14/05/2026
Dal 1857 ci sono voluti 140 anni per riempire l’invaso del Bilancino
Già nell’anno 1857, sotto Leopoldo II di Lorena, si parlava, in Toscana, di costruire un invaso accanto alla villa Medicea di Cafaggiolo, in località Bilancino, per regolamentare il flusso del fiume Sieve in Arno e per fornire una importante riserva d’acqua potabile, alla Capitale del Granducato.
Il Granduca, probabilmente, dopo aver provato la furia delle acque dell’Arno a seguito della terribile alluvione del 3 novembre 1844, aveva iniziato, infatti, a pensare a come risolvere il problema della terribile pericolosità del fiume che scorre nella Città all’interno di un alveo molto stretto che ne facilita le esondazioni.
Subito era apparso chiaro che, regolamentando il flusso del fiume Sieve, si sarebbe regolamentata anche la portata dell’Arno. D’altronde, in città, anche a quei tempi, era noto il proverbio: “Arno non cresce se Sieve non mesce” che la dice lunga sull’influenza del fiume proveniente dal Mugello sulle calamità che possono colpire la città di Dante.
Purtroppo pochi anni dopo, finiva la grande stagione dei Lorena in Toscana e con essa finiva anche la libertà per la nostra terra.
Gli occupanti, gli italiani, di certo, non avevano e non hanno, a cuore le vicende della nostra Toscana e quindi il progetto della costruzione dell’invaso al Bilancino cadde nel dimenticatoio.
Ci volle un'altra, terribile, alluvione, quella del 4 novembre 1966, ci vollero, i danni, i morti e le distruzioni di quella terribile calamità per rispolverare il problema del bacino dell’Arno, e per colpire la sensibilità dell’opinione pubblica italiana, lontana, come sempre, anni luce dai bisogni della nostra terra.
Forse, anzi, in quell’occasione fu più il clamore fatto dai media internazionali che, consci del valore storico-artistico di Firenze, influenzarono positivamente gli stolti e ciechi governanti italiani che finalmente, negli anni settanta, posero mano ad un progetto di costruzione dell’invaso.
La storia della costruzione del Bilancino è una storia “tutta italiana”. Una storia costellata e piastrellata di denunce, di procedimenti giudiziari di mazzette e di ladronerie.
Di bustarella in bustarella il costo dell’opera lievitò di ben tre volte ed occorsero quasi trent’anni per giungere alla completa costruzione della diga che arriverà solo nel lontano febbraio del 1996!!!
E’ corretto dire che, dall’intuizione dei Lorena alla sua costruzione sono trascorsi 140 anni ed è questo, il ritardo che la nostra terra paga all’annessione (forzosa e delittuosa) al Regno d’Italia.
Nel mezzo, purtroppo, c’è stata una alluvione che, molto probabilmente, con i Lorena al potere e mantenendo l’indipendenza politica, non ci sarebbe stata.
Insomma quando leggo la pubblicità: “Bilancino, Lago di Toscana!!” ripenso un po’ a tutte queste cose e, una volta di più, impreco contro gli avvenimenti di quel dannato 27 aprile 1859, quel maledetto giorno in cui perdemmo la nostra libertà…..