Ferreri Maurizio Fiumicino

Ferreri Maurizio Fiumicino Partecipazione e Condivisione .Uniti siamo una Forza

12/03/2026
Le storie...ci aiutano a comprendere ....
10/03/2026

Le storie...ci aiutano a comprendere ....

Siamo particolarmente lieti di annunciare la presentazione di un libro che riguarda la famiglia Guglielmi.

L’opera ha il titolo “Carissime Nennella e Belluccia” – Storia inedita della famiglia Guglielmi dal suo carteggio privato (1892 – 1944), è scritta dalla dott.ssa Michela Nucciarelli e edita da Futura Libri di Perugia. Le lettere, fonte di informazioni storiche, sono state reperite in ricerche d’archivio, e riguardano lo scambio epistolare tra Elena Guglielmi (Nennella), ultima proprietaria della nota villa di Fiumicino, e sua madre Isabella (Belluccia). La Pro Loco di Fiumicino ha collaborato alla realizzazione del libro con la fornitura di immagini storiche della villa, e con supporto alla raccolta dati, tramite interviste con persone che ebbero a frequentare la villa stessa quando ancora era di proprietà dei Guglielmi.

Nella presentazione del testo ci sarà la lettura di alcune lettere, accompagnata dalla proiezione di immagini a supporto del racconto. La scelta degli argomenti darà particolare risalto al legame tra la nobile famiglia e il ruolo storico della villa in Isola Sacra a Fiumicino.

L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune, si inserisce nella costante opera di divulgazione della storia del territorio e dei personaggi che l’hanno scritta, una delle missioni prioritarie dell’attività della Pro Loco di Fiumicino.

Sebbene oggi tutti conoscono la villa e il suo parco, altrettanto non si può dire per la conoscenza dei Guglielmi e soprattutto di Elena, nota come la “fata benefica”. È evidente quindi l’esclusività dell’argomento trattato, che va ad implementare le documentazioni raccolte dalla Pro Loco, in parte divulgate con la rievocazione storica di “Festa di Corte” e che si aggiunge alla grande quantità di materiale con cui stiamo costituendo l'Archivio Storico della Città.

26/02/2026

Ciò che in queste ore sta accadendo sui social nei confronti dell'arcivescovo di Corrado Lorefice è semplicemente vergognoso.

L'ondata di odio che sta investendo la sua persona è indegna di un Paese civile e va denunciata con forza.

L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice è una persona molto sensibile al tema delle e da sempre denuncia ciò che accade nel .

Due giorni fa, a , durante la preghiera interconfessionale in mare per il migliaio di dispersi del ciclone Harry, il prelato ha duramente criticato le politiche migratorie italiane ed europee. Queste sono state le sue testuali parole:

«Queste vittime sono l’ennesimo frutto delle scelte disumane dell’Europa e dell’Italia capaci solamente di legiferare contenimento e abbandono».

Una posizione giustissima che condividiamo in tanti. Eppure queste parole hanno scatenato una valanga di reazioni violente e odio sui profili social.

Come in molti sapete, il vescovo è noto per il suo impegno sui temi dell’ , delle e del dialogo interculturale. E proprio a causa della sue continue denunce nei confronti della criminalità organizzata, vive da anni sotto scorta.

Lorefice è anche Vicepresidente della Conferenza Episcopale Siciliana con delega alle Migrazioni e in passato ha definito i corpi restituiti dal mare «una chiara denuncia di chi per mera propaganda populista rivendica il risultato della riduzione degli sbarchi. Questi sono corpi umani. Come i nostri. Con una loro storia, relazioni, desideri, sofferenze, attese. Abbiamo negato loro il diritto a una vita dignitosa, alla mobilità, alla libertà».

Giunga a Monsignor Lorefice la mia piena e totale solidarietà per il lavoro costante che porta avanti e che deve continuare a fare, consapevole di non essere solo in questa enorme battaglia di civiltà.

11/09/2025

35 righe da brivido! E il governo Meloni lo ha rimandato a casa con volo di Stato!

Almasri: CIANI, governo rafforza rapporti con milizia radicale
"Dai resoconti ufficiali della Camera dei deputati, pubblicati oggi, relativi alla seduta di ieri della Giunta delle autorizzazioni a procedere sul caso Almasri, emergono elementi di estrema gravità. Il governo Meloni non solo ha scelto di non intervenire, favorendo la liberazione di Almasri, ma, da quanto riportato, ha finito per rafforzare i rapporti con un gruppo islamista radicale come la milizia Rada, responsabile di crimini efferati e violenze disumane anche strumentalizzando in maniera blasfema la religione. È inaccettabile che l'Italia, per mera convenienza politica, si sia affidata a un'organizzazione che perseguita, tortura e uccide persone innocenti". Così Paolo CIANI, vice capogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario di Demos, commenta gli atti sul caso Almasri. "Almasri - rileva CIANI - non è un ricercato qualsiasi: come emerge dal mandato d'arresto della Corte penale internazionale, a suo carico ci sono accuse di eccezionale gravità. Parliamo di 34 omicidi accertati, di cui 12 per torture, 16 per mancanza di cure mediche, 4 per ferite da arma da fuoco e 2 per esposizione a condizioni climatiche estreme. A questi si aggiungono 22 violenze sessuali documentate, perpetrate contro donne, uomini e minori. Le imputazioni comprendono torture sistematiche, incarcerazioni arbitrarie, trattamenti disumani e persecuzioni religiose e morali contro cristiani, atei, omosessuali e oppositori politici. Affidare a figure come queste la gestione delle persone migranti e di sicurezza è una vergogna nazionale. Il governo ha il dovere di chiarire immediatamente in Parlamento perché ha scelto di sacrificare la verità e la dignità del nostro Paese sull'altare di un patto scellerato con chi rappresenta l'opposto dei valori democratici e umani che la nostra Costituzione tutela", conclude.

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