di passeggeri bloccati e ripercussioni su buona parte del Paese.

Salvini, però, trovò il colpevole con una rapidità che avrebbe fatto bene a riservare ai treni.

Un operaio di una ditta privata, secondo la versione rilanciata dal ministro, avrebbe piantato un chiodo nel punto sbagliato danneggiando un cavo. E così il collasso di uno dei nodi ferroviari più importanti d’Italia venne trasformato nella storiella dell’omino col martello che, con un colpo maldestro, rovina la giornata a migliaia di persone.

Salvini lo disse pure davanti alle telecamere: “Non puoi rovinare la giornata di lavoro a migliaia di italiani per un chiodo”.

Peccato che quasi due anni dopo l’Autorità di regolazione dei Trasporti abbia guardato le carte, fatto le opportune verifiche e presentato a Rete Ferroviaria Italiana un conto da 1 milione e 750mila euro, una sanzione quasi al massimo previsto, contestando l’inadeguatezza delle misure adottate per garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura e per gestire un guasto capace di mandare in crisi l’intera rete.

La responsabilità, insomma, non era del chiodo o dell'operaio, ma era a monte: la gestione e la manutenzione della rete. Cioè l'azienda pubblica vigilata dal ministero di cui è titolare, da quattro anni, Matteo Salvini.

Quattro anni al ministero dei Trasporti. E un solo, autentico, incrollabile chiodo fisso: che la colpa sia sempre di qualcun altro.

06/09/2026

06/09/2026

COL FASCISMO FACCIAMO I CONTI

Nicola Cilla
Effetti economici del fascismo,
Piccola Biblioteca di Studi Politici III,
Società Editrice «l’Unità», Milano, 1925

Quando nel 1925 Nicola Cilla pubblicò "Effetti economici del fascismo", il regime non aveva ancora cancellato ogni spazio di opposizione, ma dopo il delitto Matteotti aveva già mostrato con chiarezza il proprio volto. In quel clima, anche un’indagine fondata su cifre, bilanci e condizioni del lavoro poteva assumere il valore di un atto apertamente politico.

Preparato per incarico del Comitato sindacale del Partito comunista d’Italia, il volume apparve presso la giovanissima Società Editrice «l’Unità». La copertina lo colloca al terzo posto della Piccola Biblioteca di Studi Politici, una collana pensata per offrire alla militanza strumenti di analisi e argomenti documentati, accanto alla quotidiana battaglia del giornale.

Alle promesse fasciste di ordine e prosperità, Cilla contrapponeva l’esame degli effetti concreti prodotti dalle scelte del governo. La sua analisi mostrava come il peso di quelle politiche ricadesse sui lavoratori, mentre ne beneficiavano i gruppi economici dominanti. L’opposizione al regime passava dunque anche attraverso la lettura dei salari, dei bilanci pubblici e della distribuzione della ricchezza.

La circolazione del libro ebbe vita breve. Nel 1974, in occasione del cinquantenario de «l’Unità», lo stesso Cilla inviò al giornale una copia fotostatica del volume. Nel darne notizia, il quotidiano ricordò che le copie distribuite nel 1925 erano state sequestrate dalla polizia perché il saggio denunciava la natura di classe del fascismo e gli «effetti disastrosi» della sua politica economica.

Nato a Ravello nel 1895, Cilla era stato segretario della Federazione giovanile socialista, aveva poi aderito al Partito comunista e aveva lavorato nelle redazioni dell’«Ordine Nuovo» e de «l’Unità». Nel 1926 fu costretto a lasciare l’Italia e il suo esilio attraversò la Francia, la Svizzera e il Belgio, prima di proseguire in Brasile e in Argentina.

Anche lontano dall’Italia continuò l’attività giornalistica e antifascista. A Buenos Aires diresse l’agenzia Italpress, presiedette il comitato contro la guerra d’Etiopia e partecipò alla nascita di Italia Libera, contribuendo a collegare l’emigrazione politica italiana con le reti democratiche dell’America Latina.

Nella storia di questo fragile volume si intrecciano così l’analisi economica del fascismo, la repressione esercitata contro chi cercava di smontarne la propaganda e il lungo percorso di un militante costretto all’esilio. Quasi mezzo secolo dopo il sequestro, la copia fotostatica inviata da Cilla tornò simbolicamente alla redazione del giornale che l’aveva pubblicata.

Riaprire oggi quelle pagine significa ricordare che il fascismo non venne contestato soltanto sul terreno delle libertà politiche, ma anche attraverso lo studio dei suoi interessi economici e delle conseguenze sociali delle sue scelte.

05/09/2026

Siamo completamente d'accordo con lui e tu?

05/09/2026
La verità oltre la propaganda. ​🚨 SCUOLA IN PIEMONTE: ESPLODE LA PRECARIETÀ! 🏫💥​L'avvio del nuovo anno scolastico confer...
05/09/2026

La verità oltre la propaganda. ​
🚨 SCUOLA IN PIEMONTE: ESPLODE LA PRECARIETÀ! 🏫💥
​L'avvio del nuovo anno scolastico conferma il fallimento delle politiche di reclutamento ministeriali: nonostante i concorsi PNRR, la scuola piemontese parte con migliaia di cattedre scoperte e un ricorso record alle supplenze! 📉
​📊 I NUMERI DEL DISASTRO:
▪️ ~1.000 posti persi: Immissioni in ruolo non assegnate (circa 700 su posto comune e 223 sul sostegno) che vanno a supplenza.
▪️ 14.218 posti in deroga sul sostegno: +1.608 rispetto allo scorso anno (+12.7%). Aumenta la precarietà e si nega la continuità didattica agli alunni con disabilità.
​📣 LE RICHIESTE DELLA FLC CGIL:
📍Snellire le procedure di assunzione a partire da quella degli idonei.
📍 Stabilizzazione immediata: Trasformare l'organico di fatto in organico di diritto!
📍Specializzazione universale: Riformare l'accesso ai TFA Sostegno, abbattendo i costi e superando i vincoli del numero chiuso.

05/09/2026
05/09/2026

"Non è un caso che i governi italiani più longevi siano stati quelli di centrodestra", dice Giorgia Meloni dal palco dell'ennesima autocelebrazione, con i soliti condimenti: ricerca di battute a effetto, urla a squarciagola, odio e vittimismo. Non è neppure un caso che siano stati i peggiori governi che l'Italia abbia avuto. Insomma no, non è un caso. Ma la durata di un governo non è una medaglia, se quel governo dura mentre il Paese arretra. Anche gli ingorghi durano a lungo: non per questo portano da qualche parte.

Mentre Meloni festeggia se stessa, la produzione industriale torna a scendere: -1% in un solo mese e -0,6% su base annua. E oggi, nell'indotto dell'ex Ilva, sono partite le procedure per 2.500 licenziamenti collettivi, che coinvolgono 28 aziende. Questa è l'Italia reale, fuori dal teatro della propaganda. L'inflazione è risalita al 3,3%, spinta anche dal caro carburanti. Fare il pieno costa di più, fare la spesa costa di più, arrivare alla fine del mese diventa sempre più difficile. Il famoso taglio delle accise è rimasto tra le promesse buone per raccattare voti.

Intanto il 18,6% della popolazione è a rischio di povertà, il 22,4% arriva a fine mese con grande difficoltà e il 9,1% delle famiglie vive in povertà energetica. Sono tutti dati veri, certificati, non minchiate alla Bo****no. E mentre aumenta il disagio sociale, vengono sottratte risorse proprio a chi avrebbe più bisogno dello Stato: persone con disabilità, famiglie e caregiver. In politica estera, poi, una sequenza di pose, fotografie e fallimenti: l'Italia sempre più irrilevante, subalterna ai più forti e incapace di incidere davvero sulle crisi internazionali. Molta propaganda patriottica, pochissima autonomia.

E allora basta con questa favola del governo "stabile". Stabile è la paralisi. Stabile è il declino industriale. Stabili sono i salari bassi. Stabile è l'abbandono di lavoratori, poveri e persone fragili. Meloni rivendica la longevità dei governi di centrodestra. Dovrebbe ricordare che nell'ultimo governo Berlusconi c'era anche lei, prima del restyling politico e non solo, mentre l'Italia era travolta dalla crisi dello spread e rischiava di perdere l'accesso ai mercati.

Quattro anni di governo e il bilancio è impietoso: produzione industriale in calo, fabbriche in crisi, licenziamenti, prezzi in aumento, carburanti alle stelle, più povertà, meno protezione sociale e nessun peso internazionale. Non è stabilità. È immobilismo al potere. Non è buongoverno. È propaganda permanente. Non è un record, è il nulla assoluto durato quattro anni.

31/08/2026

Indirizzo

Via Pietro Longo 92
Fubine
15043

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando PD Fubine pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a PD Fubine:

Scelte rapide

Condividi