29/05/2026
Scuola Primaria Vittorino Da Feltre
Progetto orto
Finalmente è arrivato il momento per la classe 5 di realizzare e costruire materialmente la spirale di erbe aromatiche, la cui forma è stata studiata e progettata sul quaderno ad ottobre.
I primi di marzo sotto la mia guida, i ragazzi utilizzando le pietre, di cui è ricco il terreno della scuola Vittorino, ciottoli di piccole, medie e grandi dimensioni, lisci, levigati e tondeggianti, hanno cominciato ad assemblarle, riproducendo la sua forma fedelmente il progetto sul quaderno che avevano alla mano. Incastrando le pietre hanno dato vita a dei bassi muretti a secco.
Questo mi ha dato modo di raccontare loro, che queste opere murarie sono state utilizzate fin dalle prime civiltà, per segnare confini, creare terrapieni e molto altro. Sono costruzioni resistenti e sostenibili, poiché in modo del tutto naturale, senza bisogno di malga, quelle fessure che si creano tra una pietra e l’altra, permettono di far passare il vento e l’aria senza danneggiare la struttura. Ancora oggi in molti luoghi della nostra pen*sola si possono ammirare questi muri a secco. Nella raccolta delle pietre, ammassate sotto ad una delle tante querce del giardino, la tanta pioggia caduta nei mesi invernali a creato un ambiente caldo umido dove dove due meravigliosi rospetti avevano fatto casa. La sorpresa ha scatenato un entusiasmo sincero ed allegro, che ha reso ancor più bella e dinamica l’attività!
Dopo aver costruito la spirale il giovedì successivo i ragazzi hanno piantumato dentro la spirale quindici piantine di erbe aromatiche di diverse varietà come, salvia, timo, lavanda santoreggia e una santina spirulina, un’erba simile all’elicriso. Quest’ultimo invece, è stato un’impresa piantumarlo, poiché la pianta è un bel cespuglio. Cespuglio cresciuto in uno dei sei cassoni di legno acquistati con i fondi del progetto Edu-green dell’anno scolastico 2021/22.
Si è trattato dunque di trapiantarlo da lì alla spirale, impresa che ha impegnato due gruppi di bambine e bambini della classe, che delicatamente hanno scavato la terra intorno alle radici per rimuoverlo, mentre l’altro, armato di vanghe e zappe hanno scavato nella terra sassosa creando un letto che ha accolto la grande pianta. Nel frattempo, gli altri a turno, hanno scavato e piantumato tutte le altre piantine. Il tutto è terminato con una bella innaffiatura, perché le radici abbiano la forza di distendersi e radicarsi nel terreno.
Per tutte le altre classi, nell’attesa della conclusione di questo intervento sulla classe quinta, è successo altro.
A Gennaio, al rientro dalle vacanze natalizie, per tutte le classi della primaria e per le due sezioni dell’infanzia sono stati piantumati in vasi trasparenti degli amaryllis. Bulbi che fanno un unico stelo che produce quattro fiori a trombetta molto grandi, che possono essere di colore rosso, bianco, rosa o variegato. Lo stelo è un bel tubo di due centimetri di diametro e allo sfiorire dei fiori si secca lasciando il posto al germogliare delle foglie a nastro. E’ un bulbo di origini tropicali e dunque sta bene all’interno di ambienti riscaldati come le aule di una scuola. Le dimensioni di questa pianta, ospitata in vasi trasparenti, in idrocultura, hanno permesso a tutti i bambini e le bambine della scuola di vedere crescere e sbocciare il fiore e fare osservazione dal vero, fare disegni en plein air oltre ad avere un confort visivo in più in classe, oltre ai loro magnifici lavori e creazioni.
A fine febbraio, seguendo la saggezza dell’antico proverbio “Se vuoi pieno il granaio, semina a febbraio!”, la classe 2 A ha seminato i tre tipi diversi di grani antichi, studiati e conosciuti in classe con una lezione proprio su queste culture. Cereali antichi ed autoctoni, tipici dunque, del territorio toscano. Un territorio collinare, dove l’alto grano duro Senatore Cappelli non si alletta in caso di vento, dove cresce bene il tenero grano Verna ed il rustico farro monococco. Questi, i tre diversi grani, riscoperti grazie alla valorizzazione della biodiversità, promossa da tante associazioni sul territorio come Slow Food e Legambiente, con le quali collaboro, dopo decenni di monoculture di cereali altamente produttive e resistenti, ma ricche di glutine, che tanti problemi metabolici causano ad un numero sempre più alto di persone. Monocultura introdotta da Mussolini e adottata dalla maggior parte degli agricoltori perché apparentemente più redditizia. Naturalmente legata alla conoscenza dei grani antichi c’è anche quella delle diverse macinature che nel tempo si sono industrializzate, ma non sempre evolute. Di questo e molto altro, si rimanda ad approfondimenti futuri.
Infine, dopo la semina dei grani, la classe 1 B ha seminato nei cassoni su detti, i piselli, coltura anche questa che si può degustare direttamente in campo e che nel frattempo sta crescendo.
Mentre con la classe 1 A, causa mal tempo, è stato studiato le forme e grandezze dei diversi semi di glicine, ginestra, lavanda, melo e arancio, per poi seminarli in piccoli vasi di cartone biodegradabile per farli germogliare e in futuro trapiantare in vasi più grandi.
Per il resto dell’anno scolastico sono previste altre semine di carote e ravanelli e la raccolta di baccelli, piselli e a fine giugno del grano, per chi vorrà esserci.
Vorrei concludere questo lungo articolo con una mia emozione, quella che mi da ogni volta la vangatura e il rigirar delle zolle. L’odore della terra penetra dentro le mie narici e un’euforia mi pervade, dandomi le energie per continuare ad affondare l’attrezzo, sentendo la forza e la fatica del corpo, che si imperla tutto di sudore, con il primo caldo sole, di un’imminente primavera.
Costanza Lastrucci