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FIRENZE E L'AEROPORTO, UNA STORIA INFINITA FINO AL COVID-19L’ampliamento dell’aeroporto di Peretola rappresenta per i ci...
01/07/2020

FIRENZE E L'AEROPORTO, UNA STORIA INFINITA FINO AL COVID-19

L’ampliamento dell’aeroporto di Peretola rappresenta per i cittadini fiorentini e dei comuni limitrofi una questione annosa e complessa: coinvolge la vecchia politica, ma anche la nuova. Dal susseguirsi delle battaglie legali, che hanno messo a n**o il progetto, evidenziandone le enormi criticità, il Covid è stato secondo noi l'ultimo atto.
In una città dove il turismo fa da padrone e dove l’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio l’intero Comune, proclamare la rinascita di Firenze, invocando un’impronta diversa e non turismocentrica, da un lato, e continuare a sostenere un’opera che ne favorirebbe, dall’altro, è un vero controsenso.
Questo problema non può più essere oggetto di dichiarazioni sporadiche sui giornali, ma deve essere sviscerato. Questo problema non può più essere oggetto di dichiarazioni sporadiche sui giornali, ma deve essere sviscerato. Chi si propone alla guida della Regione deve trovare il coraggio di dire ai cittadini che oggi non ci sono più le condizioni per portare avanti il progetto dell'ampliamento. Ma non solo. Dobbiamo ripensare tutto, senza dimenticare le realtà coinvolte. Riteniamo sia fondamentale cambiare rotta, essere chiari con i cittadini su questo pericoloso progetto e ritrovare il coraggio di riaprire la discussione in maniera costruttiva, cercando di riallacciare un contatto costruttivo con le realtà che vivono questo progetto come un problema.
Le soluzioni sono numerose e non sempre devono essere capitanate dal dio denaro: potenziare Pisa e migliorare i collegamenti con tutte le città toscane è una di quelle. È necessario a questo punto ripensare ad uno sviluppo sostenibile che tocchi tutte le sfere , da quella economica a quella ambientale. Slogan e sorrisi non bastano più: che i candidati si esprimano una volta per tutte chiaramente sulla loro visione per la Toscana del futuro.

PIÙ SANITÀ PUBBLICA PER LA TOSCANAL'emergenza covid ha dato il colpo finale ad un sistema già al collasso, ossia quello ...
24/06/2020

PIÙ SANITÀ PUBBLICA PER LA TOSCANA

L'emergenza covid ha dato il colpo finale ad un sistema già al collasso, ossia quello sanitario. Mentre le Regioni a gestione prevalentemente privata dovevano chiedere il permesso agli imprenditori per poter ricoverare i pazienti o creare strutture covid, in Toscana la gestione è stata decisamente migliore, perché le linee programmatiche e strategiche della sanità sono state dettate dalla Regione. Ciò nonostante, anche in Toscana, le Residenze Sanitarie Assistite (RSA) rimangono per la maggior parte a gestione privata. In alcune manca il medico, in altre volte un solo infermiere deve assistere più di 50-60 pazienti. Stiamo parlando dei nostri nonni e nonne, che, dopo aver lavorato per anni, per la peculiarità di alcune malattie e la comorbidità di altre, necessitano di attenzioni diverse da quella che può garantirgli un famigliare. Al contrario del privato però, che pensa solo ed esclusivamente al profitto, una gestione pubblica garantirebbe una maggiore attenzione alla persona e una qualità delle cure migliori.
Chiediamo che il prossimo Presidente o Presidentessa della Regione Toscana lavori affinché vengano aperte delle RSA a gestione totalmente pubblica e che in queste siano parimenti garantiti i diritti dei pazienti e degli operatori sanitari.

PUOI GUARDARE TUTTO PASSIVAMENTE, ALTRIMENTI PUOI ATTIVARTI PER LA TOSCANA DEL FUTUROLa crisi di questi mesi ha rapprese...
07/06/2020

PUOI GUARDARE TUTTO PASSIVAMENTE, ALTRIMENTI PUOI ATTIVARTI PER LA TOSCANA DEL FUTURO

La crisi di questi mesi ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un’occasione per essere in diretto contatto la realtà e analizzare i fatti secondo la loro “necessità storica” e non più in modo artificioso e filtrato. La città si riempie di bambini, famiglie e adolescenti che percorrono le strade del centro, ridando a Firenze la quiete e la tranquillità che le appartiene. A ciò, si aggiunge una nuova dimensione del dialogo e del “sano contatto” tra le persone, che rappresenta la base essenziale di quella comunità umana e politica che chiamiamo Città. Sembra ormai lontana quella “città vetrina” che offriva, alla “nuova classe media” di tutto il mondo, un turismo artificioso e privo di empatia che allontanava Firenze da quell’idea di esperienza indimenticabile.

Quale delle due Firenze può considerarsi preferibile? A questa domanda c’è chi, all’interno di un dibattito che stenta a ripartire, ha provato a rispondere proponendo fasi di interruzioni dell’illuminazione stradale come forma di risparmio, sperando di ritrovare quella massificazione sinonimo di normalità, con l’incapacità di immaginare un altro orizzonte rispetto a quanto abbiamo vissuto con l’inconfessabile speranza che tutto torni come prima il prima possibile.

Tutti ci auguriamo che si possa ricominciare a dar vita alle comunità locali, grandi e piccole. Ma dal “tutto e subito” non sono mai risultate prospettive sane e di lunga durata. In questo scenario le risposte che i progressisti di questa Regione, di questa Città, provano ad offrire appaiono di corto respiro e gli stessi candidati in corsa appaiono interpreti poco adatti al ruolo, soprattutto in questa fase.
Siamo invece convinti che bisogna ripartire da idee che si basino su una dimensione più umana, ponendo al centro del nuovo futuro le problematiche concrete che affliggono la nostra società e che non possono continuare a rimanere nascoste all’ombra di una t-shirt con una bella stampa della città o slogan di parata, che nascono e si esauriscono nel tempo di una campagna elettorale. L’emergenza abitativa, i lavoratori sottopagati, gli spazi di socialità, la scuola, la sanità come bene pubblico, la riqualificazione ambientale, i beni culturali e tutto ciò che rende una città degna di essere vissuta, che contorni hanno assunto in questa crisi? Il disagio che riguarda alcuni fattori sociali, in primis nelle periferie, può avere meno considerazione rispetto al rilancio delle locazioni sfrenate nel centro storico?

È fondamentale che non si riduca tutto ad una battuta pronta e a una perenne discussione sull’eterno presente, su ciò che succede oggi e non vale già più domani. Pensiamo che la politica debba tornare a parlare all’intelligenza dei cittadini, non alla loro pancia, che prenda in considerazione le disuguaglianze sociali per proporre soluzioni e non per scatenare gli istinti.

Dalle persone che avranno il compito di governare pretendiamo chiarezza ed energia ma soprattutto, oggi più che mai, il coraggio di esporre le proprie posizioni, di parteggiare, senza paura di essere giudicati, di perdere quel pezzo di elettorato o di non incassare un probabile finanziamento alla campagna elettorale.
Come cittadine e cittadini di questa bellissima Regione, come progressiste e progressisti che hanno a cuore il futuro della Toscana e di chi la popola, vogliamo portare idee prima che voti, passione prima che consenso. Vogliamo farlo all’interno del campo democratico e progressista. Vogliamo farlo in termini costruttivi, per non dividersi in un momento storico dove la peggiore destra avanza tra lo scontento e la sfiducia. Vogliamo farlo senza sconti o compromessi, provando a immaginare la Toscana del futuro per scongiurare la condanna dell’eterno presente.

Aderisci! Scrivici ad [email protected] oppure clicca al link https://forms.gle/GBKNDpPcUeQuP8iHA.

Vogliamo portare idee prima che voti, passione prima che consenso e vogliamo farlo all’interno del campo democratico e p...
05/06/2020

Vogliamo portare idee prima che voti, passione prima che consenso e vogliamo farlo all’interno del campo democratico e progressista.

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