Un necessario e differente sviluppo urbanistico per Frosinone non può non essere legato all’idea di ‘area metropolitana’ attorno alla quale concepire il capoluogo di provincia. Tutto si racchiude in concetti molto chiari: sistemazione del patrimonio immobiliare esistente e un nuovo Piano regolatore legato alla cosiddetta Area Vasta, infrastrutture innovative e un rapido collegamento con Roma. Atto
rno ad un nuovo Piano regolatore deve esserci uno studio che coinvolga tutti gli attori (ingegneri, architetti, geometri e costruttori). Un panorama di risorse professionali e imprenditoriali ampio e qualificato con le quali andare a toccare e sviscerare tutte le problematiche connesse ad una rivisitazione del Piano Regolatore. E’ prioritario un programma di ristrutturazione-conservazione-messa in sicurezza degli edifici sia per quanto attiene alle necessità anti-sismiche che a quelle legate al sistema idrogeologico. Concepire la città di Frosinone solo come area attualmente esistente sarebbe riduttivo. Va bene redigere un nuovo Piano Regolatore ma dovrà essere tarato all’idea di realizzazione della ‘Grande Frosinone’, un’area metropolitana capace di aggregare non meno di 150.000 abitanti. Un piano urbanistico che coinvolga tra le altre realtà come Veroli, Ferentino e Alatri. Un Piano Regolatore per la sola città di Frosinone infatti risolverebbe ma solo parzialmente le esigenze di crescita di questa città. Non dimentichiamo che il vecchio strumento urbanistico è tarato per 100 mila abitanti e la fortuna, se vogliamo, è che in questi anni c’è stato un decremento demografico in luogo di un ipotizzato incremento. La ‘Grande Frosinone’ certamente rappresenta una visione ‘progressista’ nell’accezione più stretta del termine e cioè votata al progresso. Che proietterebbe Frosinone in una dimensione nemmeno sfiorata e lontanissima dall’idea, fortemente riduttiva, dell’attuale Consiliatura e del suo Sindaco.