06/09/2026
Firenze proclami il lutto cittadino nel giorno di funerale di Lorena. Per Lorena, per ogni vittima di violenza.
Un’altra donna uccisa dalla violenza di un uomo che non aveva accettato la sua scelta di mettere fine alla loro storia. Che non aveva accettato la sua libertà, di non poter disporre della vita di una donna che non voleva più stare con lui. E’ avvenuto nella nostra città, che aveva scelto per viverci, e lui abitava in uno dei quartieri più tranquilli di Firenze.
Un femminicidio drammatico, come drammatiche sono le parole della madre quando racconta che Lorena, impaurita da lui negli ultimi tempi, non voleva però denunciarlo “per le conseguenze anche penali” che questo avrebbe comportato per lui. La paura della denuncia e di tutto ciò che comporta per chi la riceve e per chi la fa è un tema che esiste, comprensibile, che capisco.
Occorre raccogliere l’appello disperato del padre di Lorena affinché tutte le istituzioni e i soggetti preposti possano lavorare insieme, in un lavoro che non può non coinvolgere anche gli uomini con investimenti in progetti di prevenzione sul fronte psicologico, e ovviamente sul fronte culturale per tutta la società. Perché il dominio dell’uomo sulla donna è ancora presente molto più di quanto si pensi, e trasversalmente in ogni realtà, anche in ambienti che, purtroppo, a parole enunciano certi principi, ma poi sul caso concreto e vicino a loro fanno fatica a mettere in pratica.
La tragedia di Lorena non è un caso isolato, ma frutto di responsabilità collettive di cui dobbiamo farci tutti e tutte carico. La sua giovane vita ingiustamente spezzata non venga dimenticata e si proclami il 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨 nel giorno del funerale di Lorena perché la nostra comunità l’accompagni con un momento di raccoglimento e di riflessione per l’ennesima vittima di violenza.
Sentiremo l’assenza di Lorena, anche chi non l’aveva conosciuta, perché Lorena non doveva morire ma aveva ancora il diritto di vivere qui con noi.