CAS Firenze - Collettivo Antagonista Studentesco

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Oggi come ieri il 25 aprile non può essere una festa univoca. Il 25 aprile rappresenta il ricordo di una memoria storica...
25/04/2020

Oggi come ieri il 25 aprile non può essere una festa univoca. Il 25 aprile rappresenta il ricordo di una memoria storica, di parte, di chi decise di schierarsi e, mettendo in gioco la propria vita, disse no al fascismo.
Gli anni scorsi abbiamo rotto la retorica di quanti dicono che i giovani non si interessano mai a niente, che sono superficiali, menefreghisti, salvo poi fare di tutto per zittirli.
Abbiamo imparato a riprenderci a spinta, tutte e tutti insieme, il diritto di parola; ad affermare che, una volta tanto, stava a loro ascoltarci.
È un'abitudine che non perderemo...

La scuola ai tempi del covid19"...come al solito parlano di noi, per noi, ma non ci ascoltano."
06/04/2020

La scuola ai tempi del covid19

"...come al solito parlano di noi, per noi, ma non ci ascoltano."

🔴LA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID19

4 marzo 2020. Ore 18. Giuseppe Conte parla alla Nazione. Annuncia ciò che da un po’ era nell’aria, e cioè la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Fra i giovani il clima è di euforia. 10 giorni (allora) di chiusura delle scuole! Certo, ci sono già misure da rispettare, come lavarsi spesso le mani e tenere una certa distanza fra tutte e tutti, ma è un’occasione per prendersi una pausa dai ritmi asfissianti della routine scolastica.
Ancora non lo sapevamo, ma era l’inizio della quarantena e, insieme, del mito dei giovani incoscienti che stanno con gli amici senza curarsi della salute di chi sta loro intorno. Col senno di poi possiamo dire di essere stati uno dei primi capri espiatori di questa pandemia mondiale, con la nostra sfrenata voglia di socialità. Da ogni parte si leva un coro di voci che esorta i genitori a controllare di più i figli, fioriscono spot del governo in cui si dice che “anche se sei giovane” adesso devi essere un po’più responsabile. Tanta, tantissima gente dunque che parla per i ragazzi e le ragazze, che dall’alto della sua maturità li disprezza, senza mai porsi davvero in dialogo con loro.
Contemporaneamente al serpeggiare dell’odio per questa gioventù che non si cura dei nonni in pericolo, l’istituzione scolastica comincia a ristrutturarsi nell’emergenza di cui pian piano si comincia a capire la portata: si inizia a mettere in moto la macchina della didattica online. Una didattica che non tiene conto delle difficoltà economiche che hanno in molt*, facendo così risaltare le differenze sociali che esistono tra studenti e studentesse . La didattica online deve essere accessibile a tutt* e non solo a chi può permettersi un computer e buona connessione WiFi, ma evidentemente all’istituzione scolastica non interessa,e lascia così escluso ed emarginato chi non può permettersi di possedere questi strumenti . Va tutto bene, dunque? Tutt’altro. A chiunque, docente o alunno che sia, cominci a confrontarsi con essa, appaiono immediatamente chiari i suoi enormi limiti. Ci si trova davanti ad una riduzione all’osso dell’istituzione scolastica (addirittura senza nemmeno più l’edificio-scuola), e cosa ne rimane? Che cosa è ritenuto essenziale nella scuola del 2020? Programmi da portare avanti, a qualunque costo, e valutazioni da dispensare, nonostante tutto. Il resto (formazione globale dell’individuo, rapporti interpersonali, forme di dibattito, confronto ecc) viene ritenuto accessorio. Eppure erano proprio quegli elementi che rendevano la scuola più sopportabile a studenti e studentesse, mentre evidentemente per politici e amministratori vari non sono mai stati davvero importanti.
I ragazzi e le ragazze, dunque, si ritrovano all’improvviso a far fronte da soli e sole ad una situazione totalmente nuova, in cui gestire l’ansia, lo stress, la sensazione di isolamento, non è per niente facile. Anche prima della pandemia chiunque andasse a scuola aveva presente cosa volesse dire essere costantemente sotto pressione, avere l’impressione di non essere altro che un contenitore da riempire con delle nozioni, il peso di una valutazione che incombe sempre su tutti e tutte. Adesso queste sensazioni sono aumentate enormemente, insieme all’incertezza costante di non avere risposte a domande come “cosa ne sarà del nostro anno scolastico?” oppure “come sarà l’esame di maturità?”.Se ci sarà un ritorno a scuola lo immaginiamo traumatico: I professori e le professoresse ci riempiranno di compite e verifiche per “non rimanere in dietro con il programma”, un programma sempre più privo di saperi critici e situati.Della maturità non sappiamo ancora nulla ma quello che è lampante è che le lezioni online non ci danno una preparazione necessaria per affrontare l’esame di stato.E tutti quei soldi che abbiamo speso per le gite, che sono state annullate, ci torneranno indietro? Quello che pretendiamo sono risposte alle nostre domande.Come se non bastasse nessuno sembra ricordarsi degli 8 milioni di studenti e studentesse e a nessuno sembra interessare la loro voce, dato che quando la Ministra parla racconta di una situazione con qualche ostacolo, ma tutto sommato buona. Chissà che questa situazione non possa rivelarsi utile, chissà che alcune delle misure messe fin’ora in campo non possano rimanere pure nel dopo… potremmo essere di fronte alla didattica del futuro! Nel frattempo i ragazzi e le ragazze cercano di cavarsela fra videolezioni in cui è difficilissimo mantenere la concentrazione, mille compiti da consegnare, mail che arrivano ad ogni ora del giorno e della notte, power point, tante piattaforme diverse da utilizzare…
Come al solito parlano per noi e non ci ascoltano.

Da qualche giorno fa notizia la scoperta di gruppi Telegram il cui oggetto principale è il revenge p**n (p**novendetta),...
04/04/2020

Da qualche giorno fa notizia la scoperta di gruppi Telegram il cui oggetto principale è il revenge p**n (p**novendetta), ossia la condivisione di immagini private senza il consenso delle proprietarie.
Spesso l'obiettivo degli iscritti, uomini, è ottenere vendetta nei confronti delle ex, ma spesso si scambiano anche foto e informazione di donne completamente ignare (a volte pure minorenni), come se fosse banale merce di scambio. La "colpa" principale di queste ragazze è l'aver deciso in maniera libera come vivere la loro sessualità. L'obiettivo degli uomini è quello di esercitare un dominio, di sentirsi potenti, di pensare di poter "rimettere al loro posto" quelle donne, di "dar loro ciò che si meritano".
Sicuramente Telegram e la rete in generale hanno aiutato nella creazione e nella diffusione di gruppi come questo, ma è importante non dimenticare che il revenge p**n è un fenomeno con delle radici ben precise: il patriarcato; quel patriarcato così intrinseco nella nostra società e nella nostra cultura, che fa sentire gli uomini legittimati a decidere della vita delle donne, delle loro abitudini, della loro sessualità.
Molti dicono “Non tutti siamo così”. E ci mancherebbe! È vero però che tutti (tutti) siamo cresciuti in una società patriarcale, in cui comportamenti misogini e la cultura dello stupro vengono continuamente normalizzati.
Nessuno deve dire che quelle donne "se la sono cercata". Al contrario bisogna chiedere conto agli uomini dei loro comportamenti e opporsi con ogni mezzo necessario al revenge p**n e a tutte le forme di sessismo e violenza di genere

Disegni di Zerorisposte

18-03-2019\18-03-2020: un anno fa la morte in Siria del Nord di Lorenzo Orsetti, partigiano di Rifredi.Ieri il tribunale...
18/03/2020

18-03-2019\18-03-2020: un anno fa la morte in Siria del Nord di Lorenzo Orsetti, partigiano di Rifredi.
Ieri il tribunale di Torino ha condannato a due anni di sorveglianza speciale Eddi, combattente YPJ.
Ricordiamo Orso sosentendo Eddi, perché se oggi possiamo stare tutt* a casa è anche grazie a persone come loro. Invitiamo quindi tutte e tutti a collegarsi sul suo profilo Facebook (Maria Edgarda Marcucci) alle 12 per una diretta.

Con Orso nel cuore e nella nostra testa
Ogni goccia diventerà tempesta

...non pensiate che torneremo nelle nostre aule come se nulla fosse successo. Vi faremo pagare tutto!
16/03/2020

...non pensiate che torneremo nelle nostre aule come se nulla fosse successo. Vi faremo pagare tutto!

‼️Dall’inizio della quarantena non ci siamo mai espressi apertamente sulla situazione che stiamo vivendo/subendo e sulle contraddizioni che apre. Ma questo non sta a significare che, come studenti e studentesse, delle riflessioni in merito non ci siano state. Anzi, abbiamo voluto cogliere l’opportunità di avere lunghi momenti vuoti, per riempirli con i nostri pensieri, cercando sempre di partire da noi.‼️
Ci viene difficile poter dire qualcosa che non sia scontato o che in un momento emergenziale come questo risulti superfluo; vediamo, però, delle situazioni inedite e percepiamo, nonostante i nostri occhi siano giovani, quanto tutto questo cambierà la società inevitabilmente.
⚠️Siamo nati e cresciuti in un sistema sociale e produttivo che ha dato l’illusione, per decenni, che l’uomo e la sua tecnologia fossero invincibili; la politica istituzionale si è mostrata agli occhi delle persone come l’unico soggetto in grado di far fronte a delle situazioni di ordine emergenziale.
Questa pandemia smentisce tutto questo.
Questa pandemia porta a galla le rotture sociali per cui da sempre lottiamo.
Questa pandemia ci mostra, senza filtri, quanto in realtà il sistema in cui siamo immersi sia tossico e insufficiente nel far fronte a delle necessità reali. ⚠️
🚫L’ipocrisia che si è data in queste settimane di emergenza sanitaria (politica e sociale) è stata tanta e pesante da mandare giù. Come sempre accade, si inizia un momento di crisi individuando un responsabile, un colpevole e questa volta è toccato a noi giovani assumerci il ruolo in questione. Siamo stati additati come coloro che hanno preso sotto gamba la situazione e che sono stati il maggior motore di contagio. Ammettiamo, come tutti dovrebbero fare, che non capimmo da subito la portata di questa emergenza. 🚫
❌Ammettiamo, come tutti dovrebbero fare, che è stato difficile accettare di doverci chiudere in casa e isolarci fisicamente dal mondo.
Ma rifiutiamo di assumerci la responsabilità di questo disastro. Categoricamente. Riteniamo che ad essere additati come responsabili debbano essere ben altri. E non ci riferiamo al virus, ma ai governi che per decenni hanno fatto tagli ingenti alla sanità pubblica (come per ogni servizio essenziale e popolare), senza premurarsi di conseguenza alcuna, gli stessi che ad oggi criminalizzano chi esce di casa a prendere dieci minuti d’aria, sono sistematicamente la causa della tragicità di questa emergenza. Sono coloro con cui dovremmo fare i conti non appena potremmo uscire dalle nostre case. ❌
▶️E come se la gambizzazione criminale alla sanità perpetrata per anni non bastasse, ad oggi questi soggetti non stanno cambiando di una virgola il loro comportamento, perché anche in una situazione tragica come questa, il profitto viene prima, e dunque le strutture private non sono costrette a muovere un dito se non con una mazzetta in mano, le fabbriche rimangono operative sottoponendo gli operai ad un rischio di contagio altissimo e non viene garantito nessun reddito minimo per poter quantomeno sopravvivere per chi rimane a casa dal lavoro o peggio viene licenziato.
Quando Cirio, dall’alto della sua poltrona rossa, ci viene a dire che questa non è una vacanza vorremmo rispondere che forse sono lui e i suoi soci a non aver compreso che per nessuno di noi questa è una vacanza, ma una tragedia per ogni famiglia. Per ogni famiglia che lo stato ha lasciato completamente in balia di se stessa nell’affrontare questa situazione e per noi compresi.◀️
❗️Noi vediamo i nostri genitori chiedersi come potremo arrivare a fine mese oppure, se lavorano in una fabbrica o simili, che sono esposti a rischi quotidiani; noi abbiamo parenti e amici a rischio e da tutelare; noi abbiamo dovuto rimodulare completamente il nostro sistema d’apprendimento per poter rimanere al passo in un momento dell’anno scolastico delicato come questo; noi non siamo affatto in vacanza!
Soffriamo di questa situazione drammatica, nella quale non ci possiamo incontrare e dare forza vicendevolmente, ma guardiamo a questo periodo in prospettiva e una certezza l’abbiamo: non finirà qui! Non ritorneremo nelle nostre aule come se tutto questo non fosse mai accaduto, vi faremo pagare tutto!❗️

08/03/2020

LOTTO TUTTI I GIORNI...
La voce delle donne, delle studentesse, che ogni giorno lottano per far valere la loro opinione, per poter tornare tranquille a casa la sera, per essere considerate semplicemente per come sono, e non per gli stereotipi di genere che questa società si porta dietro.

L'8 MARZO, LOTTO SEMPRE

🔴 SE SEI DONNA E OSI PRENDERE PAROLA MERITI LO STUPRO 🔴L'azienda petrolifera  X-SITE ENERGY Services diffonde adesivi ra...
03/03/2020

🔴 SE SEI DONNA E OSI PRENDERE PAROLA MERITI LO STUPRO 🔴

L'azienda petrolifera X-SITE ENERGY Services diffonde adesivi rappresentanti una ragazza con due treccine e la scritta Greta sulla schiena. La posizione é sessualmente esplicita.

Di nuovo una donna che prende parola merita di essere punita, va rimessa al suo posto tanto più che ha osato esprimersi con forza contro un sistema di sfruttamento e dominio che colpisce l'intero pianeta ma anche tutte le donne.
Ovviamente la risposta non si è fatta attendere e Greta fa uscire con un tweet: "Lo fanno solo per disperazione: è la dimostrazione che stiamo vincendo".

💥 UNA SOCIETÀ FONDATA SULLO STUPRO DELLA DONNA COME SULLO STUPRO DELLA TERRA SARÀ SEMPRE UNA SOCIETÀ DA COMBATTERE 💥

🔴STARE MALE NON È NORMALE... QUESTA SCUOLA È UN PROBLEMA!Oggi studenti e studentesse del Machiavelli-Capponi hanno spont...
22/02/2020

🔴STARE MALE NON È NORMALE... QUESTA SCUOLA È UN PROBLEMA!

Oggi studenti e studentesse del Machiavelli-Capponi hanno spontaneamente deciso di rompere la routine quotidiana e portare avanti un flash-mob per dire basta a tutti i problemi che la scuola crea nelle nostre vite. Attacchi di panico, crisi di ansia, sentirsi svalorizzati e derisi dai professori, avere la sensazione di essere solo un voto. Tutto questo non è normale, e non è un problema che riguarda solo qualcuno o qualcuna, ma la quotidianità per chi ogni giorno entra a scuola.
Per quasi un'ora studenti e studentesse sono stati fuori dalle classi, discutendo nei corridoi e confrontando le proprie esperienze. Ascoltiamoci, capiamoci e poi agiamo!
A chi ci dice che è la normalità noi rispondiamo che allora la normalità è un problema, e va cambiata.

5 istituti occupati nella notte a Pisa contro l'alienazione scolastica.Nessuno ci ascolta, nessuno si chiede e ci chiede...
20/01/2020

5 istituti occupati nella notte a Pisa contro l'alienazione scolastica.
Nessuno ci ascolta, nessuno si chiede e ci chiede come stiamo e come viviamo questa realtà... E allora saranno scuole in rivolta!

🔴NON SI PUÒ ENTRARE IN CENTRO, DICEVANO...Duemila persone oggi alla Marcia per la Libertà a Prato in sostegno agli opera...
18/01/2020

🔴NON SI PUÒ ENTRARE IN CENTRO, DICEVANO...

Duemila persone oggi alla Marcia per la Libertà a Prato in sostegno agli operai e alle studentesse multate. Tantissimi e tantissime, quindi, che hanno sfidato l'ennesimo divieto imposto dal questore di Prato Cesareo che voleva impedire l'ingresso nel centro storico della città. Il corteo invece si è ripreso le strade e la piazza del Comune, per chiedere l'immediata cancellazione delle multe e dei Decreti Salvini. E così, da blindata quella diventa la piazza simbolo della protesta, una lotta che parte dalle fabbriche, passa dalle scuole e investe tutta la città, perché chi ha buttato via la paura come gli operai di Prato non può tornare indietro.
Una manifestazione pacifica che è stata attaccata senza alcuna motivazione dalla polizia quando ormai i partecipanti si stavano disperdendo.
È una vergogna!
Adesso vogliamo le dimissioni del questore Cesareo e l'immediata cancellazione dei Decreti Sicurezza.

Dopo le multe a operai e studentesse, le vergognose prescrizioni del Comitato per l'ordine e la sicurezza di Prato dimos...
17/01/2020

Dopo le multe a operai e studentesse, le vergognose prescrizioni del Comitato per l'ordine e la sicurezza di Prato dimostrano solo quanto in città ci sia bisogno di una Marcia per la Libertà come quella che si terrà domani!

➡️Da Firenze ritrovo alla stazione di Santa Maria Novella alle ore 15 per prendere il treno tutte e tutti insieme
➡️A Prato concentramento del corteo in piazza della stazione dalle ore 16

Indirizzo

Via Ghibellina 14/R, Via Baracca 18/2R
Florence

Orario di apertura

15:00 - 17:00

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