06/09/2026
Domani inizierà una nuova campagna di scavi a Frattesina e a Villamarzana. Ci saranno sicuramente nuove scoperte, più o meno importanti, ma che in ogni caso ci aiuteranno a capire maggiormente la vita di questo sito che risale ad oltre 3.000 anni fa. Di seguito una breve descrizione del sito archeologico.
Frattesina è uno dei siti protostorici più importanti d’Italia e d’Europa per la tarda età del Bronzo, attivo tra XII e X secolo a.C..La sua rilevanza dipende dal fatto che non fu solo un abitato, ma un vero centro manifatturiero e commerciale con produzioni specializzate e contatti a lunga distanza.
Storia del sito
Il villaggio sorse lungo un antico ramo del Po di Adria, in un’area favorevole agli scambi e alle attività artigianali . Le prime scoperte risalgono alla fine degli anni Sessanta, quando lavori agricoli e sbancamenti portarono alla luce i primi materiali . Gli scavi successivi hanno mostrato che il sito era molto esteso e che il suo sviluppo si colloca nella fase finale dell’età del Bronzo, con una continuità o una transizione verso i primi secoli dell’età del Ferro .
Organizzazione dell’insediamento
Gli studiosi interpretano Frattesina come un abitato altamente specializzato, con aree dedicate alla produzione e probabilmente alla redistribuzione dei beni. La posizione vicino al corso d’acqua suggerisce un ruolo centrale nei traffici tra Mediterraneo ed Europa centrale. Non era quindi un semplice villaggio agricolo, ma un nodo economico complesso tanto da essere definito la. Venezia della protostoria.
Reperti principali
I reperti più importanti riguardano la metallurgia: sono documentati armi e utensili in bronzo, come spade, punte di lancia e di freccia, asce, coltelli, scalpelli, seghe e punteruoli, oltre a ornamenti come spilloni e fibule. Un altro settore decisivo è la lavorazione del vetro, per cui Frattesina è considerata il maggiore, e più antico, centro di produzione dell’Europa dell’età del Bronzo, grazie a crogioli, pani di vetro grezzo e scarti di lavorazione. Tra i materiali notevoli ci sono anche ambra, avorio, ossa/corno e frammenti di uovo di struzzo, che indicano scambi molto ampi e beni di prestigio.
Necropoli e rituali
Accanto all’abitato sono state individuate necropoli con centinaia di tombe, quasi tutte a cremazione. Le aree funerarie di Narde e Fondo Zanotto sono fondamentali perché completano il quadro della vita del villaggio e dei suoi riti funerari. La separazione tra spazio abitativo e necropoli, mediata da corsi d’acqua, è considerata un elemento importante per capire l’organizzazione simbolica e sociale del sito.
Dove vedere i reperti
Il nucleo principale dei materiali è conservato ed esposto al Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine e al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo. Il museo di Fratta Polesine presenta proprio i reperti dell’abitato e delle necropoli, quindi è il luogo migliore per approfondire il sito .