Misteri Pontini fin sui Monti Aurunci, Ausoni e Lepini

Misteri Pontini fin sui Monti Aurunci, Ausoni e Lepini Un territorio ricco di cultura,storia,tradizioni che spesso si arricchisce di particolari inquietanti

Questa pagina dettata dalla passione per la e le della nostra terra, ha lo scopo di raccontarne anche una parte più oscura e segreta; L’attività escursionistica ci ha in questi ultimi anni a camminare in lungo e in largo in tutto il nostro territorio ...dalla pianura al mare ..e fino in cima ai nostri magnifici monti! ... e questa esplorazione ci ha permesso di scoprirne angoli

bellissimi e nascosti con storie incredibili e leggendarie, avvolte spesso da un’aura di mistero. Avremo cura di raccogliere, in questa pagina, gli antichi , la storia dimenticata e le leggende di un tempo passato; i ed i dei santi, che hanno reso grande la nostra terra; le che affondano le proprie radici in tempi remoti ed oscuri...e che rievocano rituali che fondono il sacro con il profano. Racconteremo anche le storie più moderne, fatti misteriosi ed inspiegabili, testimonianze di recente formazione...e perchè no!... anche le ed i dell’era digitale. Saremo felici di ricevere i vostri racconti e ricordi, se vi farà piacere condividerli con noi. "Location" di queste storie è tutto il territorio dell' e parte della con i fantastici sui quali, un tempo, si aggiravano ; ed il mare, sulle cui coste approdarono gli antichi eroi della tradizione greca..ma anche corsari e conquistatori; le , i , ricchi di ...ed infine la ! : con i suoi , , e gli antichi borghi ( molti dei quali abbandonati e le cui origini si perdono nelle pagine del tempo) ... e poi le campagne, che l'uomo ha abitato ed abita ancora in compagnia dei del passato (che in molti giurano di aver visto! 👻). Il territorio Pontino, ed i monti che gli fanno da cornice : , e per una parte anche dai , è costellato da molti borghi dalle antichissime origini ed anche da giovani città di più recente fondazione....ma, che si tratti di giovani città o di antichi borghi,sono molti i racconti e le che ne colorano la storia... arricchendola di particolari romantici ed a tratti inquietanti ...storie spesso tramandate attraverso i racconti degli anziani e che poi immutate, ma spesso modificate ed elaborate, passano di generazione in generazione arricchendosi di particolari, di personaggi stravaganti e di situazioni incredibili!..E se un tempo queste storie venivano raccontate durante le notti più buie e più fredde dell'anno, tramandate oralmente di padre in figlio, attorno ad un focolare dagli anziani e da coloro che ne giuravano essere i diretti testimoni....oggi il nostro il focolare è rappresentato, nostro malgrado, dal web...🔥...forse più freddo ed impersonale ma con il pregio di consentire la diffusione di quegli antichi e echi di che non finiranno mai di coinvolgere ed affascinare.

13/06/2026

***RICORRE OGGI*** 13 Giugno
LA FESTA DI SANT'ANTONIO DA PADOVA.

➡️LA VITA. Nacque in Portogallo il 15 agosto del1195 e morì a Padova il 13 giugno del1231 - fu frate francescano.
Venne proclamato Santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Dotato di grande umiltà e purezza d'animo, il suo simbolo è infatti il giglio bianco ma anche di grande sapienza e cultura, per le sue valenti doti di predicatore.
Viaggiò molto: dal Portogallo girò per l' Italia e poi in Francia. Nel 1221 ad Assisi vide e ascoltò di persona .

➡️LA VISIONE DEL SANTO CON GESU' BAMBINO TRA LE BRACCIA. Poco prima di morire Antonio ottenne di ritirarsi in preghiera a Camposampiero, vicino a Padova, nel luogo che il signore del luogo, il conte Tiso, aveva affidato ai francescani, nei pressi del suo castello.
Camminando nel bosco, Antonio nota un maestoso noce e gli viene l’idea di farsi costruire tra i rami dell’albero una specie di celletta. Tiso gliela allestisce. Il Santo passa così in quel rifugio le sue giornate di contemplazione, rientrando nell’eremo solo la notte.
Una sera, il conte si reca nella stanzetta dell’amico, quando, dall’uscio socchiuso, vede sprigionarsi un intenso splendore. Temendo un incendio, spinge la porta e resta immobile davanti alla scena prodigiosa: Antonio stringe fra le braccia Gesù Bambino.
Quando si riscuote dall’estasi e vede Tiso commosso, il Santo lo prega di non parlare con nessuno dell’apparizione celeste. Solo dopo la morte del Santo il conte racconterà quello che aveva visto.

➡️LA SIMBOLOGIA DEL NUMERO 13:
- 13 devono essere le preghiere che gli si devono rivolgere per ottenere la grazia;
- 13 sono i miracoli che, secondo le credenze popolari, il Santo compie ogni giorno;
- 13 sono i pezzi di pane che i fedeli portano al Santuario di Padova, e nel resto d’Italia, come gesto di devozione;
- 13 i pezzi di pane poi spezzati in tantissimi altri piccoli pezzi a simboleggiare la moltiplicazione del pane descritta nel Vangelo;
- 13 è il giorno della sua morte;
- E' il numero 13 nella smorfia napoletana.

➡️LA TRADIZIONE DEL PANINO BENEDETTO.
Questa tradizione è legata al miracolo della resurrezione del piccolo Tommasino (contenuto nel Libro dei miracoli di Sant’Antonio di Padova, narrato da P. Vergilio Gamboso ), un bimbo di venti mesi di Padova annegato in una tinozza piena d’acqua. La madre, scoperto il corpo del suo piccolo deceduto, iniziò a piangere e a pregare Sant’Antonio promettendogli di dare ai poveri, ogni anno, una quantità di grano corrispondente al peso del suo bimbo.
Così il bambino risorse e fu riportato dalla madre.
Ancora oggi, in tutte le località in cui è forte la devozione per il Santo, si usa distribuire al termine della messa il panino benedetto affinchè venga consumato come atto devozionale.

***RICORRE OGGI***CORPUS DOMINI
07/06/2026

***RICORRE OGGI***CORPUS DOMINI

𝐈𝐋 𝐌𝐈𝐑𝐀𝐂𝐎𝐋𝐎 𝐄𝐔𝐂𝐀𝐑𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐋𝐀𝐓𝐑𝐈

L’ è il sacramento istituito da Gesù durante l' , alla vigilia della sua passione e morte. Il termine deriva dal greco antico εὐχαριστία (eucharistía - ringraziamento, rendimento di grazie). Durante la celebrazione eucaristica l'ostia diventa, con la “consacrazione del pane”, il offerto in sacrificio per la redenzione dell'umanità. È segno tangibile dell'amore di Dio sulla Terra.

𝐋𝐚 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨

La vicenda che portò al Miracolo ebbe per protagonista una giovane ragazza, afflitta dal dolore per un amore non corrisposto. Disperata, si rivolse a una strega, chiedendo di recuperare l’amato con un filtro d’amore. La strega, in cambio della sua richiesta, le suggerì di procurarsi un'ostia consacrata, da usare nel rituale. Nonostante un iniziale turbamento morale, la ragazza, rassicurata dalla sicurezza della strega, il giorno successivo partecipò alla Messa, ricevette l'Eucaristia e, senza farsi notare, portò a casa l'ostia consacrata, avvolta in un fazzoletto. Decise di nasconderla nella madia del pane, ma la notte fu tormentata dal dubbio, chiedendosi se fosse giusto portare a termine il suo sacrilegio o restituire l’ostia al sacerdote.

Dopo tre giorni di tormento interiore, aprendo la madia, la ragazza si trovò di fronte a un miracolo straordinario: l’ostia, che originariamente era di pane, si era trasformata in carne viva. Spaventata, corse dal sacerdote, confessando il suo peccato.

Il sacerdote, stupito, prese l’ostia e la portò al Vescovo Giovanni V. Il Vescovo, a sua volta, informò Papa Gregorio IX, chiedendo consiglio su come procedere.

La Risposta Pontificia di Papa Gregorio IX arrivò con la bolla "Fraternitatis tuae" del 13 marzo 1228, confermò la veridicità del Miracolo e fece un appello alla fede cattolica. Nella lettera, esprimeva la sua gratitudine a Dio per aver operato questo prodigio, che avrebbe rafforzato la fede nella verità della Chiesa e dimostrato la realtà della presenza di Cristo nell’Eucaristia. Il Papa esortò il Vescovo a punire con moderazione la giovane, che aveva ceduto per debolezza, ma con severità la strega, che l’aveva spinta a compiere un atto sacrilego.

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨

Il che si verificò ad nel 1228 si colloca in un periodo storico segnato da una crescente diffidenza nei confronti del sacramento eucaristico.
Le del XII secolo avevano minato la fede nella verità della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, arrivando, all’inizio del XIII secolo, a marginalizzare la pietà eucaristica. In risposta a questa crisi, la Chiesa convocò il IV nel 1215, in cui fu ribadita la dottrina cattolica riguardante la , ossia il miracolo per cui il pane e il vino diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo. Fu in questo contesto che il termine "transustanziazione" venne formalmente utilizzato, definendo il processo attraverso il quale, nel sacramento, il pane si trasforma nel Corpo e il vino nel Sangue di Cristo.

Questo pronunciamento si oppose all’eresia di Berengario di Tours, che negava la transustanziazione, e alle tendenze di alcuni cattolici che si rivolgevano a pratiche esoteriche come la magia e la stregoneria.

Il Miracolo di Alatri, uno dei principali Miracoli Eucaristici insieme a quelli di Bolsena, Lanciano e Siena, si collega strettamente a quanto definito nel Concilio Lateranense e può essere visto come una risposta a queste eresie, nonché come un ammonimento riguardo la gravità del ricorrere a pratiche occulte.

Oggi la dell’ostia miracolosamente trasformata in carne è conservata in una teca-ostensorio, visibile nella ca****la della navata destra della Basilica Concattedrale di San Paolo, ad Alatri. L’ è custodita tra batuffoli di ovatta e si presenta come una piccola pallottola di carne scura in un tubicino di vetro. L’ è decorato con la scritta:

“Il Verbo si fece carne e abitò fra noi”.

In ricordo dell’evento, sono stati realizzati affreschi che raccontano la storia del Miracolo e, in occasione del 750° anniversario, è stata coniata una medaglia commemorativa con l’immagine della Cattedrale di Alatri e del busto di Papa Gregorio IX.

Il che portò al Miracolo richiama le parole dell’Angelo a Fatima, che pregava per la riparazione degli oltraggi all’Eucaristia: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli è offeso”.


Cultura Comune Di Alatri ALATRI ATTIVA Città Di Alatri

02/06/2026

🙏 Ritorna la testa di Sant'Erasmo

Un importante tassello della storia religiosa e artistica di Gaeta torna ad essere ammirato grazie al lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico.

La testa reliquiaria di Sant'Erasmo, preziosa testimonianza della devozione al Santo Patrono del mare, è nuovamente esposta al pubblico presso il Museo Diocesano "Cardinale De Vio".

Un'occasione per riscoprire la fede, la memoria e l'identità di una comunità che custodisce con orgoglio le proprie radici.

02/06/2026

📰 Latina Oggi del 2 giugno 2026 - la Associazione Pro Loco Fondi Aps protagonista del nuovo programma di Rai 1 condotto da Vittorio Brumotti.

Abbombazza 100% Brumotti

La Pro Loco Fondi protagonista del programma Rai "Italia A/R"

Condotto da Brumotti, sarà nel daytime estivo della rete ammiraglia. Il debutto dal 29 giugno

La valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio passa anche attraverso la televisione nazionale. E' quanto accaduto durante le riprese della nuova trasmissione di Rail"ItaliaA/R", il pro gramma itinerante condotto da Vit-torio Brumotti che debutterà il pros simo 29 giugno nel daytime estivo della rete ammiraglia. Tra le tappe più suggestive del viaggio televisivo figura Sperlonga, dove la produzione ha scelto di raccontare una delle vicende più affascinanti del Rinascimento italiano: la storia della Contessa di Fondi Giulia Gonzaga e il celebre tentativo di rapimento or-ganizzato nel 1534 dal corsaro ottomano Khayr al-Din Barbarossa. Per garantire l'accuratezza storica del racconto, gli autori del pro-gramma si sono affidati alla com-petenza della Pro Loco Fondi, daan-ni impegnata nella promozione e nella divulgazione della storia locale. Un riconoscimento importante per l'associazione, che ancora una volta si conferma punto di riferi mento per la conoscenza e la valo rizzazione del patrimonio culturale del territorio. A rappresentare la Pro Loco Fondi è stata la direttrice Stefania Maria Giulia Di Benedetto, che ha accompagnato Brumotti lungo i luoghi simbolo della narrazione te-levisiva, illustrando con competen-za e passione gli eventi storici legati alla figura della celebre nobildonna. Le riprese hanno interessato alcuni

TRA LE TAPPE PIÙ SUGGESTIVE C'E SPERLONGA E LA STORIA DELLA CONTESSA GIULIA GONZAGA

degli scorci più iconici di Sperlonga, dal suggestivo centro storico fino alla scenografica Torre Truglia, offrendo ai telespettatori un viaggio tra storia, paesaggio e identità culturale. Molto apprezzata la ricostruzione storica dedicata a Giulia Gonzaga, interpretata dall'attrice fondana Forte Vittoria. A rendere ancora più autentica la rappresenta-zione è stato il magnifico abito ri-nascimentale messo a disposizione dall'associazione Drappo Dell'assunta, modellato sulla giovane attrice dalla maestria sartoriale di Enza Sperduto. Un esempio concreto di collaborazione tra realtà associative del territorio unite dall'obiettivo di promuovere e raccontare le proprie radici culturali. La giornata di ripre-se è stata resa ancora più spettacolare dalle celebri evoluzioni di Bru-motti che, in sella alla sua bicicletta, ha affrontato lo stretto muretto che collega Torre Truglia al borgo antico, lasciando senza fiato tutti i pre-senti.

A rappresentare la Pro Loco Fondi è stata la direttrice Stefania Maria Giulia Di Benedetto che ha accompagnato Vittorio Brumotti lungo i luoghi simbolo deila narrazione televisiva, illustrando gli eventi storici legati alla figura della nobildonna

Latina Oggi - 2 giugno 2026

30/05/2026

La Cima del Redentore, sospesa tra cielo e terra, è tra le cime più suggestive dei Monti Aurunci, situata nel territorio di Formia.

📷 Ig re.belle.fleur

𝐍𝐎𝐑𝐁𝐀, 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐃𝐄𝐆𝐋𝐈 𝐃𝐄𝐈 𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐆𝐈𝐆𝐀𝐍𝐓𝐈Là dove il cielo sfiora i monti Lepini, su un colle spazzato dal vento e veglian...
22/05/2026

𝐍𝐎𝐑𝐁𝐀, 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐃𝐄𝐆𝐋𝐈 𝐃𝐄𝐈 𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐆𝐈𝐆𝐀𝐍𝐓𝐈

Là dove il cielo sfiora i monti Lepini, su un colle spazzato dal vento e vegliante sulla piana pontina, sorgevano le rovine di un mito: Norba, la città nata dal respiro degli dei.

La leggenda narra che fu in persona a fondarla, dopo le sue fatiche, quando il sangue degli eroi scorreva ancora sulla terra. Le sue mura, possenti come fortezze divine, si credeva fossero state costruite da , giganti venuti dal mare Egeo più di mille anni prima di Roma. Rocce enormi, incastrate con precisione soprannaturale, che ancora oggi sfidano il tempo e la logica.

Ma Norba fu anche città viva, alleata di Roma, eroica in battaglia, gloriosa tra le colonie. Finché il destino non bussò con il volto della guerra civile: Mario contro Silla. Norba scelse l'onore, ma p***e tutto. E prima che le truppe nemiche potessero profanarla, fu il fuoco a consumarla… per mano dei suoi stessi abitanti. Un sacrificio estremo, un addio da .

Poi, il silenzio. Secoli di oblio, finché le pietre non iniziarono a raccontare di nuovo. Di eroi, giganti e dei. Di un tempo in cui il camminava tra gli uomini.

Norba non è solo un : è un luogo sacro della memoria, un portale nel tempo.
Camminare tra le sue rovine significa ascoltare ancora il respiro degli dei, il passo pesante dei Ciclopi, il giuramento eterno degli eroi.

E mentre il vento accarezza le antiche mura, ti accorgi che Norba non è mai davvero caduta: vive in ogni pietra, in ogni leggenda, in ogni anima pronta a crederci ancora.



Un Viaggio Nell'arte E Nel Mistero

19/05/2026

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗲𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗲𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗩 𝗮 𝗙𝘂𝗺𝗼𝗻𝗲: 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝘀𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗱𝗲, 𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮
***RICORRE OGGI***19 maggio

Oggi la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Pietro da Morrone, il monaco eremita divenuto Papa col nome di Celestino V. Il 19 maggio 1296, in una cella del castello ciociaro di Fumone moriva misteriosamente papa Celestino V, collocato da Dante Alighieri tra gli ignavi dell'Antinferno ((Inf., III, 59-60) come colui "che fece per viltade il gran rifiuto". Una figura enigmatica e profetica, simbolo di umiltà e radicalità evangelica, che ha lasciato una traccia indelebile nella storia spirituale d’Italia.

E proprio oggi, nel suo ricordo, vi raccontiamo di un oggetto avvolto nel e nel fascino della devozione medievale: il cosiddetto di Celestino V, custodito nel borgo di Fumone (FR).

Un capolavoro dimenticato ai margini dei grandi itinerari dell’arte, eppure unico nel suo genere: un dittico ligneo in noce, decorato con preziosi vetri dorati e graffiti, che racchiude al suo interno oltre quaranta reliquie tra le più venerate del cristianesimo occidentale. Frammenti della Vera Croce, della Culla e del Sepolcro di Cristo, capelli e indumenti di santi fondatori come Francesco e Domenico… un vero scrigno della fede.

Secondo la tradizione, questo reliquiario avrebbe avuto un legame diretto con Pietro del Morrone stesso. Ma le fonti storiche certe ci riportano solo al 1706, quando il notaio Ignazio Cornelio ne redige un dettagliato inventario. Da allora, studiosi e storici dell’arte hanno cercato di svelarne l’origine e l’attribuzione.

La tecnica del vetro dorato e inciso che lo decora era nota già in epoca paleocristiana, ma fu recuperata in epoca medievale grazie ai conventi francescani dell’Umbria. Non è un caso, dunque, che l’opera venga oggi attribuita – con solidi riscontri stilistici – al frate-artista Pietro Teutonico, figura affascinante e itinerante, la cui mano si ritrova in Assisi, Todi, Gubbio e perfino nei musei internazionali.

La datazione proposta colloca il reliquiario tra il 1315 e il 1320, in pieno fermento artistico giottesco, con evidenti richiami all’iconografia dell’Infanzia di Cristo nella Basilica inferiore di Assisi. I cartigli, la grafia germanica e gli ornamenti confermano il legame con l’ambiente umbro-francescano, in cui spiritualità e arte si fondono in modo potente.

Nonostante le lacune documentarie e i danni subiti da Fumone nel Cinquecento, il reliquiario ha attraversato i secoli suscitando sempre nuovo interesse, fino ad essere esposto al pubblico e celebrato nel del 1950 come “oggetto di raro interesse artistico”.

Oggi, più che mai, questo tesoro invita alla riscoperta: non solo come testimonianza artistica, ma come segno tangibile di una fede che resiste al tempo, di una devozione che ha plasmato la cultura e la sensibilità spirituale del nostro Paese.

Un Viaggio Nell'arte E Nel Mistero
Fonti di A. Potenziani
In foto 📷:
- Affresco raffigurante la morte di Celestino V collocato sul soffitto della chiesa di
Santa Maria dei Cavalieri Gaudenti (XII sec.) A .
- Una foto storica del reliquiario (M.Longhi).

16/05/2026

16 MAGGIO MEMORIA LITURGICA DEI SEI BEATI MARTIRI DI CASAMARI:

Padre Simeone Cardon (al secolo Nicolas-Hippolyte), nato a Cambrai (Francia).

Padre Domenico Maria Zavřel, ceco.

Fra Albertino Maisonade, francese di Bordeaux.

Fra Maturino Pitri, oblato francese.

Fra Modesto Burg (al secolo Marc-Antoine), francese.

Fra Zosimo Maria Brambat, nato a Milano.

”Questi martiri non erano degli eroi ‘da fumetto’, ma delle persone normali. Erano uomini paurosi, come tutti noi lo siamo”. Non erano dei “guerrieri”, ma testimoni dell’amore di Gesù che ha detto ai suoi discepoli: “Non abbiate paura!”.
Così osservava il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, nella Santa Messa di beatificazione.

PREGHIERA
O Dio, Padre di misericordia, mirabile nei tuoi santi, ascolta la preghiera che innalziamo a te per intercessione dei Beati Martiri di Casamari. Essi, ad imitazione del tuo Figlio Gesù Cristo e con il conforto dello Spirito Santo, hanno offerto la vita e il loro sangue come prova suprema d'amore e di difesa dell'Eucaristia. Donaci, o Signore, per i loro meriti, la forza di superare le nostre debolezze e di rimanere saldi nella fede. Concedici la grazia che oggi umilmente ti domandiamo...(qui si espone la grazia desiderata) Per Cristo nostro Signore. Amen.

15/05/2026

📜Pillole di storia: il 15 maggio del 1891 papa Leone XIII pubblicò l’enciclica “Rerum Novarum”, un testo destinato a lasciare un segno profondo nella storia sociale e culturale dell’Europa.

Nata nel pieno della Rivoluzione Industriale, la “Rerum Novarum” affrontò temi allora innovativi ma ancora oggi di straordinaria attualità: il lavoro, la dignità della persona, i diritti dei lavoratori e la giustizia sociale.

🧐Con questa enciclica, la Chiesa inaugurò un nuovo modo di rapportarsi alla società moderna, intervenendo concretamente nelle dinamiche economiche e sociale per promuovere giustizia, solidarietà e fratellanza.

📍Cogliamo l’occasione per ricordare che Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci), nato a Carpineto Romano, ebbe un profondo legame con Anagni, città che frequentò assiduamente e alla quale donò importanti istituzioni. Il suo legame principale è rappresentato dalla fondazione del Pontificio Collegio Leoniano nel 1897, voluto per la formazione dei sacerdoti e ancora oggi attivo.

Se vuoi conoscere la figura di papa Leone XIII e degli altri Papi di Anagni visita il Museo della Cattedrale.
📶www.cattedraledianagni.it

(foto generata da IA)

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