Consorzio Tutela Cesanese del Piglio Docg

Consorzio Tutela Cesanese del Piglio Docg Il Consorzio di Tutela attua tutte le misure per promuovere la conoscenza e per valorizzare direttam

Cenni storici sul Cesanese del Piglio :
La presenza della vite nella zona del Piglio è attestata in epoca romana e ancora nel
medioevo: i contratti agrari ed i documenti di varia natura, conservati presso gli
archivi monastici, confermano la diffusione di tale coltura. Con la caduta dell'impero
romano e la fine delle invasioni barbariche, la viticoltura in queste terre, nonostante i
danni subiti, non perde la sua continuità con il passato e mantiene sempre un ruolo
importante; come testimoniano i numerosi atti notarili, inerenti i terreni vitati,
custoditi nell'archivio capitolare di Anagni. Gli Statuti della Terra di Piglio, emanati il 30 maggio 1479, regolavano
l’ordinamento della Comunità di Piglio su cui era basata la vita sociale, economica,
religiosa, agricola e pastorale. Diversi Capitoli degli Statuti trattano della vite e del
vino a testimonianza dell’importanza che anche allora rivestiva la vitivinicoltura. La notorietà del prodotto è registrata in riviste di diffusione regionale degli anni '50 e
'60. Nel 1958, in occasione della I Mostra Campionaria di vini, il prof. Bruni del
Ministero dell'Agricoltura e Foreste, nell'ambito di una conferenza afferma che "per i
vini neri, che dovrebbero essere incrementati, il vitigno fondamentale dovrebbe essere
il "Cesanese". Nel 1959, in occasione della II Mostra Campionaria di vini, si parla del
"famoso rosso Cesanese". Nel 1961 si dice che "il Cesanese, quello del Piglio e di
Olevano, può considerarsi degno competitore dei vini superiori delle altre regioni
come il Barolo, il Brolio, il Valpolicella, il Chianti, il Nebiolo". Nel 1973 il Cesanese del Piglio ottiene il riconoscimento DOC e l'evento è ricordato in
un articolo in cui si esalta l'attaccamento e la dedizione dei coltivatori al loro
"cesanese" cresciuto e allevato come se fosse un figlio, anche nei tempi difficili
quando la viticoltura rendeva poco e la maggior parte dei contadini abbandonava i
campi per cercare altrove una fonte di sostentamento. Si esalta, inoltre, l'atavico
attaccamento alla terra, alle tradizioni, alla passione di far uscire dai vigneti un vino
sempre migliore. Il vino “Cesanese del Piglio” o “Piglio” il 18 agosto 2008, è stato ufficialmente riconosciuto
come Denominazione di Origine Controllata e Garantita, già iscritto come
denominazione di origine controllata con decreto del presidente della Repubblica del
29 maggio 1973. Il Consorzio, è incaricato a svolgere le funzioni di tutela, di valorizzazione, di cura
generale degli interessi relativi alla citata denominazione di origine. Il Territorio:

Il territorio di produzione è costituito dall’intero territorio amministrativo dei comuni
di Piglio e Serrone ed in parte di quello dei comuni di Acuto, Anagni e Paliano, in
provincia di Frosinone. L’areale, quindi, ubicato a nord di Frosinone, intorno alla Latitudine di 41° 47’ 0’’
Nord e alla Longitudine di 13° 6’ 0’’ Est e confina nella parte settentrionale con la
provincia di Roma. Comprende la parte pianeggiante e le colline del bacino orientale
dell’alta valle del fiume Sacco e si estende su una superficie di 15.317,06 ettari. Il prodotto:

Questa denominazione (docg), unica della Regione Lazio per la tipologia "vino rosso", è riservata al vino rosso anche
nella tipologia “Superiore” ottenuto dalle uve di Cesanese di Affile e/o Cesanese
comune (90% minimo) e vitigni complementari idonei alla coltivazione per la
regione Lazio a bacca rossa per non più del 10%. Il “Cesanese del Piglio” o “Piglio”
presenta colore rosso rubino con riflessi violacei; odore caratteristico del vitigno di
base; sapore morbido, leggermente amarognolo, secco; gradazione minima: 12,00°. Il
«Cesanese del Piglio» o «Piglio» "Superiore" ha colore rosso rubino, tendente al
granato con l'invecchiamento; odore intenso, ampio, con note floreali e fruttate;
sapore secco, armonico, di buona struttura, con retrogusto gradevolmente
amarognolo; gradazione minima: 13,00°. Quest'ultimo, sottoposto ad un periodo di
invecchiamento non inferiore a 20 mesi, di cui 6 di affinamento in bottiglia e con una
gradazione minima di 14,00°, può fregiarsi della menzione aggiuntiva «Riserva». MINISTERO DELLE POLITICHE AMBIENTALI AGRICOLE E FORESTALI - FINANZIATO CON DM 58685 DEL 26 LUGLIO 2016

06/09/2026

🍷 Il Cesanese del Piglio DOCG è al Vinòforum !

Dal 7 al 13 settembre vi aspettiamo a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, per scoprire il carattere autentico dell’unica DOCG rossa del Lazio.
Sarà un’occasione speciale per incontrare i produttori, conoscere il territorio e degustare le diverse espressioni del Cesanese del Piglio DOCG.
📍 Piazza di Siena – Villa Borghese, Roma
📅 7–13 settembre 2026

👉Venite a trovarci e lasciatevi conquistare dall’identità del nostro territorio!

𝗣𝗶𝗻𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗼𝗿𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗲𝘀𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗗𝗢𝗖𝗚Rinnovato il Consiglio di amministrazione: cont...
04/08/2026

𝗣𝗶𝗻𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗼𝗿𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗲𝘀𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗗𝗢𝗖𝗚

Rinnovato il Consiglio di amministrazione: continuità, promozione e collaborazione tra produttori al centro del nuovo mandato
Piglio, 3 Agosto 2026

Pina Terenzi (vini Giovanni Terenzi) è stata confermata alla presidenza del Consorzio per la tutela e la valorizzazione del vino Cesanese del Piglio DOCG. La sua riconferma rappresenta una scelta di continuità rispetto al percorso intrapreso negli ultimi anni e, allo stesso tempo, l’avvio di una nuova fase dedicata allo sviluppo di progetti di promozione, al rafforzamento della presenza della denominazione sui mercati e al consolidamento delle collaborazioni con gli altri Consorzi vitivinicoli del Lazio.
Ad affiancare la presidente saranno i vicepresidenti Tiziana Vela, dell’azienda Petrucca e Vela, e Renzo Carella, dell’azienda Pileum.

Completano il nuovo Consiglio di amministrazione:
- Maria Elena Sinibaldi, Azienda Agricola Maria Elena Sinibaldi;
- Federico Perinelli, Casale della ioria;
- Gabriella Grassi, L'Avventura Azienda Agricola;
- Filippo Schina, Selva di Paliano;
- Antonio Federici, Azienda Vinicola Federici.

La composizione del nuovo Consiglio testimonia la volontà di valorizzare le diverse esperienze imprenditoriali presenti nel territorio e di costruire una governance capace di rappresentare l’intero territorio della denominazione, mettendo a sistema competenze produttive, commerciali, comunicative e territoriali.
«La riconferma rappresenta per me un motivo di grande responsabilità e, soprattutto, un riconoscimento del lavoro svolto insieme alle aziende del Consorzio», dichiara Pina Terenzi. «Vogliamo proseguire lungo il percorso già avviato, dando continuità alle attività di tutela e valorizzazione e sviluppando nuove occasioni di promozione per il Cesanese del Piglio DOCG. Sarà fondamentale rafforzare il dialogo tra i produttori, le istituzioni, gli operatori del settore e gli altri Consorzi del Lazio, perché la crescita della nostra denominazione passa anche dalla capacità di presentare in maniera unitaria il patrimonio vitivinicolo regionale».

𝗨𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼
Il Cesanese del Piglio DOCG rappresenta una delle espressioni più identitarie della viticoltura laziale. La sua zona di produzione comprende integralmente i territori comunali di Piglio e Serrone e, in parte, quelli di Acuto, Anagni e Paliano, tutti situati nella provincia di Frosinone.

La denominazione, riconosciuta come DOC nel 1973, ha ottenuto nel 2008 la Denominazione di origine controllata e garantita, affermandosi come la principale DOCG regionale dedicata a un vino rosso. Il disciplinare contempla le tipologie Cesanese del Piglio, Superiore e Riserva, prodotte prevalentemente con uve Cesanese di Affile e Cesanese comune.

Il lavoro del Consorzio si sviluppa attraverso la tutela della denominazione, la vigilanza, la valorizzazione della viticoltura locale e la promozione del vino e del suo territorio di origine. Un’attività che assume un’importanza ancora maggiore in una fase nella quale autenticità, vitigni autoctoni, paesaggio e capacità di raccontare i territori rappresentano elementi determinanti per la competitività delle imprese vitivinicole.

𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗶
Nel corso del precedente mandato, il Consorzio ha lavorato per aumentare la riconoscibilità del Cesanese del Piglio DOCG, rafforzandone la presenza all’interno delle principali iniziative regionali dedicate alla promozione del vino e dell’agroalimentare.
La denominazione è stata protagonista, insieme alle altre eccellenze vitivinicole regionali, di importanti occasioni di visibilità, tra cui la Festa del Cinema di Roma, dove il Cesanese del Piglio è stato presentato come ambasciatore del territorio frusinate, oltre a manifestazioni di settore come VINITALY, Vinòforum e Vini d'Abbazia.

Queste attività hanno contribuito a consolidare il posizionamento della denominazione nel panorama regionale, mettendo in evidenza non soltanto la qualità dei vini, ma anche il patrimonio agricolo, paesaggistico, storico e culturale dei territori del Cesanese.

La conferma di Pina Terenzi e il rinnovo degli organi consortili intendono dare continuità a questo percorso, intensificando le attività rivolte alla stampa, agli operatori professionali, alla ristorazione, agli appassionati e ai visitatori interessati all’enoturismo.

Le priorità del nuovo mandato
Tra gli obiettivi del nuovo Consiglio figurano lo sviluppo di progetti promozionali condivisi, il rafforzamento dell’identità della denominazione, la crescita della sua presenza nei principali appuntamenti dedicati al vino e la costruzione di nuove relazioni commerciali e istituzionali.
Particolare attenzione sarà riservata alla collaborazione con gli altri Consorzi di tutela del Lazio, nella convinzione che un confronto più strutturato possa favorire la realizzazione di iniziative comuni, accrescere la forza comunicativa delle denominazioni regionali e presentare il Lazio del vino come un sistema coordinato e riconoscibile.
Il Consorzio intende inoltre sostenere una narrazione capace di collegare il Cesanese del Piglio DOCG ai suoi luoghi di origine, valorizzando i vigneti, i borghi, le aziende, le tradizioni rurali e le opportunità offerte dall’enoturismo.
Una comunicazione coordinata per rafforzare l’identità del Consorzio.

La responsabilità della comunicazione istituzionale è stata affidata a Gabriella Grassi, componente del Consiglio di amministrazione, che coordinerà il gruppo di lavoro formato da Ecosphera e Taste Roots Società Cooperativa.

Il gruppo avrà il compito di sviluppare una comunicazione coordinata e continuativa, consolidare i rapporti con la stampa e gli operatori del settore, raccontare le attività del Consorzio e valorizzare le aziende, i vini e il territorio della denominazione.

L’obiettivo sarà rafforzare il riconoscimento del Cesanese del Piglio DOCG presso pubblici differenti, coniugando comunicazione istituzionale, strumenti digitali, relazioni con i media, promozione territoriale ed eventi.
Con il nuovo mandato, il Consorzio conferma dunque la volontà di proseguire il lavoro svolto, mettendo al centro la collaborazione tra le aziende, la tutela della denominazione e una visione condivisa del futuro: trasformare la storia e l’identità del Cesanese del Piglio in una leva sempre più forte per lo sviluppo economico, culturale e turistico del territorio.

Indirizzo

Via Adige
Frosinone
03100

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