14/05/2021
OCCUPATA MA NON CHIUSA: BRUNELLESCHI PIÙ APERTA CHE MAI
Non cadere nel tranello! L’occupazione non pregiudica la possibilità di andarci a studiare.
Al contrario, sono stati resi disponibili altri spazi, e quindi i posti sono anche di più, utilizzabili nella massima sicurezza (distanziamento, sanificazione e tracciamento), cosa che vale anche per le iniziative che animano il Chiostro.
Dopo un anno e mezzo di mobilitazione di Studenti in lotta per il diritto allo studio - Firenze, promesse non mantenute, tavoli ed incontri con il rettore, manca ancora la volontà da parte dell'Ateno di riaprire l’Università in sicurezza per tutte e tutti.
Ci hanno dovuto pensare invece lə studenti, che nella serata di martedì hanno riaperto la sezione di ex-architettura, organizzando uno spazio studio aggiuntivo senza tralasciare i protocolli sanitari e senza interrompere in alcun modo il lavoro di sanificazione, il lavoro quello dei e delle docenti, del personale in appalto, del centro studi Jorge Eielson e senza impedire in alcun modo l’accesso ed i servizi della biblioteca, la quale non è interessata dall’occupazione.
L'unica risposta dell'amministrazione è stata una serie di attacchi strumentali, tra cui la chiusura della biblioteca mercoledì “per cause di forza maggiore”, l'annullamento immotivato di due lezioni previste per mercoledì e giovedì (di cui una si è svolta comunque, nel rispetto del protocollo angicontagio UniFi, dato che la comunicazione non era pervenuta ne' al docente, ne' a tutor e studenti), l'interruzione dei lavori di ristrutturazione nella biblioteca dei restauratori (anch'essa immotivata, dato che come il resto della biblioteca quest'area non è occupata, come ha potuto constatare anche il responsabile del progetto).
Segnaliamo inoltre il trattamento riservato da parte dell’Università ai lavoratori in appalto, costretti a svolgere mansioni non retribuite e non previste, oltre al compito di comunicare le scelte politiche prese dai loro superiori, i quali non hanno avuto neanche la decenza di farlo di persona.
Ai lavoratori e alle lavoratrici è stata data anche la colpa di aver permesso, causa la scarsa vigilanza, un presunto furto delle chiavi del plesso. Forse i dirigenti non sanno, dall’alto dei loro uffici, che una porta antipanico è progettata per essere aperta, senza bisogno di forzarla anche se chiusa a chiave.
Come Collettivo Filo da Torcere appoggiamo e sosteniamo lə studenti in occupazione, e condividiamo le loro rivendicazioni (che potete trovare sulla loro pagina facebook).