29/05/2026
𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐬𝐞, 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐅𝐝𝐈 𝐀𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐮𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐍𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: "𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐫𝐞𝐜𝐡𝐢”
I consiglieri provinciali Maurizio Accettulli e Nicola Netti (Fratelli d’Italia) e Franco Amato Nunziante (Forza Capitanata) hanno presentato una mozione ufficiale per impegnare il Presidente del Consiglio Provinciale di Foggia a opporsi formalmente alla proposta della Regione Puglia di aumentare l’addizionale regionale IRPEF al fine di coprire il disavanzo sanitario di circa 350 milioni di euro.
I tre consiglieri definiscono allarmante la situazione della sanità in Puglia, aggravata da anni di cattiva gestione regionale. Dal bilancio 2025 della sanità pubblica pugliese è emerso un deficit complessivo di quasi 350 milioni di euro: ad eccezione delle ASL di Bari e della BAT, tutte le aziende sanitarie e i due Policlinici di Bari e Foggia hanno chiuso l’anno con perdite. La sola ASL di Foggia continua a registrare un disavanzo superiore ai 78 milioni di euro, cui si sommano quasi 30 milioni di perdita del Policlinico Riuniti, compromettendo i servizi minimi sanitari a favore della cittadinanza.
Di fronte a questo quadro, la Regione Puglia ha scelto di percorrere la strada dell’aumento fiscale, con il Presidente Antonio De Caro che ha illustrato una proposta di innalzamento dell’addizionale IRPEF pro capite destinata a pesare direttamente sugli stipendi mensili dei cittadini pugliesi. Una scelta che i firmatari della mozione contestano con fermezza, ritenendola ingiusta e controproducente, soprattutto alla luce dei notevoli disservizi sanitari e delle lunghe liste d’attesa che già oggi costringono migliaia di pugliesi a rivolgersi al privato o a spostarsi in altre regioni per ricevere cure che dovrebbero essere garantite sul territorio.
I dati sulla cosiddetta “mobilità passiva” sono emblematici: la Regione spende ogni anno oltre 345 milioni di euro per i ricoveri dei propri cittadini in strutture sanitarie di altre regioni, con un’incidenza elevatissima nel campo dei ricoveri ordinari, circa 53.000 all’anno. Intervenire su questo fenomeno, riducendo la spesa per i ricoveri fuori confine di circa 246 milioni di euro attraverso il potenziamento dell’offerta sanitaria locale, rappresenta secondo i consiglieri la strada maestra per affrontare il disavanzo senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
La mozione non manca di individuare le responsabilità politiche di questa crisi. I consiglieri sottolineano come il declino della sanità pugliese coincida con gli ultimi vent’anni di gestione regionale, in particolare con l’operato del Presidente Michele Emiliano e dei vari Assessori alla Sanità che si sono succeduti. Un elemento che rende ancora più difficile accettare la scelta di scaricare il costo del risanamento sui contribuenti, tanto più in un momento in cui il Governo nazionale ha aumentato nei tre anni precedenti i fondi destinati al servizio sanitario nazionale.
Con la mozione, i tre consiglieri impegnano il Presidente Nobiletti a farsi portavoce presso la Regione Puglia e il Presidente De Caro di una serie di istanze concrete: bloccare l’aumento dell’IRPEF, ridurre gli sprechi e individuare economie di bilancio alternative, potenziare i Pronto Soccorso e la qualità generale dei servizi sanitari, e garantire la presenza del medico di base e della guardia medica nei piccoli comuni delle aree interne, con particolare riferimento ai Monti Dauni e al Gargano, territori da sempre penalizzati nell’accesso alle cure.