22/10/2026
NIDI: ECCO LA VERITÀ.
Il Sindaco pubblica i dati dei bambini ammessi e dice "nessun taglio". È falso.
1. Confonde ammessi con posti autorizzati.
Barcaioli non ha parlato di quanti bambini entrano a settembre. Ha parlato di 112 POSTI PUBBLICI AUTORIZZATI PERSI.
La capienza ufficiale dei nidi comunali si è ridotta. Se una struttura è autorizzata per 50 ma ne fai entrare 30 per mancanza di personale, per Zuccarini non c'è taglio. Per le famiglie sì. Il dato viene da atti, non da slogan.
2. Il nido R. Sanzio non è un nuovo posto.
È una ristrutturazione con fondi PNRR vecchi. Non aggiunge un posto pubblico alla storia di Foligno. Sostituisce. Inaugurare non significa ampliare.
3. La privatizzazione non è "tecnica". È politica.
Dare i nidi a privati per "sfruttare la capienza" vuol dire: non assumo educatrici comunali, risparmio sulle lavoratrici. È la privatizzazione di un bene comune.
4. L'attacco a Fabio Barcaioli è gravissimo.
Titolare un post: "LE BUGIE DELL'ASSESSORE BARCAIOLI" è un attacco personale e istituzionalmente irresponsabile verso un assessore regionale che ha fatto il suo lavoro: portare i dati in Consiglio.
Chi denigra chi?
LA NOSTRA PROPOSTA: BASTA POST SU FACEBOOK, APRIAMO UN TAVOLO DI PARTECIPAZIONE.
Se davvero, come scrive Zuccarini, l'obiettivo è "mettere al centro i bambini e le famiglie", lo si dimostri con i fatti.
Chiediamo formalmente al Sindaco e alla Giunta di istituire immediatamente un Tavolo di Partecipazione permanente sui nidi comunali tra Giunta, uffici, Comitato Infanzia Bene Comune e rappresentanti eletti dei genitori di tutti i nidi.
Un tavolo con compiti chiari e urgenti:
Con tutti i dati veri: posti autorizzati, posti a gestione diretta, posti a gestione indiretta, costi, rette e contratti del personale.
Discutere pubblicamente e in modo trasparente qualsiasi ipotesi di esternalizzazione prima che venga decisa.
Co-progettare il futuro dei servizi 0-3 di Foligno: orari, rette, qualità educativa.
Si smetta di governare i nidi a colpi di post su Facebook. Si governi con le famiglie, dentro una stanza, con i documenti sul tavolo.
Le famiglie non hanno bisogno di fiocchi inaugurali. Hanno bisogno di essere ascoltate