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Noi che rivogliamo il Granducato di Toscana www.toscana-indipendente.eu L'esperienza dello stato unitario è fallita!!!

15/06/2026







Noi continuiamo la nostra corsa senza deviazioni e senza compromessi. Non ci voltiamo indietro e non inseguiamo le distrazioni imposte dalle mode o dagli interessi del momento.

La nostra meta è chiara: una Toscana Autonoma.

Siamo convinti che l’autonomia regionale rappresenti l’unica vera soluzione ai problemi creati da decenni di centralismo partitocratico.

quando si tratta di bruciare i soldi delle nostre Tasse in cazzate, Roma è sempre "bravissima"...
15/06/2026

quando si tratta di bruciare i soldi delle nostre Tasse in cazzate, Roma è sempre "bravissima"...



𝗣𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲: 𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼.

Ogni giorno i cittadini e le imprese del nostro territorio pagano tasse sempre più pesanti con la promessa di avere servizi efficienti, infrastrutture moderne e una pubblica amministrazione all'altezza.

Poi leggiamo notizie come questa: presunti tentativi di influenzare controlli e decisioni nelle istituzioni che dovrebbero garantire trasparenza e legalità. Sarà la magistratura ad accertare responsabilità e fatti, ma una domanda resta inevitabile: quanti soldi pubblici vengono risucchiati da un sistema che troppo spesso sembra premiare relazioni, clientele e interessi di pochi invece del bene comune?

Il problema non è solo un singolo episodio. Il problema è il "Sistema Italia": un'enorme idrovora di denaro pubblico che raccoglie risorse dai territori produttivi e troppo spesso le disperde nei meandri della burocrazia, degli sprechi e delle reti di potere.

Per questo l'autonomia è una battaglia di responsabilità e buon governo. Dobbiamo chiudere il rubinetto che porta a Roma risorse che poi non tornano sotto forma di servizi, infrastrutture e opportunità per i cittadini.

I soldi che i nostri lavoratori, professionisti e imprenditori versano ogni giorno devono restare sul territorio per finanziare scuole migliori, sanità più efficiente, strade sicure, trasporti moderni e sostegno alle famiglie.

Basta con un sistema che chiede sempre di più e restituisce sempre meno. Basta con i soldi dei cittadini che spariscono tra inefficienze, privilegi e gli interessi degli amici degli amici.

L'autonomia significa una cosa semplice: chi amministra risponde ai cittadini, e le risorse prodotte dal territorio devono servire innanzitutto a far crescere quel territorio.

11/06/2026










Mi rivolgo a tutti i toscani. Ma a sapere queste notizie un vi girano i 'oglioni per essere italiani?
28/05/2026

Mi rivolgo a tutti i toscani. Ma a sapere queste notizie un vi girano i 'oglioni per essere italiani?



17/05/2026
17/05/2026




Exploring the connection between the Grand Ducal House of Tuscany and the Dukes of Württemberg reveals a rich dynastic network extending across the Tuscan, Austrian Imperial, and Dukes of Teschen lines of the House of Habsburg-Lorraine.

These historic ties, formed through shared ancestry and dynastic marriages, united the Grand Dukes of Tuscany with the Imperial House of Austria, the Teschen branch, and the House of Württemberg, creating a lasting legacy that continues through their descendants today.

Check out the family graph below illustrating these fascinating connections.
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Esplorando il legame tra la Casa Granducale di Toscana e i Duchi di Württemberg emerge una ricca rete dinastica che si estende attraverso i rami toscano, imperiale austriaco e dei Duchi di Teschen della Casa d'Asburgo-Lorena.

Questi legami storici, formatisi attraverso l'ascendenza comune e i matrimoni dinastici, unirono i Granduchi di Toscana con la Casa Imperiale d'Austria, il ramo di Teschen e la Casa di Württemberg, creando un'eredità duratura che continua ancora oggi attraverso i loro discendenti.

Date un'occhiata all'albero genealogico qui sotto che illustra questi affascinanti legami.





























Dal 1857 ci sono voluti 140 anni per riempire l’invaso del Bilancino Già nell’anno 1857, sotto Leopoldo II di Lorena, si...
14/05/2026

Dal 1857 ci sono voluti 140 anni per riempire l’invaso del Bilancino

Già nell’anno 1857, sotto Leopoldo II di Lorena, si parlava, in Toscana, di costruire un invaso accanto alla villa Medicea di Cafaggiolo, in località Bilancino, per regolamentare il flusso del fiume Sieve in Arno e per fornire una importante riserva d’acqua potabile, alla Capitale del Granducato.
Il Granduca, probabilmente, dopo aver provato la furia delle acque dell’Arno a seguito della terribile alluvione del 3 novembre 1844, aveva iniziato, infatti, a pensare a come risolvere il problema della terribile pericolosità del fiume che scorre nella Città all’interno di un alveo molto stretto che ne facilita le esondazioni.
Subito era apparso chiaro che, regolamentando il flusso del fiume Sieve, si sarebbe regolamentata anche la portata dell’Arno. D’altronde, in città, anche a quei tempi, era noto il proverbio: “Arno non cresce se Sieve non mesce” che la dice lunga sull’influenza del fiume proveniente dal Mugello sulle calamità che possono colpire la città di Dante.
Purtroppo pochi anni dopo, finiva la grande stagione dei Lorena in Toscana e con essa finiva anche la libertà per la nostra terra.
Gli occupanti, gli italiani, di certo, non avevano e non hanno, a cuore le vicende della nostra Toscana e quindi il progetto della costruzione dell’invaso al Bilancino cadde nel dimenticatoio.
Ci volle un'altra, terribile, alluvione, quella del 4 novembre 1966, ci vollero, i danni, i morti e le distruzioni di quella terribile calamità per rispolverare il problema del bacino dell’Arno, e per colpire la sensibilità dell’opinione pubblica italiana, lontana, come sempre, anni luce dai bisogni della nostra terra.
Forse, anzi, in quell’occasione fu più il clamore fatto dai media internazionali che, consci del valore storico-artistico di Firenze, influenzarono positivamente gli stolti e ciechi governanti italiani che finalmente, negli anni settanta, posero mano ad un progetto di costruzione dell’invaso.
La storia della costruzione del Bilancino è una storia “tutta italiana”. Una storia costellata e piastrellata di denunce, di procedimenti giudiziari di mazzette e di ladronerie.
Di bustarella in bustarella il costo dell’opera lievitò di ben tre volte ed occorsero quasi trent’anni per giungere alla completa costruzione della diga che arriverà solo nel lontano febbraio del 1996!!!
E’ corretto dire che, dall’intuizione dei Lorena alla sua costruzione sono trascorsi 140 anni ed è questo, il ritardo che la nostra terra paga all’annessione (forzosa e delittuosa) al Regno d’Italia.
Nel mezzo, purtroppo, c’è stata una alluvione che, molto probabilmente, con i Lorena al potere e mantenendo l’indipendenza politica, non ci sarebbe stata.
Insomma quando leggo la pubblicità: “Bilancino, Lago di Toscana!!” ripenso un po’ a tutte queste cose e, una volta di più, impreco contro gli avvenimenti di quel dannato 27 aprile 1859, quel maledetto giorno in cui perdemmo la nostra libertà…..







11/05/2026

Nei paesi Arabi i ladri sono amputati, in Europa sono indagati, in italia sono deputati.

10/05/2026







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