14/05/2026
Partito dei CARC
[Firenze] 16 maggio: partecipiamo al corteo “Basta aeroporti in città!”
Federazione Toscana by Federazione Toscana Maggio 14, 2026
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La Federazione Toscana del P.CARC aderisce, partecipa e invita a partecipare al corteo promosso dai comitati ambientalisti della Piana fiorentina che si terrà il 16 maggio a Sesto Fiorentino, contro il progetto della nuova pista dell’aeroporto di Peretola e per il Parco Agroecologico della Piana.
Il progetto di costruzione della nuova pista rappresenta infatti un ulteriore attacco ai territori della Piana fiorentina e agli interessi delle masse popolari. Significa nuova cementificazione, devastazione ambientale, aumento dell’inquinamento e peggioramento delle condizioni di vita per migliaia di abitanti di Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Prato e di tutta l’area metropolitana. Un’opera che gli speculatori, affaristi e gruppi di potere – che da anni fanno della Toscana un terreno di profitto privato e saccheggio del territorio – stanno riprovando a imporre dopo la bocciatura del progetto da parte del TAR del 2020.
La nuova pista non risponde assolutamente ai bisogni delle masse popolari, ma solamente agli interessi di chi usa il territorio come fonte di profitto e strumento di speculazione, come dimostra la recente scoperta fatta da Diritti in Comune di Pisa, ovvero del debito milionario di Toscana Aeroporti con il comune di Pisa per il mancato versamento dell’IMU. Tutto questo mentre la società sbandiera profitti milionari ogni volta che ne ha l’occasione!
Tra gli interessi in ballo ci sono anche quelli legati al sionista Marco Carrai, console onorario di Israele e presidente di Toscana Aeroporti (che gestisce gli scali di Pisa e Firenze) e al sistema di potere che ruota attorno agli affari aeroportuali, alla logistica e alle grandi opere inutili e dannose. Infatti Carrai è anche il presidente della Fondazione Meyer (oltre che avere le mani in pasta in mille altri ambiti) e questo mostra bene il radicamento del sionismo e dei suoi agenti nei principali centri di potere economico e politico della Regione, protetti e suffragati da entrambi i poli delle Larghe Intese e principalmente dal polo PD, a guida della Regione e del Comune di Firenze.
Ma la battaglia contro la nuova pista è anche una battaglia politica contro l’economia di guerra e la militarizzazione del territorio. Mentre il governo italiano trascina il paese nel vortice della Terza Guerra Mondiale, aumentano le servitù militari e il ruolo strategico degli aeroporti civili per fini bellici. Quanto avviene all’aeroporto di Pisa è emblematico: la prospettiva di ridimensionare o subordinare il traffico civile alle esigenze militari – e da qui deriva la “necessità” del rafforzamento dello scalo fiorentino – fa vedere chiaramente come infrastrutture e territori vengano piegati alle necessità della guerra e della NATO, scaricandone i costi sulle masse popolari.
Quindi lottare contro la realizzazione della nuova pista – e per lo smantellamento della vecchia – significa anche sostenere la resistenza del popolo palestinese e rafforzare la battaglia per l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione del 1948, a partire dal ripudio della guerra (Art. 11) e dalla tutela della Salute (Art. 32). Non possiamo accettare che risorse pubbliche vengano sottratte alla sanità, alla scuola, ai servizi e ai lavoratori per essere destinate al riarmo. Ogni euro speso in missili è un euro tolto agli ospedali, alla prevenzione, ai bisogni dei proletari.
Per questo è necessario sviluppare la mobilitazione e il coordinamento tra le organizzazioni popolari, i comitati territoriali, gli operai, i lavoratori, gli studenti e le amministrazioni comunali anti Larghe Intese che si oppongono alla devastazione della Piana. L’esperienza delle amministrazioni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano che si sono sempre dette contrarie al nuovo aeroporto, dimostra che è possibile costruire un fronte territoriale contro gli interessi speculativi e contro le imposizioni del governo centrale e dei gruppi di potere.
Solo rafforzando l’organizzazione popolare, il coordinamento dal basso e la mobilitazione per cacciare il governo Meloni e gli altri governi locali delle Larghe Intese sarà possibile impedire la realizzazione della nuova pista. Serve un’alternativa al governo dei territori e del paese e quell’alternativa è un governo di emergenza degli organismi operai e popolari.
Il nemico impone alle masse popolari condizioni di vita indegne, leggi insostenibili, censura e discriminazioni. Impone di sostenere la Terza guerra mondiale, di compartecipare in silenzio al genocidio del popolo palestinese, di fare i sacrifici necessari per sostenere lo sforzo bellico. Non esiste margine di dialogo, non esiste possibilità di conciliazione: o si impone l’alternativa o si subisce il corso imposto dal nemico.
Per questo ribadiamo la necessità di mobilitarsi contro le grandi opere inutili e dannose come l’aeroporto di Peretola, per rendere ingovernabile il paese ai vertici delle Larghe Intese.
Organizziamoci per costruire un’alternativa politica delle masse popolari, imporre un Governo di Blocco Popolare e mettere al centro lavoro, salute e tutela del territorio!
No alla nuova pista!
No alla cementificazione della Piana!
No alla guerra e alla militarizzazione dei territori!
Partito dei CARC, Federazione Toscana