23/06/2022
🔴Sul rapporto di Almalaurea 2022 e le dichiarazioni della rettrice Alessandra Petrucci🔴
➡️Secondo il rapporto di Almalaurea i laureati, sia con laurea triennale che laurea magistrale, che riescono a trovare lavoro entro il primo anno dopo la fine del percorso di studi sono in aumento.
La rettrice Alessandra Petrucci, alla presentazione del rapporto, ha dichiarato che "siamo contenti di poter condividere queste informazioni che sono incoraggianti e ci inducono a proseguire con impegno nella direzione intrapresa".
Ma è tutto rose e fiori? Quale sarebbe la direzione intrapresa?
Se leggiamo con attenzione il rapporto in questione emergono alcuni dati interessanti.
1️⃣.Che tipo di lavoro trovano tendenzialmente i neolaureati?
Nello stesso rapporto si legge che nel complesso aumentano i contratti a tempo DETERMINATO, che dunque nascondono spesso maggiore ricattabilità da parte del datore di lavoro (privato nel 72,3% dei casi) e senza ombra di dubbio non offrono alcuna stabilità, anzi, prospettano come spesso accade una lunga trafila di precariato, ricatti e prestazioni fuori orario per raggiungere il tanto agognato "posto fisso". Ovvero, "semplicemente", un lavoro sicuro, stabile, pagato.
Ma pensiamo anche che sia importante sottolineare come anche nel lavoro autonomo si nascondano delle beffe: è il caso dei cosidetti finti liberi professionisti, infatti secondo un'inchiesta del 2019 di il 78% di intervistati impiegati nel solo settore culturale che avevano una partita IVA erano stati costretti ad aprirla dal datore di lavoro per fornire prestazioni tutt'altro che occasionali, con la beffa di dover pagare di tasca propria tasse e contributi.
2️⃣.Il dato sui neolaureati maschera il disastro che viene offerto ai giovani in generale.
Altri dati forniti dallo stesso rapporto indicano che le immatricolazioni sono in calo (-3%), ma che, se sale il livello di occupati neolaureati, nel complesso chi non ha una laurea ha maggiori difficoltà a trovare lavoro.
Incrociando questi dati è evidente che un lavoro, spesso e volentieri ancora precario, è sempre piu un lusso per i giovani di questo paese.
Nel caso di Firenze poi si deve sottolineare il picco di laureati stranieri rispetto alla media nazionale, peccato che questo numero sia frutto di una scellerata politica portata avanti da Comune a guida PD, UniFi e ARDSU, per rendere Firenze una città "aperta" a studenti stranieri, che però devono avere la fondamentale caratteristica di potersi permettere una stanza in uno dei lussuosi studentati privati che in questa città spuntano come funghi a scapito delle sempre più fatiscenti residenze pubbliche.
3️⃣."La famiglia di origine influenza la scelta dell’università e l’entrata nel mercato del lavoro. I laureati con almeno un genitore in possesso di un titolo universitario sono il 30,9% (nel 2011 erano il 26,9%). Il contesto culturale e sociale della famiglia influenza anche la scelta del corso di laurea: i laureati provenienti da famiglie con livelli di istruzione più elevati hanno scelto più frequentemente corsi di laurea magistrale a ciclo unico (il 43,5% ha almeno un genitore laureato) rispetto ai laureati che hanno optato per un percorso “3+2” (28,2% per i laureati di primo livello e 31,3% per i magistrali biennali)".
Pensiamo che non ci sia molto da commentare per quanto riguarda questo aspetto del rapporto, eppure anche di fronte all'evidenza dei fatti le università e gli enti preposti al diritto allo studio blaterano della presunta "meritocrazia" che vigerebbe nel mondo universitario!
4️⃣.Ancora divario fra nord e sud.
Il sud Italia perde nel complesso oltre un quarto dei propri diplomati in favore delle università del centro nord, a fronte dei pochissimi che scelgono il percorso inverso.
Le scelte politiche passate in materia di autonomia differenziata, legami con le imprese del territorio e costruzione dei cosiddetti "poli di eccellenza" hanno prodotto uno squilibrio tale che non solo la famiglia di provenienza, ma anche il luogo di nascita influenza in modo determinante il futuro di un neodiplomato.
Di quale eccellenza si può parlare se questa si basa in primo luogo sull'esclusione?
❗️Se queste informazioni per la rettrice sono "incoraggianti" ci chiediamo quali interessi intenda portare avanti, dato che è evidente come non siano quelli di un'università critica e accessibile.
Se questa è la direzione sulla quale la nostra rettrice si auspica di proseguire noi invece auspichiamo l'esatto opposto!